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ESCLUSIVA, FOTOSTORY – Viaggio nel mondo di Felipe Anderson: dalla famiglia agli scarpini ‘speciali’. E quei tatuaggi…

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31 Maggio, Napoli – Lazio. Una partita che i tifosi laziali ricorderanno per molti anni. Poi una freccia, lì sulla fascia. Fisico esile, soliti dribbling, imprevedibilità e fantasia. E’ Felipe Anderson: 7 sulle spalle e scarpini rosso fuoco. Con una particolarità, anzi un semplice nome: Thalles. Sarebbe? Il nipote nato da qualche mese. Felipe non l’ha mai visto, è ancora in Brasile. Ma nonostante tutto ha voluto dedicarli il giusto tributo incidendo il suo nome su uno dei due scarpini. Un gesto semplice, un gesto da Felipe Anderson.

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Già, perché il talento è molto legato alla famiglia e ai suoi cari. Soprattutto alla sorella Juliana, intervistata in esclusiva dalla nostra redazione. Un ragazzo umile ma al tempo stesso ambizioso. Determinato a realizzare i suoi sogni. E poi? Sull’altro scarpino? Altro nome, quello della sorellina Maria Eduarda, detta Duda (8 anni). Quella che gli ha dato il soprannome Pipe? Sì, sì. Proprio lei. Innamorata dell’Italia e…della neve! Conosce anche un po’ d’italiano, la stima per il fratello l’ha spinta anche ad imparare la lingua. E la Lazio? C’è anche quella sì. Maglietta e numero 7 sulle spalle, lo stesso di Anderson. Solo che c’è scritto Duda. Un legame indissolubile il loro, un rapporto che nasce in Brasile e si protrae fino al Bel Paese, dove Felipe sta diventando grande

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Infine ci sono gli altri fratelli: oltre a Juliana, abbiamo anche Katia, Karine e Julian Anderson (anche lui a Roma per lavoro insieme a Juliana). Cosa fanno? Katia studia fisioterapia all’università. Chissà, magari un giorno curerà proprio il fratello. E’ il suo sogno, studia per realizzarlo. Karine, infine, ha appena concluso l’università di educazione fisica. Tutti per Felipe, tutti per il fratello. E lui che ha fatto? Si è tatuato tutti i nomi sul braccio sinistro, insieme a quello dei genitori (Sebastiao ed Elza).

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Ma c’è una curiosità relativa ai tatuaggi: come raccontato in esclusiva da Juliana, infatti, Felipe ha dovuto tatuarsi a 18 anni perché sia la sorella che i genitori gli dicevano di non farlo. ”No Felipe, alla maggiore età puoi fare quello che vuoi…” Soliti discorsi da genitori, chiari e puliti. Anche Juliana ha un tatuaggio: la scritta Felipe Anderson con tre stelle di fianco sul piede. Indissolubili, inseparabili. Viaggiano anche insieme, recentemente sono andati a Parigi. Poi tante foto di repertorio: dal Felipe adolescente con l’apparecchio ai denti al Felipe calciatore con la maglia del Santos. Un viaggio, veramente un viaggio quello di FA7. Destinato a concludersi? Macché, anzi. Deve ancora vivere momenti straordinari. E ovviamente, si spera, con la maglia della Lazio.

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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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