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Per Lei Combattiamo

LIVE – La Polisportiva Lazio in udienza da Papa Francesco. E’ arrivato il pontefice: “La Lazio ha mantenuto vivi certi ideali”

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udienza papa 2

AGGIORNAMENTO ORE 12:10. In seguito, Papa Francesco parla così, presentandosi alla folla di gente che lo ascolta attentamente: “Amici della società sportiva Lazio buongiorno e benvenuti. Vi saluto cordialmente. In questi 115 anni di vita la polisportiva si è sforzata di mantenere vivi certi ideali rendendola accessibile ai giovani. Ai quei tempi lo sport era per le persone facoltose. Vi incoraggio ad essere accoglienti e valorizzare i talenti. Che siate sempre una casa aperta senza discriminazione. La Lazio nel corso degli anni si è arricchita di diverse attività e si è articolata in numerose sanzioni sportive”. Poi continua: “La Lazio ha operato per dare pari visibilità a tutti gli sport. In Italia, così come al mio paese, in Argentina, si rischia di parlare sempre del calcio e trascurare gli altri sport. Ogni disciplina ha il suo valore morale e offre la possibilità ai giovani di crescere nell’equilibri, nell’autocontrollo, nel sacrificio e nella lealtà verso gli altri. Grazie a Dio abbiamo esempi di uomini e donne sportivi, anche campioni, che non hanno mai smesso di avere la fede”.

AGGIORNAMENTO ORE 12:05. Prende parola per primo il Presidente generale della S.S. Lazio Antonio Buccioni, leggendo il discorso d’apertura:

“Reverendissimo Padre,

è con profonda deferenza che desidero innanzitutto ringraziarLa per aver concesso oggi – alle migliaia di atleti, dirigenti e accompagnatori che rappresento – la gioia di incontrarLa.

In questa sala affollata di vessilli biancocelesti ci sono tanti giovani: gli stessi che – senza distinzioni di ceto, classi sociali, culture, idiomi e religioni, in rappresentanza di tanti Paesi del mondo – popolano le nostre sezioni, capaci, ogni fine settimana, di portare sui campi di gara una miriade di atleti.

Quindici anni fa, ricevuti in questa stessa sala da Papa Giovanni Paolo II, furono ventotto le sezioni sportive che la Lazio ebbe l’onore di presentare.

Oggi, quindici anni dopo l’ultima volta in Vaticano, siamo più del doppio, avendo abbracciato nuove discipline sportive, utili ad aggregare ragazzi e ragazze, condensandone – grazie alla pratica sportiva ma soprattutto alla comune convivenza – sogni e speranze. Ecco, Santità, proprio la presenza di tanti giovani, di tanti sogni e tante speranza, fa in modo che davanti a Lei ci sia la nostra grande famiglia… la Lazio!

Si, perché la nostra Società, nata 115 anni fa, è diventata, oltre che una fucina di storie di sport e di vita, un formidabile movimento culturale, capace di strappare, ad esempio, per il tramite della pratica sportiva, della condivisione degli ideali e della mutua assistenza, decine di giovani dalle periferie più degradate.

La Lazio, nel corso della sua storica tradizione, articolatasi dal 1900 ad oggi, ha confermato gli auspici dei padri fondatori: quelli, ovvero, di contribuire alla formazione ed alla crescita sana dei giovani, diffondendo, tra di loro, gli ideali più puri dello sport.

La Lazio si confronta lealmente con gli avversari, accetta i verdetti del campo senza strepiti, lenisce le sconfitte con serenità, festeggiando le vittorie con umiltà. Supera e combatte le diversità con il sorriso e la comprensione. Combatte gli steccati: sotto le nostre insegne nessuno osi sentirsi più vulnerabile degli altri.

Parliamo la lingua dei popoli, dividendo l’attesa di una gara con fratelli asiatici, sudamericani o provenienti da ogni zolla del mondo: tutti coloro, ovvero, che, vestiti di bianco e celeste, i colori delle prime Olimpiadi di Atene che abbiamo fatto propri, militano nelle nostre squadre.

Sono questi i valori della Lazialità, che, da 115 anni, sventoliamo senza macchia, essendo diventati, con la forza della tradizione e di una passione unica, la più grande Polisportiva d’Europa.

Santità, alla vigilia di un Giubileo straordinario per la nostra città, conceda alle migliaia di nostri appassionati presenti in questa sala, la Sua vivificante benedizione.

Da parte mia, Le porgo – a nome di tutti coloro che dentro e fuori questa sala si specchiano nei valori che la Lazio rappresenta – un saluto deferente ed affettuoso”.

