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Per Lei Combattiamo

Rivivi il Live di ‘CAMPIONI PER SEMPRE’

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AGGIORNAMENTO 23:16 – Sale sul palco Sergio Cragnotti, Federica Lenzini (nipote di Umberto Lenzini) e il figlio di Casoni. Inoltre era stato invitato anche Lotito, che ha declinato.  A prendere la parola è il figlio di Casoni: “La Lazio del 2000 era davvero emozionante e ha riavvicinato migliaia di tifosi ai colori bianco e celesti. Questa Lazio potrebbe tornare ad essere divertente come quella”. Anche Cragnotti dice la sua su questa Lazio: “Champions? La squadra non ha ancora una panchina forte. L’unica società in Italia da cui bisognerebbe attingere è la Juventus. Lazio, Roma e Napoli non sono strutturate a dovere a livello societario, per questo c’è un grande dislivello con i bianconeri. Mio fratello Giovanni era tifosissimo, fu lui ad avvicinarmi al calcio ed era lui che avrebbe dovuto gestire la società. Purtroppo venne a mancare e subentrai io. Se potevo tornare? No solo voci, il momento magico è durato 10 anni”.

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AGGIORNAMENTO 23:13 – Lui non è potuto essere presente di persona, ma nel suo cuore la Lazio ha sempre avuto un posto particolare, stiamo parlando di Veron: “Non sono potuto esserci perchè sono presidente dell’Estudiantes e ho troppi impegni. La Lazio ha fatto parte e farà sempre parte della mia vita. Sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra più forte di sempre. Prima o poi ci riabbracceremo”.


 

AGGIORNAMENTO 22:55 – Premiato anche Nello Governato, amministratore delegato e direttore generale della Lazio scudettata: “La nostra filosofia era prendere giovani forti e poi rivenderli successivamente. Nedved? la sua cessione è stata una cosa veramente brutta, si comportò malissimo e tutt’ora non voglio vedere il suo procuratore dell’epoca. Non ci volevo credere il giorno che arrivò la notizia della sua cessione alla Juventus”.


 

AGGIORNAMENTO 22:44 – Dopo pancaro è la volta di Negro: “Uno dei momenti migliori è stato con Zeman. Avevamo 7 calciatori in Nazionale, in quegli anni c’erano talmente tanti calciatori che era davvero difficile vestire la maglia Azzurra. Credo però che la Lazio abbia dato molti giocatori all’Italia. Non ho mai nascosto la delusione per come sono stato cacciato, avrei voluto finire la mia carriera a Roma, dopo 12 anni splendidi. Io sono un tifoso biancoceleste”.

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AGGIORNAMENTO 22:38 – Lui ha fatto quasi una carriera intera con la maglia della Lazio, Giuseppe Pancaro, che non poteva mancare ad una serata come questa: “Ho esordito segnando al Napoli su punizione, mi accorsi subito che ero arrivato in un club fortissimo. Questo fa sempre bene ad un calciatore”.

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AGGIORNAMENTO 22:23 – Arriva il momento di Luciano Spinosi, secondo di Eriksson: “Allenare una squadra come quella non era facile. Per esempio, alcune volte dovevamo fare turn over per forza: c’erano troppi giocatori forti in panchina! Eriksson? Sta lavorando e sono contento per lui, quando mi chiamò per fare il secondo alla Lazio non ci pensai un attimo ad accettare”.


 

AGGIORNAMENTO 22:05 – Sale sul palco il primo portiere di quei ragazzi così vincenti, Luca Marchegiani:La sensazione che provavo all’epoca? Di giocare per una squadra vincente. Molti giocatori grandissimi della storia biancoceleste, tipo Giordano, non hanno avuto il privilegio di vincere trofei. Ho avuto un rapporto molto intenso con il tifo laziale, ricordo una coreografia che mi fece la Nord dopo un infortunio, era un Lazio-Torino. Queste sono cose che non potrei mai dimenticare. Mio figlio gioca alla Roma è vero, io però sono molto fiero di lui perchè è stato selezionato non è stata una scelta quella di giocare con quella maglia, ha fatto il suo percorso con grande dignità, non è stato facile”. Poi parla della sua esperienza come commentatore tv: “E’ un mestiere che mi piace molto, anche se a volte è meno facile di quello che può sembrare”.11272229_10205445676372890_1832048784_n


