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Luigi Corino: “Con l’ingresso di Ledesma ho rivisto una Lazio che ha giocato con personalità”

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Luigi Corino, ex difensore biancoceleste dal 1991 al 1994, è intervenuto ai microfoni di Radiosei, per parlare della notte di Napoli-Lazio, per poi analizzare la stagione dei biancocelesti e approfondendo il discorso mercato. Queste le sue parole: “Questo fa parte del processo di crescita della squadra. Sul 2-2 sono andato in crisi, perché vedevo una squadra in netta difficoltà. Poi con l’ingresso di Ledesma ho rivisto una Lazio che ha giocato con personalità”. Due gol subiti da palle perse ingenuamente: “È capitato anche a me purtroppo, ma non è colpa solo di due giocatori ma di tutta la squadra. Ripeto, è stato un problema di personalità. Con l’ingresso di Ledesma tutto è cambiato in questo senso. È riuscito a prendere anche qualche fallo in più come l’espulsione di Ghoulam. Sappiamo tutti le caratteristiche di Ledesma. Nonostante quest’anno abbia giocato pochissimo è riuscito a dare il suo contributo ogni volta sia stato chiamato in causa”. Cosa ti ha colpito della Lazio quest’anno? “Il fatto di non subire la partita. Prima con Petkovic e Reja, soprattutto fuori casa, la Lazio andava in difficoltà. Quest’anno è cambiata la mentalità e lo spirito con cui si affrontano le gare. Ora la società dovrà cercare di mantenere questo legame che Pioli è riuscito ad instaurare con la gente. In questo senso dovrà portare in squadra qualche altro giocatore di qualità”. Pensi che de Vrij possa diventare un dei più forti difensori in Europa? “Se dovesse continuare con questa voglia e con queste prestazioni sicuramente sì. Dipende da lui, del resto abbiamo visto anche con Zarate quanto conti la testa. Ha le caratteristiche sicuramente del grande difensore”. E Klose? “Lo terrei. Per mentalità cultura e per quello che riesce a trasmettere ai compagni. È stato lui a farci ripartire a Napoli. Certo non puoi chiedergli di fare 40 partite ma almeno 20 può farle a grandi livelli ancora”.

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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