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ESCLUSIVA – Cinelli si racconta: ”A Roma anni stupendi. Lazio-Vicenza in A? Se ci penso mi vengono i brividi…”

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’Pronto per la Serie A?’’ Antonio ride, forse non se l’aspettava: ‘E’ una bella domanda…’’. Già, la Serie A, magari. Il Vicenza di Marino è lì che sogna. Entusiasmo, piedi per terra, umiltà. E quella maglia numero 8 intrisa di passione e sacrifici, un numero indossato da chi di battaglie ne ha vissute tante. Parliamo di…? Antonio Cinelli, centrocampista classe ’89. Idolo del Menti e della curva, capitano di lotta e governo. E il cuore? Laziale sì, ma anche biancorosso ormai. Qui la sua storia: ‘’Bisognerà dimostrare sul campo se sono pronto per la Serie A – racconta Antonio in esclusiva per Laziopress.it – ora sono al culmine della mia carriera, sarebbe un traguardo importante. Mi sento pronto sia a livello caratteriale che fisico. Il Vicenza così in alto? Non se l’aspettava nessuno, anche perché questa città ha passato anni difficili. Tanti meccanismi si sono incrociati tra di loro: alcuni ragazzi che dovevano finire in Lega Pro hanno avuto l’opportunità di tornare in Serie B. Erano obbligati a dimostrare che potevano giocare in categorie superiori, questo aspetto ha fatto scattare una scintilla importante. Marino? Ci ha dato tanto, è uno degli allenatori più bravi che abbia mai avuto, ha dimostrato esperienza e personalità. E’ una persona che fa parlare il campo. C’è stata un’alchimia che non ho mai trovato in nessun’altra squadra, ha fatto la differenza.’’

E poi? Poi la Lazio, la Primavera, l’inserimento nella lista B di Champions League nel 2007/08, l’esordio ad Anfield Road. Infine i consigli di Rossi e il rapporto con Stefano Mauri, suo compagno di stanza ai tempi del ritiro del 2008: ‘’Grazie a Volfango Patarca ho avuto l’opportunità di entrare nella Lazio. Il merito va anche a Dino, un’altra persona importante per la mia carriera. Giocavo al Casilina, poi ho fatto il provino e mi hanno preso. Son stato 11 anni nel settore giovanile, è stato importante indossare la maglia della Lazio e della mia città, ho vissuto anni bellissimi, sono stato anche capitano. La lista B? All’inizio sembrava tutto normale – continua Antonio – poi a ripensarci non lo è stato. Anche solo cercare di rappresentare la Lazio in Europa è stata un’emozione molto bella. Delio Rossi? Rimasi soddisfatto da lui. Io sono un giocatore che offre più quantità che qualità. A lui piacciono i giocatori che corrono, più fisici. E’ stato un allenatore veramente importante. Sentivo un buon feeling, dimostrava di avere interesse nei mie confronti. Dopo la fine del ritiro volevano farmi restare tutto l’anno con la prima squadra, avevo fatto una buona impressione. Il giocatore che mi ha più impressionato? Forse Pandev, ma anche Zarate. Durante il ritiro mi misero in camera con Mauri, non so come mai (ride ndr). E’ una persona positiva, particolare ma al tempo stesso molto umile, intelligente. Da lui ho imparato molto. Per un ragazzino di 18 anni come me stare in camera con Mauri è stato importante, ho cercato di non creargli troppi problemi. Poi c’erano anche gli argentini, Zarate, Ledesma ecc. E’ stata tutta una festa, tutti molto simpatici, ridevano e scherzavano.”

Continua Antonio, tra aneddoti e ricordi: ”Se sento ancora i ragazzi della Primavera? Tutti! Kozak, Mendicino, Tuia, Faraoni ecc. Siamo rimasti legati.’’ Per Cinelli anche un paio di panchine con la Lazio, la prima col Palermo nel 2007 e l’ultima contro il Benevento in Coppa Italia nel 2008. Anche se l’emozione più grande resta aver giocato in un tempio del calcio come Anfield Road: ‘’Non se mi ricapiterà più giocare in uno stadio del genere (ride ancora ndr). Sono state esperienze positive. Se non ho esordito in prima squadra è stato anche per colpa mia, ho fatto qualche errore, avevo 18 anni. Oggi, con la maturazione di adesso, non rifarei le stesse cose. Ho avuto le mie opportunità ma è stato stupendo quel che ho fatto, soprattutto per chi come me è cresciuto con la maglia della Lazio addosso. Rimpianti? La Lazio ha sempre creduto in me, il primo anno a Lumezzane sentivo anche Tare, avevo un legame importante. Poi ho avuto due anni difficili a Sassuolo, tanti infortuni e tre interventi, ho fatto solo 5 presenze in una stagione e l’anno successivo sono andato via. La società non ha mai creato problemi, se non nell’anno in cui sono stato fuori rosa. Ci fu un battibecco sciocco, ci rimisi io ovviamente. Ma non rimpiango nulla – sostiene Antonio – rifarei tutto allo stesso modo. Semplicemente sentivo che il mio percorso alla Lazio era finito e vedevo in Vicenza un cambiamento positivo. Non volevo più che il mio cartellino fosse di proprietà della Lazio. Il presidente mi creò problemi, ma ad oggi posso solo ringraziarlo perché mi ha tirato fuori quello che mi mancava a livello caratteriale. E’ stata una vicenda che mi ha cambiato molto, ma in positivo.’’ E infine, per concludere, la domanda più importante: se il Vicenza dovesse salire in Serie A, come ti sentiresti a giocare contro la Lazio? ‘’Anche questa è una bella domanda (Antonio ride di nuovo ndr), a pensarci mi vengono i brividi, sarebbe bello, una partita particolare, stupenda. Non ho nulla contro la Lazio, la tifo da una vita ormai. Ma ho anche Vicenza nel cuore. Quindi sarebbe una giornata speciale per me. Ora ce la giochiamo, non si sa mai…’’ Già, mai dire mai nel calcio. Ieri la Lazio, oggi il Vicenza. Col passato pronto a sfidare il presente, magari in Serie A.

 


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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