 

AGGIORNAMENTO 21:55 – E’ il momento di Marco Ballotta, secondo portiere nel 2000: “Penso che siano importanti tutti i giocatori nelle rose che puntano a grandi obiettivi, anche chi gioca meno. Spesso accade che tra infortuni e squalifiche debba giocare qualche riserva, e lì bisogna tirare fuori i giocatori all’altezza. Abbiamo capito che avremmo vinto lo Scudetto dopo la gara con la Juventus, avremmo meritato di vincere anche qualcosa in più! Con Marchegiani ho avuto un rapporto ottimo, le gerarchie c’erano ed era giusto rispettarle. Questa Lazio? Ancora è lontana da quella del 2000, ma le cose stanno cambiando, i tifosi si sono riavvicinati e la squadra gioca molto bene”.


 

AGGIORNAMENTO 21:32 – Inizia la serata, circa 300 i presenti. Le luci si spengono e parte un filmato con la storia dello Scudetto del 2000, a presentare la serata Daniele Baldini e Stefano Greco. Subito dopo sale sul palco Guerino Gottardi, indimenticabile autore del famoso gol contro la Roma nell’annata dei “4 derby”: “Aver giocato con questi grandi campioni è stato il top, il calcio di oggi è più veloce e fisico. Ho ricoperto diversi ruoli, anche perchè sennò in quella squadra non avrei giocato mai!”


 

AGGIORNAMENTO 20:57 – Telecamere tutte su di lui, com’è giusto che sia, il Presidentissimo Sergio Cragnotti, interpellato sul momento attuale della Lazio, risponde così: “Sarà una settimana molto dura, ma questa squadra ha mostrato di avere delle individualità fortissime. Anderson, Biglia, Candreva, De vrij, sono tutti giocatori importanti. Io credo molto in questa squadra. La mia Lazio e quella di Lotito? Sono due squadre diverse, noi avevamo una squadra amalgamata, la sua è professionale. Sinisa e Mancini sono dei grandi uomini, hanno cambiato il cuore della mia rosa in quegli anni. Il nostro Scudetto è stato qualcosa di straordinario, abbiamo fatto della Lazio e di Roma la città Capitale dello sport. Abbiamo imitato quello che si faceva al nord, con le grandi squadre che lottavano tra loro per il titolo, e quegli anni noi prima e la Roma poi abbiamo tenuto il tricolore in città per due anni. Cosa ricordo di quel giorno? Un’attesa infinita. E’ la storia della Lazio, una squadra che soffre sempre per ottenere quello che ha, il sacrificio è alla base di tutto. Tanti mi dicono che ho vinto poco per quanto potevamo, forse hanno ragione, ma già all’epoca succedevano cose strane, cose poi corroborate dai fatti negli anni successivi (Calciopoli nrd). La gente mi ricorda come un Presidente vincente, avevamo portato i biancocelesti al livello delle grandi d’Europa”.

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AGGIORNAMENTO 20:12 – Come poteva mancare il presidente del secondo scudetto. Parliamo proprio di Sergio Cragnotti, uno tra i presidenti più amati dal popolo biancoceleste.

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AGGIORNAMENTO 19:59 – Tanto cuore e anche qualche gol indimenticabile. Arriva a ‘Campioni per Sempre’ Guerino Gottardi, uno dei giocatori più amati dalla tifoseria laziale.

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AGGIORNAMENTO 19:45 – Non poteva mancare alla serata uno dei portieri più longevi del nostro campionato, Marco Ballotta.

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AGGIORNAMENTO 19:40 – Il primo ad arrivare è lo storico difensore centrale della Lazio dello Scudetto Paolo NEGRO.

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In occasione dei 15 anni dal 2° SCUDETTO DELLA LAZIO, questa sera si terrà un grandissimo evento, ‘CAMPIONI PER SEMPRE’, presso il Pala Atlantico (VIA DELL’OCEANO ATLANTICO). Interverrà il presidente più titolato della storia Laziale SERGIO CRAGNOTTI, con i GIOCATORI di quell’annata indimenticabile che ha fatto la storia della SS LAZIO. L’Evento sarà trasmesso in diretta su SKYSport24. 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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