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Lazio, impresa Champions

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Secondi per una notte. La Lazio reagisce alle avversità targate infortuni e arbitraggio di Massa, è più forte di tutto, anche dei suoi limiti, passa a Marassi sul campo della Samp e mette pressione alle dirette concorrenti per i due posti in Champions. Ottima prova, perché stavolta la banda Pioli ha sofferto nella fase finale del primo tempo, ha sfruttato un clamoroso errore di Eto’o davanti a Berisha, poi ha segnato con Gentiletti (sì, proprio lui) il gol che regala tre punti pesantissimi alla Lazio. Angolo di Ledesma, ginocchiata del centrale e colpo letale al cuore di un Mihajlovic indemoniato in panchina. Con questa vittoria i biancocelesti raggiungono quota 66, il record di punti di Reja di quattro anni fa che però non valse il posto nella coppa dalle grandi orecchie per colpa della differenza reti. Ora derby e Napoli per giocarsi tutto nella roulette russa contro le avversarie di questa stagione ma la Lazio c’è, non vuole mollare.
Pioli sceglie il 4-3-3, rischia Gentiletti dopo otto mesi di inattività (l’argentino si era infortunato al ginocchio il 21 settembre sempre a Marassi contro il Genoa) e dà fiducia a Ledesma. In attacco il turnover colpisce Mauri, a sostegno di Klose ci sono Candreva e Felipe Anderson. Mihajlovic si ricorda della scoppola subita all’andata e stavolta non cade nel tranello presentando una Samp più equilibrata con Muriel unica punta, Eto’o e Soriano incursori con il compito di sfruttare le amnesie della difesa laziale. Squadra più equilibrata, meno ricami e più sostanza rispetto a quello 0-3.
Partono meglio i biancocelesti che sfiorano il gol in contropiede alla mezz’ora ma Romagnoli è fortunato nella deviazione andando vicino all’autorete. Poi però salgono in cattedra i padroni di casa, si sfonda dalla parte di Radu poco assistito da Anderson. De Silvestri sembra Garrincha, è solo un caso se Obiang spedisce nel porto di Genova un facile appoggio a tre metri dalla porta di Berisha. Nella ripresa Eto’o fallisce il match point, poi la rete di Gentiletti che spacca la gara. La fase finale in controllo assoluto, entrano Djordjevic, De Vrij e Mauri, qualche contropiede gestito male, un abbozzo di difesa a tre (evviva) ma nessun pericolo fino al fischio dell’ottimo Mazzoleni (stavolta).
E adesso? La volata per la Champions, ma prima mercoledì c’è la finale di Coppa Italia contro una Juve cannibale in tutte le competizioni a cui partecipa. Non sarà facile per la Lazio che ha precedenti imbarazzanti al cospetto della Vecchia Signora, ma il cuore mostrato ieri a Marassi può essere un buon punto di partenza per provarci, prima di giocarsi il tutto per tutto contro Roma e Napoli.

IlTempo.it 


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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