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Beretta non stringe la mano alla Lazio

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Beretta, stringi quella mano. E invece no, Maurizio Beretta presidente della Lega Calcio ha deciso che gli sconfitti non meritavano la sua vigorosa stretta di mano. E’ successo alla fine della finale di Coppa Italia, la cosa è quasi passata inosservata, a me ha messo una certa tristezza. La finale è stata vinta dalla Juventus, che con merito ha centrato la sua decima Coppa Italia e ha confermato la sua superiorità assoluta in campo nazionale. Ora cercherà di sfruttare anche la sua presunta inferiorità per conquistare la Champions League e mettere al tappeto il Barcellona. Tutto è successo ovviamente dopo il fischio finale, alla stadio Olimpico, quando i giocatori della Lazio salivano sul tappeto rosso, stringevano la mano al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non riuscendo però a fare altrettanto con un altro presidente, quello della Lega. Niente da fare, loro porgevano educatamente la destra e Beretta li liquidava senza una stretta di mano, occupandosi solo di mettere al collo di Klose e compagni la medaglia d’argento, quella che si consegna a chi in finale arriva secondo. Unica eccezione per Stefano Pioli, allenatore della Lazio. Che Beretta faceva premiare da Mattarella, riservando poi lo stesso onore Massimiliano Allegri, tecnico bianconero.
Poi però Beretta stringeva, eccome, la mano ai vincitori. Ed era lui stesso a porgere la destra a Evra, quasi si sbracciava per attirare l’attenzione del francese, distratto durante la premiazione dagli scherzi del compagno Coman.

Ho visto e poi rivisto questa sfumatura, non mi ha sconvolto, però mi ha fatto pensare e ha aumentato in me una certa tristezza che da qualche giorno mi pervade. La stessa tristezza che mi avvolge quando penso allo stato di salute del calcio italiano. Se ami lo sport ami anche gli sconfitti. Anzi, li ami molto di più, almeno per quanto mi riguarda funziona così, ma questa probabilmente è una mia debolezza. Io amo George Best e come mi ha insegnato Carlo Freccero (magister di tv e storie del pallone) i brasiliani hanno sempre amato più la tristezza di Garrincha che il sorriso di Pelé, buono per fare la pubblicità alle prime carte di credito.

Se ami lo sport ti ricordi che il calcio è sport, esulti per la promozione in Serie A di Carpi e Frosinone, aiuti la passione del calcio femminile e non ti importa nulla di quali siano le preferenze sessuali di giocatrici e giocatori. Oggi il calcio è business, è comandato da una società che distribuisce soldi e sogna nuovi stadi, cemento e televisori, nel nome di Infront, Grande Fratello controllato da una società cinese. Oggi il calcio è Galliani più Lotito, un nuovo calcioscommesse senza calzettoni illustri e pieno di mezze calzette. Queste sono immagini che non cancelli anche se la Juve vola in finale di Champions. Dicono che Beretta sia subalterno ai poteri forti, magari è così. Sicuramente è diverso, l’ho conosciuto e credo che non solo sia diverso, ma anche migliore. Buon giornalista, buon manager del calcio, ha avuto almeno il merito certificato di non sparare cazzate a caso. Cazzate e non gaffe, perché le parole dei vari Tavecchio o Belloli rispecchiano semplicemente quello che pensano, perché le registrazioni del verbo di Lotito raccontano solo i piani di uno dei padroni del calcio italiano. Non so per quale motivo Beretta non abbia stretto la mano agli sconfitti. Ho pensato che non volesse sembrare subalterno al suo “capo” Lotito, presidente della Lazio. Non mi è sembrato un gran motivo. Facciamo così, aspettiamo che Beretta dia una spiegazione. Si scusi e qua la mano, almeno questo problema sembrerà risolto.

Calciomercato.com

 


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Lazio Under 17, vittoria dei biancocelesti sul campo del Bari: il tabellino

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Le giovani aquile si impongono in trasferta per 0-3 sul Bari. Il tabellino del match:

Marcatori: 15’ pt Ferrari (L), 20’ pt Gelli rig. (L), 33’ st Sessa (L)

 

BARI: De Giosa, Bruno, Cappellari, Maio, Basile, Gabriele (17’ st Forziati), Lavoratti (17’ st Sacco), Pazienza, Violante (9’ st Satalino), Limina (45’ st Carlucci), Carrozzo (9’ st Filo).

A disp.: Palmisano, Calo, Susco, Andrisani.

All.: L. De Simone

photo Antonio Fraioli

LAZIO: Renzetti, Volpe, Ferrari, Silvestri, Barone, Ercoli, Gningue, Paolocci, Ceccarelli, Gelli (40’ st Marinaj), Cuzzarella (25’ st Sessa).

A disp.: Ciardi, Stano, Cesari, Raffo.

All.: C. Terlizzi

S.S.Lazio.it 


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