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ESCLUSIVA – Roberto Muzzi: “Pioli è un esempio da seguire. Da tifoso laziale ho sempre sognato la maglia biancoceleste, ma il 26 maggio…”

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Cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Roma, ma dentro di se una sola fede e un solo amore: la Lazio. Un tifoso vero, ma anche un grande professionista e ottimo attaccante. Quasi 100 gol realizzati in Serie A, 94, Roberto Muzzi ha conquistato anche due titoli europei con l’Under 21, e proprio con la sua squadra del cuore è riuscito a giocare in Champions League, segnando anche un gol. Attaccante dai gol decisivi: nel 2005 firmò il 3-3 decisivo per la sua Lazio nella trasferta di Palermo, che diede la salvezza matematica ai biancocelesti. Da ricordare anche nel 2007, con la maglia del Torino, il gol decisivo che fece all’Olimpico contro la Roma, che permise ai granata di salvarsi. Finita la carriera da calciatore intraprende quella di allenatore, nelle giovanili della Roma. La redazione di LazioPress.it lo ha contattato in esclusiva, per parlare della sua nuova professione, e del suo amore per i suoi unici colori: quelli della Lazio.

Dopo la carriera da calciatore ha intrapreso dal 2009 quella da allenatore. Le piace questo nuovo ruolo?

“Una volta smesso di giocare volevo confrontarmi con questa sfida. Trasmettere a dei bambini, che sono agli inizi e che pensano solo a divertirsi, quello che ho imparato e appreso nel corso della mia carriera, è un’emozione unica. Dal 2009 sto vivendo un’esperienza bellissima, e sono contento del percorso che ho intrapreso“.

Nel 2013, dopo l’esonero sulla panchina della Roma di Zeman, la società ha scelto Andreazzoli per sostituirlo, con lei che ha fatto da vice allenatore. Il 26 maggio di quell’anno farà parte della storia di Lazio e Roma. Ci racconta quel giorno visto dalla sponda giallorossa?

“Un giorno che non si dimentica, che rimarrà impresso nella mente di tutti coloro che tifano Lazio e Roma. Una delusione immensa, era una partita che nel bene e nel male avrebbe segnato la storia dei derby. Perdere una finale di Coppa Italia è già difficile da assorbire, figurarsi se è anche un derby. Una giornata storica, una partita che si voleva vincere, ma il calcio è anche questo”.

Lei ha giocato con entrambe le squadre, in due momenti diversi della sua carriera. Che esperienze sono state?

Nella Roma sono cresciuto. Ho fatto quasi tutta la trafila con questa maglia, fino ad esordire in Serie A. Sarò sempre grato alla Roma per avermi fatto esordire. Ero giovane e lì sono cresciuto sia come calciatore che come uomo. Il mio primo gol l’ho fatto con questa maglia, ed è stata quindi una tappa fondamentale per me. Alla Lazio beh…è stato un ritorno da tifoso, un ritorno fantastico che ho sempre sperato e sognato di poter prima o poi fare. Sono stati due anni molto buoni, anche se rimpiango di non avere avuto molte possibilità. Gli infortuni purtroppo hanno inciso. Ma vestire quella maglia è stato comunque il massimo. Con la Lazio sono riuscito a giocare finalmente anche in Champions League, che era un mio grande obiettivo. Da grande tifoso come sono, un’esperienza bellissima, un sogno!“.

Parliamo del campionato appena concluso. Una grande stagione quella della Lazio. Se l’aspettava questo campionato dai biancocelesti?

Un campionato fantastico quello della Lazio. Il grande merito va al mister Stefano Pioli, un grandissimo! Lo seguivo da Bologna, è stato lui il grande acquisto della società. Riesce a trasmettere alla perfezione la sua idea di calcio, e far rendere al meglio i suoi giocatori. No sono rimasto sorpreso dalla stagione della Lazio. Conoscevo il valore del mister, sono andato spesso a vedere i suoi allenamenti a Bologna. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato ad una grande squadra, e che avrebbe fatto certamente molto bene. Per me è un esempio da seguire, per come allena e soprattutto per come sa farsi capire dalla squadra. Certo poi la rosa che aveva a disposizione era di grande valore, con grandi giocatori e giovani di qualità. Il terzo posto conquistato è stato ampiamente meritato, con la Lazio che ha espresso un gioco tra i migliori in Italia“.

Per il prossimo anno la società è già alla ricerca di nuovi calciatori per rinforzare la rosa. In che reparti secondo lei, la squadra ha bisogno di nuovi innesti?

“La rosa come ha ampiamente dimostrato, è già molto forte e competitiva. Ma il prossimo anno il mister avrà bisogno di una squadra, formata da tutti potenziali titolari, in quanto dovrà fronteggiare più competizioni. Vanno presi giocatori in grado di alzare il tasso tecnico della rosa, di esperienza. Come ha detto di recente Pioli, servono 22 titolari. Importante è confermare i giocatori più importanti. Ma la squadra è forte e secondo me con qualche giocatore di livello, la Lazio sarà competitiva anche la prossima stagione“.

Lei è stato un grande attaccante. In Italia in questo momento, come ha anche dichiarato Antonio Conte, non c’è molta scelta in quel ruolo. Lei che ne pensa? C’è un attaccante che le piace particolarmente?

L’Italia ha sempre avuto grandi attaccanti, tra i più forti nel mondo. In questo momento forse non  abbiamo una grande scelta, ma i settori giovanili italiani hanno sempre sfornato grandi talenti, e bisogna solo saper aspettare. I grandi campioni torneranno. Un attaccante italiano che mi piace particolarmente è Simone Zaza. Sono due anni che in Serie A sta facendo molto bene, è forte fisicamente ed ha grandi qualità tecniche. In questi anni è cresciuto molto, ed è sicuramente tra i prospetti più importanti in quel ruolo”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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