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Ilievski senza freni: «Bettarini pagava i calciatori». Coinvolti anche i prosciolti da Palazzi

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Faccia a faccia con Di Martino e, nel suo cellulare, con Mauri: eccola la famosa fotografia – già emersa da Gervasoni – col capitano biancoceleste, custodita gelosamente. Altre cinque ore sotto torchio (ieri dalle 14 alle 19), adesso Ilievski risponde solo alle domande del pm, che lo riascolterà dopodomani. Dopo il doppio interrogatorio di garanzia della scorsa settimana davanti al gip Salvini, il capo degli Zingari riparte da zero e approfondisce le rivelazioni. E’ molto più preciso degli altri pentiti Carobbio e Gervasoni, sputa dettagli su dettagli e fa subito arrossire Palazzi sulla partita con cui iniziò la sua “attività” in Italia: «Chievo-Novara di Coppa Italia era combinata con i giocatori del Novara». Tutti già prosciolti dalla giustizia sportiva. Lancia «bombe», come le definiscono all’interno del Palazzo di Giustizia, l’ex agente della polizia speciale macedone ancora su Lecce-Lazio del 22 maggio 2011. Nei guai non solo Mauri e il suo “ruolo”, ma anche altri giocatori salentini e soprattutto Ferrario, che aveva incontrato l’amico Zamperini all’hotel Tiziano. Il difensore – ora al Lanciano – aveva ammesso di aver ricevuto una proposta economica per combinare la gara, ma di averla rifiutata. Per Ilievski non sarebbe proprio così: «Quel 4-2 era truccato». È così dettagliato, lo slavo, che descrive persino la stanza d’albergo dove per tre giorni si svolsero i colloqui con gli ungheresi.

IL CLIC INCRIMINATO. Persino ritratti caratteriali di ogni giocatore incontrato. Ilievski dimostra tutta la sua credibilità, secondo gli inquirenti. Parla del Livorno e tira dentro anche un nuovo giocatore della squadra. Poi si concentra ancora su Lazio-Genoa del 14 maggio 2011, ripercorrendo tutti i suoi movimenti da Formello all’hotel dove la squadra rossoblù era in ritiro. Rivela la risposta di Milanetto alla sua offerta, così smentendo il centrocampista che dice di non conoscerlo. Così come Mauri, immortalato in uno scatto con Zamperini nel suo cellulare. Lo “Sfregiato” chiarisce anche la sua “citazione” di Sculli. Cementate le prove, nuovi riscontri, ma anche parecchie curiosità nella collaborazione, oltre le aspettative, di Ilievski. Incredibile il racconto di un giocatore pentito per un tarocco di Coppa Italia: preso dal senso di colpa, avrebbe deciso di donare la sua parte (30mila euro) in beneficenza lasciando il denaro sul portone di una chiesa.

LA NAZIONALE. Verrò affrontato di nuovo l’argomento Siena e di conseguenza la posizione di Antonio Conte: il tramite degli accordi era Carobbio, che però ha sempre accusato l’attuale commissario tecnico della Nazionale di esserne a conoscenza. Per questo il ct è ancora accusato di frode sportiva in relazione a Siena-Novara del 30 aprile 2011 e AlbinoLeffe-Siena del 29 maggio successivo, seppure punti all’omessa denuncia. Conte chiede di essere giudicato attraverso un rito abbreviato o un giudizio immediato. Vuole “ripulirsi” prima degli Europei del 2016.

BETTARINI. L’ex calciatore Stefano Bettarini, indagato dalla procura della Repubblica di Cremona per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, viene coinvolto dal capo degli slavi, Hristiyan Ilievski, che gli imputa un ruolo preciso nella vicenda delle partite truccate e nella corruzione dei giocatori. Il 28 aprile scorso, Ilievski fa mettere a verbale: «Mi sono ricordato che Bettarini, all’epoca ex giocatore, aveva un ruolo importante nel cercare tra i giocatori delle varie squadre coloro che fossero disposti a farsi corrompere. Aveva avuto in particolare questo ruolo in favore del Siena di cui mi era stato detto che era in buoni rapporti con il presidente (Massimo Mezzaroma). Bellavista, Bressan e Tisci avevano parlato di questo con Gegic e io l’avevo capito. Questo credo sia successo con l’Ascoli e con il Sassuolo destinate come è avvenuto, a perdere con il Siena. Bettarini, come nel caso del capitano dell’Ascoli Sommese, si era incaricato di pagare con i nostri soldi i giocatori e facendo questo si era trovato anche in una situazione di vantaggio potendo giocare subito, anche prima di noi, quando la quota era più alta».

(Il Messaggero)

 


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Meloni, la sorella Arianna: “Io e Giorgia non siamo della Lazio, ma in famiglia…”

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Intervenuta ai microfoni de Il Messaggero, la sorella di Giorgia Meloni Arianna, ha parlato della vita privata della neo premier svelando un aneddoto riguardante la fede della famiglia.

Queste le sue parole:

“Sfatiamo subito un falso mito. Io e Giorgia non siamo laziali. Abbiamo sempre tifato Roma. A casa solo mamma è biancoceleste. Ora lo sono anche le mie figlie perché mio marito, Francesco Lollobrigida, è lazialissimo”.

  


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