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E’ 1-0 Lazio, Gentiletti ferma la Samp: torna, segna (di ginocchio) e gela Marassi

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Da Marassi…a Marassi, sotto il segno del gol. E’ tutta un’altra storia stavolta. Nove mesi fa la Lazio perdeva contro il Genoa rinunciando al suo difensore di punta, tradito da un infortunio al ginocchio. Oggi, 30 partite dopo, Gentiletti è tornato a modo suo, gelando lo stesso stadio con un gol pesantissimo che può valere la Champions. Finisce 1-0, grande Lazio. Samp sprecona. Eroe del giorno? Neanche a dirlo, Santiago Gentiletti.

PRIMO TEMPO – Squadre in campo, pedine schierate, tutto pronto a Marassi. E si comincia. La Lazio ritrova Gentiletti dal primo minuto e lancia Ledesma in cabina di regina, con Klose solito punto di riferimento davanti insieme al tandem CandrevaFelipe Anderson. E’ 4-4-3, puro e semplice. Partita tirata per i primi 15’. Tanti errori e poche idee da ambo le parti. A centrocampo si combatte, ma nessuno ha la meglio. Poi le squadre si allungano a beneficio dello spettacolo. Anderson inventa, Candreva galoppa, Parolo recupera. Tiri in porta? Pochi, per la Lazio manca sempre l’ultimo passaggio. Klose non arriva su un traversone di Anderson al 25′. Peccato. Di contro, la Samp cerca di sfruttare le ripartenze con la velocità di Eto’o. Prima Soriano non trova la porta su un grande assist di Muriel, poi al 40’ ha una grande chance con Obiang: De Silvestri salta Radu sull’out di destra, mette in mezzo una gran palla ma il centrocampista, tutto solo davanti a Berisha, spara alto sopra la traversa. ‘’Ma come si fa?’’ Il labiale di Ferrero è tutto un programma. Un errore che chiude la prima frazione di gioco.

SECONDO TEMPO – Pronti, via ed è subito Sampdoria: al 3′ Muriel pesca Eto’o in posizione regolare ma l’ex centravanti del Barca, proprio come Obiang pochi istanti prima, spara a lato davanti a Berisha. Poi è solo Lazio, forte dei suoi esterni offensivi. Anderson e Candreva, infatti, attaccano con continuità costringendo Regini e De Silvestri a fare gli straordinari. Poi la svolta, un semplice calcio d’angolo. Batte Ledesma, sale Gentiletti. Pallone in area di rigore, Ciani fa blocco. Il Guerriero rimane solo, la tocca col ginocchio destro e la mette in rete. Apoteosi Lazio. Proprio lui, proprio Gentiletti, che in questo campo ha rimediato l’infortunio più brutto della sua carriera. Ora rinasce, nel segno del gol e di un’ottima prestazione. La Lazio contiene i doriani, entrano anche de Vrij e Djordjevic, il cui tiro in porta nel finale viene salvato da un difensore. Poi il triplice fischio, è grande Lazio.

 

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PAGELLE – Felipe Anderson gol e delizie, Cabral e Pedro timbrano. Ovazione per Leiva

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Strakosha 6 – Sul primo gol dell’Hellas Verona rimane inchiodato sulla linea di porta correndo da un palo all’altro senza mai uscire e Simeone lo batte da pochi passi. Non può nulla sulla conclusione di Lasagna dalla distanza mentre è reattivo sulla punizione di Caprari dal limite.

Lazzari 6 – Spinge tanto ma sbaglia ogni volta l’ultimo passaggio, emblematica l’accelerazione nel primo tempo dove preferisce il cross per la testa di Milinkovic che l’appoggio a Cabral.

Luiz Felipe 5 – La squalifica di Patric gli concede un commiato di fronte al pubblico ma non riesce a farsi apprezzare un’ultima volta. Per essere l’ultima volta davanti i tifosi biancocelesti non sfodera una partita memorabile. Soffre

Dal 46′ Kamenovic 6,5 – A sorpresa viene lanciato nella mischia ad inizio ripresa e si prende i primi applausi della sua avventura biancoceleste. Attento nelle chiusure e si prende anche la libertà di una sgroppata in avanti.

Acerbi 6 – Sbanda come tutta la difesa nei primi minuti di gara, si aggrappa all’esperienza fino a trovare il modo di gestire gli attaccanti di Tudor. Va vicino al 4-3 con un colpo di spalla in mischia che finisce sul palo.

Marusic 6 – Fase iniziale da incubo con Faraoni che lo svernicia un paio di volte, prende campo alla distanza facendosi anche apprezzare in un paio di sortite offensive.

Milinkovic 7,5 – Con la fascia al braccio e quella maglia addosso è di una bellezza disarmante. Ci prova in tutti i modi ad andare in gol ma non è fortunato, se fosse riuscito a timbrare dopo uno slalom gigante in mezzo alla difesa dell’Hellas sarebbe venuto giù lo stadio.

Cataldi 7 – Minuti iniziali di sofferenza con l’Hellas Verona che spinge sull’acceleratore, poi prende per mano la squadra. Detta i ritmi, recupera palloni ed ogni angolo è un pericolo.

Dal 73′ Lucas Leiva 6 – Chiude la sua avventura in biancoceleste con un lungo applauso al suo ingresso in campo. Proprio come nella sua prima partita ufficiale, saluta con un immancabile cartellino giallo alla sua maniera.

Basic 6 – Buona prestazione del croato che sembra aver ritrovato lo smalto della prima parte di stagione. Una iniezione di fiducia in vista del prossimo campionato dove deve crescere.

Dal 79′ Akpa Akpro SV

Felipe Anderson 8 – Chiude una stagione positiva in modo superlativo. Mette in porta Cabral due volte, trova la rete del pareggio e propizia  il ribaltone di Pedro. E’ croce e delizia il brasiliano, in serate come questa però fa godere chi lo guarda.

Cabral 7 – Dimostra le sue qualità Ci va vicino in apertura di gara per poi riuscire a trovare la prima rete in biancoceleste che riapre la partita. Una gioia meritata per un ragazzo sempre disponibile.

Dal 73′ Romero 6 – E’ sfrontato e ha personalità il ragazzo, ad ogni tocco di palla segue un applauso.

Zaccagni 7 – Gioca col dente avvelenato contro i suoi ex compagni, salta ripetutamente l’avversario di turno costringendolo al fallo sistematico e infatti fa ammonire tre uomini di Tudor. Un fastidio muscolare ad inizio ripresa fa chiudere la sua stagione.

Dal 48′ Pedro 7,5 – Esistono i giocatori, poi esiste una ristretta elitè di cui fanno parte i campioni. Lo spagnolo carica l’ambiente e segna da rapinatore il gol del momentaneo 3-2.

All. Sarri 6,5 – Era sufficiente un punto per chiudere la stagione al quinto posto e arriva con una gara emozionante. Buona la prima per questa annata, ora sotto  con il futuro.

 

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