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Biglia spaventa la Lazio

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Il Real Madrid corteggia Biglia, la Lazio trema. La situazione del regista argentino è sempre più complicata. Colpa del pressing spagnolo, tentazione difficile da respingere. Lo scorso anno l’offerta arrivò solo negli ultimi giorni del mercato estivo e per la società biancoceleste resistere fu un obbligo. Stavolta, però, la storia è diversa, perché l’adeguamento pensato dalla Lazio per Lucas – da 1.4 a 2 milioni a stagione – non sembra sufficiente.

Dopo aver ufficializzato il nuovo tecnico Rafa Benitez, infatti, il Real Madrid è pronto per l’assalto al regista della Lazio. L’offerta al giocatore è irrinunciabile: 4 milioni a stagione fino al 2019, quasi tre volte l’ingaggio percepito ora da Lucas, acquistato 24 mesi or sono dall’Anderlecht per 8.4 milioni di euro. A quasi 30 anni, per il centrocampista argentino questa sembra proprio l’ultima occasione per il definitivo salto di qualità, sportivo ma anche economico.

In questi giorni Biglia è impegnato in Coppa America con la propria nazionale, ma già domani il suo procuratore, Enzo Montepaone, dovrebbe sbarcare a Roma per parlare con la Lazio. La risposta è pronta: per portare via Lucas servono almeno 30 milioni. La società biancoceleste conosce bene l’importanza del regista, perno insostituibile del meccanismo (quasi) perfetto creato da Stefano Pioli. Il rischio di rompere il giocattolo è alto, dunque anche l’offerta del Real deve esserlo.

Intanto – mentre Lotito ha accolto con inattesa soddisfazione la comunicazione ufficiale dell’Uefa sulle squadre ammesse alle prossime coppe europee, tra cui oltre alla «pericolante» Sampdoria c’è ovviamente anche la Lazio nonostante un’improbabile ipotesi d’esclusione per il coinvolgimento di Stefano Mauri nel calcioscommesse («È il coronamento degli sforzi profusi da tutti, l’aquila finalmente vola nei cieli d’Europa») – da San Paolo è arrivata una cattiva notizia: il giudice del Tribunale del Lavoro ha negato a Pato la rescissione del contratto per l’ipotizzato ritardo nei pagamenti dei diritti d’immagine da parte del Corinthians. Ora il ritorno del Papero in Italia è più difficile. Non sembra interessare alla Lazio, invece, il giovane svedese Guidetti nonostante le parole del procuratore («I biancocelesti lo seguono così come il Verona»). In uscita tutto tace: Konko non ha offerte, l’agente di Pereirinha ha smentito l’interesse del Porto.

Fonte: Il Tempo

 


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Il Messaggero| Vicina quota 40.000 contro lo Spezia. Lotito sarà a colloquio con Sarri e Tare per le prossime mosse del club

edo9923@hotmail.it'

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Undicimila i biglietti venduti per domenica, i tifosi biancocelesti ormai costituiscono il quarto bacino d’Italia. Si muovono in massa anche in trasferta: hanno rimosso la batosta in Danimarca, hanno prenotato in 1.000 un posto a Graz, in 2.500 si sono già rifatti gli occhi a Cremona. C’è la possibilità di centrare, almeno in campionato, la terza vittoria di fila. Non arriva da oltre un anno e mezzo, da aprile 2021, era stata conquistata proprio contro lo Spezia. Sarri non parla alla vigilia, un po’ perché squalificato (al suo posto Martusciello in panchina), un po’ per scaramanzia. Riecco anche il Capitano, Immobile voleva giocare con Inghilterra e Ungheria, figuriamoci se avrebbe davvero rinunciato allo Spezia sei giorni dopo. Ciro ieri era subito in campo. Vuole esserci a ogni costo per superare i 187 gol, contro lo Spezia l’anno scorso trovò una tripletta, contro i club liguri si è sempre scatenato. Sarri tiene sempre in considerazione i piani b Cancellieri e Pedro. Oltretutto per il futuro, a sorpresa, prende quota in quel ruolo anche l’idea Luka Romero.

 

Non vuole perdere questo talento a zero, Lotito, arrivato ieri alle 19.15 a Formello per un brindisi (con Rao, Fabiani, la comunicazione e il marketing) per la sua elezione al Senato. Il patron commosso, ha rinviato un altro cin cin e il discorso con Sarri, Tare e la squadra a domani pomeriggio nella pancia dell’Olimpico. Il tecnico vuole regalargli il successo, ma chiede sempre un terzino sinistro a gennaio: è in ballo Parisi dell’Empoli, c’è Valeri in risalita, anche se su quest’ultimo andrebbe fatto poi un intenso lavoro difensivo nel passaggio da esterno alla linea a quattro, stile Lazzari. Cataldi aveva preso una botta giovedì pomeriggio, ha già recuperato. Luis Alberto vuole riprendersi una maglia dal primo minuto. Sarri terrà conto anche del tour de force di 12 gare in 43 giorni, fra campionato e Coppa. La Lazio ne giocherà all’Olimpico sette, più della metà. E allora bisogna sfruttare il calore e la spinta fra le proprie mura, quest’anno, su 4 sfide casalinghe, i biancocelesti ne hanno vinte 3 e persa appena una contro il Napoli capolista. In generale, nell’anno solare 2022, a prescindere dall’affluenza sugli spalti, in 17 match sono arrivate appena 3 sconfitte di cui quelle con Milan e Napoli, praticamente a fine gara. Poi 9 successi e 5 pareggi, inserendo nel computo Europa League e Coppa Italia.

Il Messaggero

 


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