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Esclusiva

ESCLUSIVA – Sbraga si racconta: ‘Bollini mi ha fatto crescere. Ceccarelli? Gli davi palla e faceva gol. Su Biava e Diakitè…’

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Sbraga

Un gigante lì dietro. Quasi un colosso: senso dell’anticipo, stacco di testa, personalità. Segni particolari? Aquila sul petto e via, laziale dentro. Di chi parliamo? Andrea Sbraga, difensore centrale con un passato tra le fila della primavera ed oggi in forze alla Carrarese, in Lega Pro: ”Sono arrivato a Carrara nel gennaio dello scorso anno – racconta Andrea in esclusiva per Laziopress.it – ormai è un anno e mezzo che gioco qui. Mi son trovato bene fin da subito, il mister mi ha lanciato titolare, mi ha cercato personalmente. Venivo dai primi sei mesi a Salerno non proprio brillantissimi. Era una situazione un po’ particolare, cambiarono 3 allenatori, non fu un periodo molto facile. Poi sono approdato a Carrara e anche le prestazioni sono andate bene. Salerno? Nonostante ci fossero tanti ex giocatori della Lazio non è andata bene, forse andavano fatte scelte più mirate. Però è andata così, è stata comunque un’esperienza che per un giovane ci può stare. E’ una piazza importante, molto calda, quest’anno infatti hanno vinto. Certo, ho giocato qualche partita, però in generale nell’ambiente non mi trovavo molto bene.”

Poi si inizia a parlare della Lazio, dall’approdo in Primavera fino alle sette panchine in Serie A. Passando per i consigli di Reja, Biava e Diakitè. Sensazioni che non si dimenticano, specie se sei un giovane in rampa di lancio. Bei ricordi? Tanti: ”Giocavo all’Atletico Roma (ex Cisco Roma). Prima del mio arrivo ufficiale c’era già stato qualche contatto tra le due società, poi non si erano più accordate. Infine nell’estate del 2011 la Lazio mi acquistato da svincolato, Bollini mi conosceva. Il miglior ricordo degli anni in primavera? Sicuramente quando mi sono affacciato alla prima squadra, con mister Reja. E’ stata la cosa che mi ha lasciato più il segno. Fu un annata importante, vincemmo subito il Torneo Tirreno e Sport, poi arrivammo ai quarti del Torneo di Viareggio, infine perdemmo la finale Scudetto contro l’Inter. Bollini? E’ stato importantissimo per la mia crescita, ancora oggi ci sentiamo spesso. Mi ha fatto crescere tantissimo a livello umano e calcistico. Il compagno che mi ha più impressionato? Sicuramente Ceccarelli! Gli davi palla e faceva gol, risolveva la partita in un attimo. Quello su cui avrei puntato era Danilo Cataldi, si vedeva che avrebbe sfondato. Aveva qualità.

Continua Andrea, tra aneddoti e ricordi: ‘Perché scelsi la 13 di Nesta? Era il mio idolo, il mio esempio. Sia come tifoso che come ruolo. Reja? Sia lui che Lopez ci aiutavano molto, stessa cosa i compagni. Biava e Diakitè, per esempio, anche se sbagliavi cercavano di spiegarti il perché, ti davano molti consigli. Il Pisa? Grande esperienza, venivo dal settore giovanile, ho giocato quasi tutte le partite, anche in Nazionale di Lega Pro con Bertotto. Abbiamo fatto la finale per andare in B col Latina, esperienza bellissima. Se mi dispiace non aver esordito con la Lazio? Fino all’annata nostra la primavera non era molto considerata el panorama calcistico italiano, poi noi siamo arrivati in finale e ci siamo fatti vedere. Dispiace anche per quello, a mio avviso i giovano che sono arrivati dopo di noi hanno avuto più possibilità. E’ normale che mi dispiace non aver esordito, ma ora il mio obiettivo è farmi vedere sempre di più, . la speranza è l’ultima a morire (ride ndr).”

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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