Connect with us

Esclusiva

ESCLUSIVA – Gonzalo Barreto si racconta: ”Alla Lazio non ho mai avuto un’opportunità. Il Danubio? Decisione di cuore. Su Cataldi…”

Published

on

 


11034474_994125737283050_5354709305729892911_o

Il talento è imprevedibile, bisogna coglierlo al volo. Anche coltivarlo certo, perché solo così può esplodere. Servono anche sacrificio, impegno, fiducia. Confianza, per dirla alla spagnola. E a Gonzalo Barreto non gliene è stata data a sufficienza. ”Barreto? Il baby fenomeno pagato 3 milioni dalla Lazio?” Proprio lui. ”Chissà che fine avrà fatto…”. Ve lo diciamo noi: 23 anni, una moglie e due figli di cui andare fieri. Sorriso sincero, grandi sogni. Il trauma della morte della madre finalmente superato. Ora è tornato al Danubio. Ha segnato anche un paio di gol, sembra felice: ”Sono contento di essere tornato a casa, ho giocato diverse partite – racconta Gonzalo in esclusiva per Laziopress.itma ad Aprile mi sono infortunato, ho avuto un piccolo stiramento alla coscia sinistra e sono stato fermo per un po’. Ora sono tornato, cercherò di concludere alla grande questo campionato. Stiamo lottando fino alla fine contro il Peñarol, mancano 2 partite. Bisogna vincere per conquistare il torneo. I gol? Ne ho siglati due (uno in Copa Libertadores contro il Corinthians, l’altro nel derby contro il Nacional ndr), sono stati importanti per ritrovare la fiducia nei miei confronti. Non giocavo da tanto tempo, sono stato contento.”

E poi? Poi la Lazio, il periodo trascorso a Roma, le sensazioni di un ragazzo talentuoso ma ancora da scoprire. Infine la perdita della madre, uccisa dal compagno. Una vicenda che non ha bisogno di spiegazioni ma che ha segnato profondamente la vita del giovane Gonzalo: ”Sono arrivato alla Lazio a 17 anni – continua Barreto – quando ne ho compiuti 18 il mio contratto è stato depositato in lega. Inizialmente come allenatore c’era Ballardini, mi diede l’opportunità di allenarmi con la prima squadra. Ovvero quello che ho sempre chiesto, a 17 anni non pretendevo di fare il titolare, ma semplicemente di allenarmi con la prima squadra. Poi quando subentrò Reja mi mandò in primavera. Infine l’anno successivo, nell’estate del 2010, sempre Reja mi portò in ritiro ad Auronzo. Ero contentissimo, un’opportunità unica. Il compagno che mi ha più impressionato? Klose, Ledesma, anche Hernanes, grandi giocatori. Soprattutto Zarate, era un talento straordinario. Poi accade la vicenda di mia madre, quell’anno non riuscii ad esprimermi al meglio. Quando seppi la notizia partii per l’Uruguay, quando tornai in ritiro la mia testa era da un’altra parte. Anche psicologicamente non stavo bene. Ora mi sono ripreso, sto bene.”

Continua Gonzalo, tra ricordi e curiosità: ”In quel periodo Bollini è stato molto importante, così come tutti i miei ex compagni in primavera. Mi hanno fatto sentire un po’ meglio. Quando si trattava di uscire o andare a cena i compagni mi cercavano, mi coinvolgevano. Quell’anno giocai comunque tutte le partite, però non segnai tantissimo (4 gol ndr). Nel 2011 mi ripresi alla grande. Arrivammo in finale contro l’Inter e perdemmo, vinsi il titolo di capocannoniere della squadra con 20 gol. Poi accadde quello che sappiamo: mi volevano mandare in prestito alla Salernitana, io rifiutai perché credevo di aver fatto un’ottima annata. Ho fatto la scelta giusta, meritavo un’opportunità migliore, magari in Serie B. Nonostante avessi stima nei confronti del progetto di Salerno pensavo di meritare una categoria superiore (al tempo la Salernitana militava in Serie C2 ndr), avevo anche delle buone offerte ma la Lazio non mi lasciò andare via. Così mi allenai da solo. E’ stato un periodo molto difficile – continua Barreto – sono stato due anni fuori rosa, sinceramente mi aspettavo di più dalla Lazio. Speravo mi offrisse un’opportunità, me l’avevano promesso all’inizio perché io arrivai a Roma con un contratto per la prima squadra. Non ho mai avuto questa opportunità e ancora non capisco perché. E’ stata una situazione particolare, ora è tutto passato e son tornato a casa. Di Roma ho ricordi bellissimi, è stata un’esperienza unica, mi ha fatto crescere come persona. Inoltre i miei due figli sono nati proprio a Roma. Ogni tanto l’Italia mi manca, soprattutto per quanto riguarda il cibo (ride ndr).”

E ancora: ”Keita, Cataldi e Onazi? Ho bei ricordi, mi sento partecipe dei loro successi. A Danilo ho sempre dato dei consigli, anche a Keita. Ricordiamoci che lui arrivò alla Lazio e rimase due anni senza giocare. Per un ragazzino è molto difficile, io gli sono stato sempre vicino. Gli dicevo di stare tranquillo, che era molto forte e che si sarebbe trovata una soluzione per il passaporto. Infine Onazi, mi chiedeva sempre di portarlo a Termini per andare a fare shopping. Anche di Sani Emmanuel ho bei ricordi, penso di averli aiutati molto. Se penso che la Lazio mi ha trattato male? Purtroppo non è finita bene, non ho mai capito quello che è successo. Io non ho mai chiesto di fare il titolare, soltanto di prepararmi con la prima squadra. Esattamente come diceva il contratto, io ne avevo uno da prima squadra. Non ho mai fatto polemiche, ho rispettato tutti. E’ andato tutto storto purtroppo. Prima di tornare al Danubio ci sono stati dei contatti con altre squadre italiane (Palermo, Fiorentina ndr) ma ero un po’ stanco dell’Italia. Ho preso una decisione di cuore, volevo tornare a casa, riprendermi. Ho fatto una bella scelta e ora son pronto per ripartire. Magari di tornare anche in Italia, oppure in Brasile o Argentina. Ci sono un paio di buone opportunità. Spero di ripartire!”

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Esclusiva

ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

Published

on

 


Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Continue Reading
Advertisement

RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:


I più letti

Scarica subito l'app di LAZIOPRESS.IT! Disponibile su app_store google_play

  © 2015 LazioPress.it | Tutti i diritti sono riservati | Testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale Civile di Roma numero 13/2015 | CONTATTI

Close
LazioPress.it

GRATIS
VIEW