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ESCLUSIVA – Casiraghi: “Lazio, con la Juve te la giochi. Che emozione quei 4 derby vinti in un anno…”

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Cinque anni di Lazio, conditi da 188 presenze e 56 gol e la conquista di una Coppa Italia nel 1998 (il primo trofeo dell’era Cragnotti, ndr). Pierluigi Casiraghi ha vissuto la storia biancoceleste meglio di chiunque altro, ha giocato in tre ere di Lazio: quella di Zoff, di Zeman e, infine, quella vincente di Eriksson. Squadre ricche di campioni. Ha fatto parte della rosa capitolina quando la Serie A era l’oasi felice dei più grandi fuoriclasse mondiali. Ma ha anche contribuito a un risultato storico nella stagione 1997/1998, che resiste ancora oggi: 4 derby su 4 vinti vi dicono niente?

In vista della finale di Coppa Italia tra Juventus e Lazio, la redazione di LazioPress.it ha contattato in esclusiva proprio il doppio ex della due squadre che si sfideranno domani sera.

Juventus-Lazio è alle porte, che gara si aspetta?

“Sarà una gara aperta e combattuta, come tutte le finali. I bianconeri hanno fatto il massimo finora. Sono arrivati in fondo a tutte le competizioni, un risultato difficilmente pronosticabile a inizio stagione. Allegri metterà in campo la migliore formazione, ma anche la Lazio può dire la sua, ha dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque. Si affrontano le due squadre che in questa stagione hanno fatto meglio. I giocatori chiave? Dico Tevez, Felipe Anderson e Candreva”.

Si aspettava una stagione così positiva da parte dei biancocelesti?

“Sinceramente no. E’ stato bravo Pioli a dare alla squadra un’identità. Non è un caso che la Lazio stia andando così bene”.

La Lazio in 5 giorni si gioca tutto: riuscirà a recuperare energie per il derby contro la Roma?

“Quando si arriva a questo punto c’è poco da lavorare. Bisogna solo recuperare energie mentali ma non sarà un problema visto che il derby ti dà sempre motivazioni”.

Prima ha nominato Candreva come possibile uomo decisivo domani, lei che lo ha allenato (con l’Under 21 nel 2008 e 2009, ndr) avrebbe mai immaginato che sarebbe diventato così determinante?

“Si vedeva che aveva qualità. Ha sempre giocato molto nelle trafile delle giovanili italiane, gli mancava solo continuità. Ora è cresciuto e ha acquisito fiducia nei propri mezzi”.

Klose rimarrà?

“Tra poco conosceremo la sua decisione. Dovrà vedere come starà fisicamente ma sopratutto mentalmente. Io penso però che uno come lui serva sempre”.

Ha vissuto tre Lazio diverse, probabilmente quella più bella con Zeman in panchina: tanto spettacolo ma nessun trofeo, perché?

“Quella era una grande squadra. Il rammarico fu non vederla in Champions League (all’epoca accedevano solo le squadre vincitrici del campionato, ndr), non riuscimmo a vincere perché la Serie A a quei tempi era piena di campioni”.

Si è comunque rifatto, visto che ha fatto parte della prima Lazio di Eriksson, vincendo la Coppa Italia e sfiorando la Coppa Uefa…

“Quella fu una stagione bella e stancante. Arrivammo in fondo a tutte le competizioni, eravamo forti. Vincemmo la Coppa Italia contro il Milan grazie a una gara perfetta. La Coppa Uefa la perdemmo, è vero, ma una finale è sempre una gara a sé, può capitare di perdere. Soprattutto se contro c’era una super Inter, con Ronaldo e tanti altri grandi campioni”.

Quell’anno arrivarono anche i 4 derby su 4 vinti…

“Fu un’emozione incredibile. Facemmo un’impresa forse irripetibile, un record che resisterà a lungo”

Avrebbe mai immaginato che quella Lazio avrebbe aperto un ciclo vincente nel successivo biennio?

“Sì. Cragnotti iniziò a lavorare su quella squadra molto prima, le vittorie furono l’apice di un progetto a medio-lungo termine del presidente”.

In carriera ha giocato con tanti campioni, qual è quello che le è rimasto più impresso?

“Ho avuto la fortuna di averne visti tanti di grandi giocatori. Metterei sullo stesso piano Baggio, Signori, Zola e Mancini”.

Chiusura sul futuro, a Cagliari è andata male: in futuro la rivedremo come vice di Zola oppure da solo? Si ispira a qualche allenatore?

“A Cagliari le cose non hanno funzionato, ma è stata comunque un’esperienza importante. Per il futuro vedremo che occasioni si presenteranno. Mi piace molto Guardiola, ma anche Ancelotti, Conte e Allegri non scherzano…”

 


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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