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Alessandro Rossi: l’uomo della provvidenza della Primavera della Lazio

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Il sogno triplete per la Juventus è sfumato a Berlino, nella finale di Champions League persa contro il Barcellona ma c’è un’altra squadra in Italia che può sperare in un trionfo in tre competizioni: è la Primavera della Lazio. La formazione di Simone Inzaghi il 1 Ottobre scorso ha vinto al “Bentegodi” contro il Chievo campione d’Italia la Supercoppa Primavera, ha sconfitto la Roma alzando al cielo all’Olimpico la Coppa Italia ed è ancora in lotta per lo scudetto. La Lazio ha battuto 2-1 dopo i tempi supplementari l’Inter nel quarto di finale della final eight in corso in Liguria e ancora una volta si è tolta lo sfizio di eliminare la Roma nella semifinale scudetto. I tempi regolamentari sono terminati sullo 0-0, ma ai supplementari la Lazio ha trovato ancora una volta la zampata vincente. La Lazio è una bestia nera per la Primavera di De Rossi. Su cinque derby disputati in questa stagione la formazione di Inzaghi ne ha vinti tre, uno è terminato in parità ed un altro è stato vinto dalla Roma ma ciò che conta di più è che la Lazio è riuscita a far fuori i rivali giallorossi sia nella semifinale di Coppa Italia che in quella per lo scudetto. Il sogno triplete è ancora vivo, la Lazio affronterà la vincente tra Fiorentina e Torino, che hanno eliminato il Bari e il Milan ai quarti.

La vittoria contro l’Inter è arrivata in rimonta, Rocca ha portato i nerazzurri in vantaggio al 61’ ma all’86 ci ha pensato Alessandro Rossi a prolungare la partita ai supplementari. Si, proprio lui, l’uomo della provvidenza per Simone Inzaghi, colui che ha di fatto mandato la Lazio alla final eight grazie al gol del 2-2 al 125’ contro il Palermo. Quella rete ha prolungato la sfida ai calci di rigore, dove i biancocelesti sono riusciti a trionfare. Rossi ha realizzato il gol dell’1-1, poi Palombi, su assist di Rossi, con la sua ventitreesima marcatura stagionale ha regalato ai suoi compagni la semifinale contro la Roma. Ancora una volta, però, è stato decisivo lo zampino di Alessandro Rossi, che ha segnato otto gol nella stagione in corso giocando solo due gare intere contro il Napoli e l’Avellino, in cui è stato protagonista con ben quattro reti, e vari spezzoni di gara, per un totale di 1015 minuti di gioco. La splendida avventura di Rossi non è finita contro l’Inter, il marcatore decisivo è stato ancora una volta il centravanti classe ’97 contro la Roma, è stato lui al 99’ a trafiggere la difesa giallorossa. Ma chi è Alessandro Rossi? Attaccante classe ’97 che non spicca per qualità tecniche o atletiche particolarmente sviluppate. Non parliamo di un giocatore che colpisce l’occhio distratto in tribuna o davanti al televisore, che impressiona tutti con il suo talento ma di un centravanti efficace. Uno di quelli che fa gol in ogni situazione, che sente la porta, dotato di grande cattiveria, determinazione e soprattutto della capacità di leggere le azioni di gioco, di trovarsi in area di rigore sempre nel posto giusto al momento giusto. In alcune movenze e caratteristiche ricorda Giorgio Chinaglia, avendo come riferimento gli attaccanti della storia moderna il pensiero va a Cristiano Lucarelli.

Ma chi è Alessandro Rossi? La Lazio l’ha prelevato dal Pianoscarano, una squadra di Viterbo in cui ha dato i primi calci anche Leonardo Bonucci. La sua avventura in maglia biancoceleste è iniziata all’età di tredici anni, partendo dai Giovanissimi regionali. Nel 2011, durante la stagione nei Giovanissimi Nazionali, Rossi riesce anche a guadagnare la maglia della Nazionale essendo convocato in Under 15 per lo stage del Centro Sud. Ha ritrovato la divisa dell’Italia nel maggio del 2013, con l’Under 16 disputando il Torneo dei Gironi. Rossi ha vissuto un netto percorso di crescita, nella scorsa stagione si è rivelato una risorsa importante per gli Allievi Nazionali che riescono a qualificarsi ai play-off ma si fermano ad un passo dalla final eight a causa della sconfitta contro il Parma. Nella stagione in corso, la consacrazione in Primavera con un finale splendido, da protagonista e chissà che martedì non arrivi anche il tricolore e uno storico triplete.

Fonte: Gianluca Di Marzio.com

 


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Basic: “Posso giocare ovunque a centrocampo, voglio essere importante per la Lazio”

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Nel giorno del suo 26eesimo compleanno, il centrocampista della Lazio Toma Basic ha parlato ai microfoni di Lazio Style Radio del suo andamento stagionale in biancoceleste e dei Mondiali in Qatar.

Queste le sue parole:

“Stasera farò una festa con mio fratello visto che è anche il suo compleanno e i miei amici. Il primo tra i miei compagni di squadra a farmi gli auguri è stato Kamenovic, poi a seguire Cataldi, Milinkovic e Hysaj. In generale ho sentito più o meno tutti”. 

“Adesso parlo meglio italiano. è cambiato molto dallo scorso anno. Sento che tutti mi vogliono bene. Per il futuro spero di giocare di più e di poter dare una mano alla squadra. Credo che per crescere di più mi manca solo il gol. In queste ultime partite però ho dimostrato di poter essere utile alla causa. Spero di proseguire così”.

Non sto vendendo molto il mondiale, sono concentrato molto sulla famiglia e gli amici. Ho visto la partita di Sergej ieri, ho visto anche la Croazia. Ha un girone tosto, ma se lo passa credo che tutto sia possibile. Può ripetere il percorso del 2018. Non mi ha sorpreso la sconfitta della Germania. Il Giappone ha tanti calciatori che militano in Bundesliga e giocano titolari. Finale? Spero naturalmente la Croazia e vedo bene l’Inghilterra. È forte e può fare strada nella manifestazione”. 

L’ultimo risultato negativo con la Juventus non cancella ciò che di buono abbiamo fatto finora. Possiamo continuare così anche nella seconda parte della stagione. Vogliamo arrivare il più in alto possibile in classifica. Spero di poter essere importante per la Lazio per poi ritornare in Nazionale. Per quanto riguarda le altre, se il Napoli continua così per altre cinque-sei partite sarà dura riprenderli. Dobbiamo pensare solo al Lecce il resta verrà dopo. Derby? Vincere il primo giocato in carriera è stata una grande emozione”.

Posso giocare in tutte le posizioni, anche a destra o al posto di Cataldi. Al Bordeaux ho giocato anche in un centrocampo a due. Era totalmente diverso. Mi piace suonare la chitarra e cantare, ma lo faccio da solo senza l’ausilio di un professore. L’altra passione che ho è quella per le freccette. Nella mia cameretta ho un bersaglio con cui mi esercito”. 

  


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