AGGIORNAMENTO ORE 11:58. Dopo una lunga e trepidante attesa, finalmente è arrivato Papa Francesco fra la felicità e l’emozione generale del pubblico.

papa francesco lazio

Come anticipato giorni fa, Papa Francesco riceverà questa mattina, in Vaticano, la Polisportiva Lazio. Un incontro storico, quindici anni dopo l’abbraccio con Giovanni Paolo II. Parecchi saranno i regali e le sorprese per il Santo Padre, anche la Curva Nord avrebbe preparato un quadro realizzato dagli autori delle scenografie che spesso abbelliscono l’Olimpico. Madrine della giornata saranno le figlie di due miti dello sport laziale e italiano: Paola Piola e Patrizia Nostini. Insieme a loro, le famiglie di Vincenzo Paparelli e Gabriele Sandri. La Sala Nervi aprirà i battenti alle 8.30, mentre il Pontefice farà la sua comparsa verso mezzogiorno. L’attesa sarà scandita dai filmati dedicati alla storia della Lazio e dalle note degli inni. Noi di LazioPress.it seguiremo l’evento in diretta, cercando di trasmettervi tutte le emozioni di questa giornata storica.

UDIENZA PAPA 3

 

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ANGOLO DEL TIFOSO| Simone e Cristina: “I nostri bambini si chiamano Paolo e Giorgio per Di Canio e Chinaglia. Il prossimo sarà Tommaso…”

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Dopo la conclusione della stagione della Lazio all’Olimpico con il pareggio contro l’Hellas Verona torna l’appuntamento con la rubrica “L’angolo del tifoso” in cui i protagonisti siete voi sostenitori biancocelesti. In questa occasione la redazione di Laziopress.it ha intervistato Cristina e Simone, una coppia lazialissima che sta provando a passare la passione per i colori biancocelesti anche ai propri figli a partire dal… nome. I due bambini si chiamano infatti Paolo e Giorgio. “Il nome del mio primo figlio nasce 5 anni prima della sua nascita e soprattutto prima di conoscere mia moglie. Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Era il 6-1-2005: palla di Liverani per Di Canio e gol sotto la sud. Mi giro verso i miei amici di curva e dico ‘mio figlio si chiamerà paolo’. Detto fatto. Per il secondo, invece, l’idea nasce insieme a mia moglie Cristina dopo aver appreso la notizia della morte di Chinaglia. ‘Il secondo figlio lo chiameremo Giorgio!’. Inoltre, casualmente, sarebbe dovuto nascere anche il 24 gennaio. Alla fine venne al mondo il giorno dopo, il 25” ha detto Simone.

La prima volta allo stadio, le emozioni e i calciatori preferiti

E la prima volta allo stadio? Due esperienze diverse quelle dei due coniugi, ma entrambe colme di emozioni: “La mia prima partita è stata Lazio- Inter super coppa 1999/2000 dove abbiamo vinto un emozione unica e tutta questa passione è nata grazie a mia zia. Ancora oggi quando salgo quei gradini sento una grandissima emozione” ha detto Cristina. Nessun ricordo, invece, per suo marito Simone: “Mamma e nonno mi portarono allo stadio a 6 mesi. Dai 14 anni diventò invece una passione fissa quella di salire quei gradini“. Pochi dubbi, invece, sulla più grande emozione nella storia della Lazio. “Il 26 maggio, ovviamente” hanno risposto in coro. “E’ la coppa più bella quella vinta davanti ai loro occhi”.

 

I giocatori preferiti e la loro lazialità

Cristina e Simone sono d’accordo anche sul loro calciatore preferito nella Lazio di oggi e nel passato: “Ciro Immobile e Paolo Di Canio“. “Ciro fa innamorare grandi e piccoli. Nostro figlio Giorgio ha voluto la festa dei suoi 5 anni a tema Ciro Immobile. Lo adora” hanno detto. E come vivono la loro Lazialità? “Negli ultimi anni ho mollato con la curva. Con la nascita dei figli è inevitabile che cambi qualcosa. Quest’anno, però, abbiamo iniziato ad andare allo stadio tutti insieme e devo dire che è una grande emozione” ha spiegato Simone. “Una passione, anzi, un grande amore che speriamo di trasmettere ai nostri figli. Ma so che stiamo facendo un grande lavoro. Paolo ha anche la sua migliore amica che va allo stadio, avendo anche lei la madre malata di Lazio, e vederli insieme passeggiare per lo stadio è una grande emozione” ha invece raccontato Cristina. Un modo di vivere la Lazio a 360 gradi e di condividere la propria Lazio con tutta la famiglia.

“Concludo dicendo un grazie a mia moglie che ha sempre sostenuto questa follia dei nomi, aspettando ora il terzo che si chiamerà Tommaso…” ha detto poi Simone, rivolgendosi a sua moglie Cristina.

 

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