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ESCLUSIVA – Berardi: ‘Tornare alla Lazio? Impossibile. A Messina mi sono rimesso in gioco. La panchina col Bari…’

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‘’Tanto te lo paro…’’ Rincorsa, giochi di sguardi. Destra o sinistra? Vada per il centro. E invece no, parato. ‘’Te l’avevo detto’’. Via così, tra ghigni e sorrisi. Chi c’è in porta? Alessandro Berardi, portiere della Lazio in prestito al Messina, squadra con cui ha disputato l’ultima metà di campionato. Ma le sue buone prestazioni non sono servite ai giallorossi per evitare una sfortunata retrocessione in Serie D dopo aver disputato i playout contro la Reggina: ‘’Purtroppo siamo retrocessi – racconta Alessandro in esclusiva per Laziopress.it – anche se personalmente è andata bene, è stata una delle esperienze più positive che ho avuto: ho giocato 15 partite da quando sono arrivato a gennaio dal Grosseto. Sono stato importante per la squadra, mi son ritrovato a giocare in un momento particolare. Venivamo da 5 sconfitte consecutive, i tifosi ci contestavano. Messina è una piazza importante, ha fatto la Serie A. Poi quando è cambiato l’allenatore sono arrivati i risultati. Ma non siamo riusciti ad evitare la retrocessione. Avremmo dovuto incontrare il Savoia, poi il Tar ha accolto il ricorso della Reggina e abbiamo sfidato loro nel derby. Mi dispiace molto per il pubblico, anche per la città, non meritano la Serie D. Spero vengano ripescati. Ci sono squadre in Serie B che non fanno la metà del pubblico del Messina in C. Dal punto di vista personale è andata bene, mi sono rimesso in gioco, venivo da alcuni anni in cui non giocavo. A Verona facevo il secondo a Rafael, lui è un campione. Ci stava. A Salerno non era facile giocare. Il futuro? Spero di andare in qualche categoria superiore.’’

Poi la Lazio, le giovanili, le sensazioni di un ragazzo cresciuto con l’Aquila sul petto. Aneddoti? Qualcuno. Curiosità? Ancora di più: ‘’Avevo 11 anni quando arrivai alla Lazio – continua Alessandro – ho fatto tutta la trafila fino alla primavera. Giocavo al mio paese, a Passoscuro. In un torneo venni selezionato per partecipare ad un provino e venni preso. Ci sono state tante belle esperienze, tornei, coppe, campionati. Poi l’ultimo anno perdemmo la finale Scudetto primavera contro l’Inter. Il ricordo più bello? Ce ne sono molti: nel 2010 parai un rigore a Florenzi all’ultimo minuto nella finale del Torneo Tirreno e Sport. Ma penso che la semifinale vinta 3-1 contro la Roma nel 2012 è il ricordo più bello che mi porto dentro. I giallorossi erano forti, vincevano quasi tutto loro quegli anni. Fu una vittoria di tutto il gruppo.”

Continua Alessandro, tra emozioni e ricordi:La panchina col Bari in Serie A? Mi son venuti a prendere con la scorta! Io stavo pranzando con la mia ragazza, all’improvviso mi chiamò Manzini dicendomi di venire in panchina perché Muslera si era fatto male nel riscaldamento e c’era solo Berni. Per strada c’era un traffico incredibile, allora richiamai Manzini dicendomi di mandare qualcuno a prendermi. Mandò la volante della polizia e arrivai in tempo allo stadio (ride ndr). Non ho mai esordito, fortunatamente per gli altri è andata sempre bene (ride ancora ndr), ma spero comunque di arrivare in Serie A. Il mio è un ruolo particolare, spesso la fortuna conta. Ho 24 anni, sono ancora giovane, c’è tempo per poter arrivare in A. Spero già l’anno prossimo di giocare in B ed avvicinarmi al calcio che conta.”

E ancora:Reja? Mi stimava, gli piaceva venire a vedere gli allenamenti che facevamo con Grigioni e gli altri portieri. Mi dava dei consigli, si è sempre comportato bene con me. Marchetti? Con lui ho sempre avuto un gran rapporto, tecnicamente lo considero un fenomeno. Mi ha sempre aiutato tanto, anche a livello mentale. Per me è stato un grande esempio.’’ Infine il passaggio a Salerno: ‘’Personalmente il bilancio è stato positivo. Ma le partite che contano sono quelle di campionato. Ho fatto 15 partite (8 in Coppa e 7 in Lega Pro), in Coppa Italia le ho giocate tutte tranne la finale (saltata per lesione di secondo grado al collaterale ndr). Ho fatto sempre bene, soprattutto durante la prima partita. Ai calci di rigore ne parai 3 su 4. E’ un bel ricordo, mi misi in mostra. Poi purtroppo cambiò l’allenatore, era una situazione difficile. A gennaio arrivarono sia allenatore che direttore sportivo, presero un altro portiere che comunque fece bene. Nel calcio niente è scontato: il primo anno a Verona centrai la promozione in A, anche se giocai solo una partita. Poi la Coppa Italia Lega Pro con la Salernitana. Mi dispiace per la retrocessione, magari la prossima stagione ci sarà un’altra promozione! Gli ex compagni alla Lazio? Ci sentiamo spesso: Luciani, Tuia, Mendicino, Sbraga, Zampa. Ormai è un’amicizia che dura da anni. Quando uno gioca è tutto più semplice però, ma a Salerno ho trascorso un anno molto bello.

Tornare alla Lazio? ”Non rientro nei piani della società, impossibile che torni. Hanno anche raggiunto il traguardo della Champions. Spero che passino i preliminari, hanno fatto una stagione straordinaria. Io ho bisogno di giocare, anche in categorie più basse, per fare esperienza e mettermi in mostra. Non è nei miei pensieri tornare alla Lazio. E’ giusto che le strade si dividano. Nella vita mai dire mai ma ora ho solo voglia di giocare e fare più partite possibili per migliorarmi, accumulare esperienza. Il perché? A fine anno, quando gli addetti ai lavori fanno le squadre, ancor prima di vedere come hai giocato guardano le presenze. L’anno scorso ho fatto 7 presenze, sono sempre stato uno dei migliori. Ma sono poche per convincere una squadra a puntare su di te. Quest’anno è andata bene a Messina, ora spero di trovare una squadra che mi dia fiducia, che mi faccia giocare. Ho ancora tanti anni davanti. Il prossimo anno? Voglio sapere dove gioco fin da subito, sin dal ritiro. Quest’anno sono arrivato a Grosseto il 3 Settembre, l’ultimo giorno di mercato. La squadra era già fatta, non aspettano me per farmi giocare. Ora aspetto l’occasione giusta.’’

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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