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ESCLUSIVA – Claudio de Sousa: ”Il gol al Messina? Magico. Di Canio mi ha riempito d’orgoglio. Sull’addio alla Lazio…”

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Storie di vita, il calcio ne è pieno. Ne volete una? Cercate su Internet Paolo Di Canio e Claudio de Sousa. Il primo non ha bisogno di presentazioni, ok. Ma il secondo…? Non lo conoscete vero? Basta una semplice immagine per comprenderne il significato: De Sousa è lì, di fianco a chi della lazialità ne è forse la massima espressione, semplicemente Di Canio. Incredulo. Anche emozionato certo, ma al tempo stesso ignaro di cosa gli stesse accadendo. Tutto di fretta, tutto all’improvviso. Poi il gesto di Paolo che gli da una pacca sulla spalla, lo indica quasi a voler dire: ‘‘Aò regà, è lui il fenomeno…” Ha appena segnato il primo gol in Serie A contro il Messina. Proprio lui sì, il ragazzo della primavera arrivato dalla Lodigiani. Assist di Pandev, piatto destro e via, Storari battuto. La Nord lo acclama, Di Canio non può che celebrarlo. Memories. E tanta, tanta gloria. Undici anni dopo Claudio De Sousa è ancora lì, in area di rigore, pronto a correggere in rete l’ennesimo cross. Oggi Como – in prestito dall’Aquila – domani chissà. Nel frattempo c’è una Serie B da conquistare: ”Sarebbe bello vincere il campionato. Qui mi trovo bene – racconta Claudio in esclusiva per Laziopress.it – siamo un gruppo fantastico e abbiamo fatto un campionato importante. Ora ci giochiamo la B via playoff, anche se a livello personale non ho fatto benissimo (3 gol ndr) sono soddisfatto dell’andamento della squadra.”

Poi si inizia a parlare di Lazio, dall’esperienza alla Lodigiani fino all’indimenticabile gol contro il Messina: ”Ho fatto il settore giovanile con la Lodigiani, poi ho esordito anche in prima squadra a 16 anni, in C1. Poi l’anno successivo ho fatto la C2 dove ho collezionato qualche presenza. Infine nel Gennaio 2004, a 18 anni, tramite Fabrizio Di Mauro (all’epoca responsabile del settore giovanile della Lodigiani ndr) riuscii ad arrivare nella primavera della Lazio. Venni aggregato subito alla prima squadra, con Mancini allenatore. E poi andavo a giocare con la Primavera di Mimmo Caso. L’anno successivo Caso, divenuto allenatore, mi ha riportato in prima squadra. Lui mi conosceva molto bene – prosegue Claudio – mi aveva allenato in primavera e nelle nazionali giovanili. Infine mi sono tolto diverse soddisfazioni in prima squadra, sono andato in panchina in Supercoppa Italiana contro il Milan, poi ho esordito sempre contro il Milan alla prima giornata di campionato. E infine alla seconda presenza, contro il Messina, ho fatto gol…” Ricordi indelebili, pathos, un’emozione talmente grande che la voce non può nascondere: ”Quando ho vissuto quei momenti non mi sono reso conto che stavo vivendo una situazione magica. Col senno di poi ricordo che sono stati attimi indescrivibili, i più belli della mia carriera, i più alti. Poi avevo un rapporto splendido con Di Canio, purtroppo ci siamo persi un po’ di vista e non lo sento più. Si infortunò Muzzi, il mister fece entrare me e mi diede fiducia. Poi ho fatto gol, un’emozione straordinaria. Puoi capire quei momenti solo se li vivi, non ci sono parole. Poi Paolo a fine partita mi ha portato sotto la Nord per ricevere gli applausi, sono stati momenti che mi hanno riempito d’orgoglio. Soltanto col tempo mi son reso conto di quel che avevo fatto’.

Continua De Sousa: ”Caso? Lui mi stimava moltissimo, mi ha voluto fortemente alla Lazio, era felicissimo per me. Voleva addirittura che prolungassi il contratto, poi non ci furono le condizioni per rimanere a Roma. Lotito rivoluzionò tutto. Il giocatore che mi ha più impressionato? Stam, ma anche Liverani, tecnicamente era fortissimo.” Infine l’addio alla Capitale, l’approdo in B con Torino e Catanzaro e quel grave infortunio vascolare che l’ha tenuto fermo per quasi tre anni: ”Se ho pensato di lasciare il calcio? Purtroppo si, era un infortunio particolare, non si sapeva in quanto tempo potessi guarire. Pian piano però son riuscito a tornare, sono ripartito dal San Marino e infine da Chieti (18 gol in 32 partite ndr) dove ho segnato una doppietta alla Salernitana di Lotito. Questo è l’anno della svolta mi son detto, o va bene o smetto. Fortunatamente ho fatto benissimo e ho capito che potevo iniziare una seconda carriera. Rimpianti? Col senno di poi chissà. Quando terminò il contratto con la Lodigiani avevo tante offerte, anche da squadre di Serie A come il Genoa per esempio. Ero giovane, a costo zero. Con il minimo sforzo si poteva puntare su di me. Ho ricevuto offerte molto più vantaggiose rispetto a quella della Lazio e di Lotito. Era un’offerta inaccettabile, era da matti accettare la Lazio, parliamoci chiaro. Avrei rinunciato anche a soldi per rimanere alla Lazio, ma il divario era davvero troppo grande, sono stato costretto ad andar via. Forse ho avuto anche un po’ di sfortuna nel corso della mia carriera, ma sono soddisfatto.” Umiltà, coraggio e tanti gol. Un bomber col cuore. Una vita in area di rigore timbrando cartellini. Semplicemente Claudio De Sousa.

 


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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