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PRIMAVERA – La gioia dei ragazzi di Inzaghi: “Non molliamo mai, pronti per le Final Eight”

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Una Lazio eroica batte il Palermo all’ultimo respiro e vola alle Final Eight. Una partita infinita, finita sul 2-2 al 120′. I ragazzi di Inzaghi sono stati bravi a riprendere due volte i rosanero in extremis. E al 19° rigore li hanno battuti. Felicità alle stelle ovviamente per Gianluca Pollace e Simone Milani, ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3.

“E’ stata una partita intensa, con diverse situazioni anche fuori del terreno del gioco che non mi sono piaciute. Diversi battibecchi nel calcio non dovrebbe esistere – afferma Pollace-. Siamo un gruppo fantastico che ha fatto la differenza, oggi abbiamo meritato, ce la siamo sudata, abbiamo vinto perché siamo una famiglia. I tifosi ci hanno aiutato, sono eccezionali, siamo una grande famiglia, non molliamo mai.
Un altro tatuaggio? Non ho mai tatuato niente da quando gioco in Primavera, per scaramanzia continuo a non farlo. Queste sono situazioni che ti fanno crescere e che ci porteremo dentro al di là dei tatuaggio. Questa Lazio è immensa. Non poteva essere una scusa il caldo, non ci ha affondato, loro erano più avvantaggiati per la temperatura, non è stata una scusa e lo abbiamo dimostrato. I tifosi che sono venuti qui oggi sono stati il dodicesimo uomo in campo e ci danno sempre una forza immensa”.

“Ci riconosciamo perché abbiamo il cuore. Per questo, la Lazio Primavera non molla mai e, sempre grazie a questo cuore, vinciamo le partite- racconta Milani-. Oggi sono entrato per dare il massimo, dopo l’espulsione di Borecki, c’è stato uno sprono che ci ha fatto capire che dovevamo provarci fino alla fine. Con un po’ di paura e una scintilla emotiva, abbiamo dato tutti il massimo, e abbiamo vinto. Non mi aspettavo cosi tanta gente, ci hanno dato una grande mano anche dopo l’espulsione, a noi fa piacere giocare con un pubblico così, mi auguro che vengano alle Final Eight, in Liguria, ci darebbero una grande spinta. Questa Lazio è stratosferica. Tatuaggi nuovi? Inizio con il primo, che sarà dedicato alla vittoria della Coppa Italia, se dovessimo vincere mi tatuo. Per superstizione non fatemi parlare”.

Tocca poi a Simone Palombi: “Con questi è impossibile non vincere, ci abbiamo creduto fino all’ultimo e andremo a giocarci le Final Eight in Liguria. Non abbiamo voglia di smettere di vincere. Per costruire grandi vittorie, la nostra caratteristica è il gruppo e cercheremo di portare a casa lo scudetto con tutto il cuore. Spero che i tifosi vengano a Genova per sostenerci, ci servono, sono la spinta in più che fa la differenza, sempre”.

Chiude Cris Oikonomidis: “Sono contento per la finale, è un risultato che abbiamo meritato perché abbiamo giocato bene. Abbiamo sofferto ma il cuore ha fatto la differenza. Quando siamo rimasti in dieci siamo stati bravi ad agguantare il pareggio. E poi? E poi ci ha pensato Guido (Guerrieri ndr). Adesso crediamo molto alla fase finale. Andiamo in Liguria per vincere. I tifosi sono l’arma in più, vorrei ringraziarli. In partite come questa fanno la differenza, noi abbiamo bisogno di loro”.

 


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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