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ESCLUSIVA – Marco Amelia: “Rifiutai la Lazio vista la mia fede calcistica”

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Una carriera ricca di trofei è il sogno di ogni bambino, appassionato di questo sport. Due scudetti e soprattutto un mondiale, sono traguardi che in molti, anche tra i più bravi, non sono riusciti a conquistare. Marco Amelia, invece si. Il  portiere romano ha iniziato subito a farsi valere e nella stagione 2000-2001, arrivando dalle giovanili, è diventato il terzo portiere della Roma, di cui è sempre stato grande tifoso, vincendo così lo scudetto sotto la guida di Fabio Capello. Nel 2006, poi, la chiamata più attesa, quella di Lippi per il Mondiale in Germania, dopo un’ottima stagione disputata a Livorno. Terzo portiere dopo i monumentali Buffon e Peruzzi, Amelia diventa campione del mondo, dopo la memorabile vittoria ai rigori contro la Francia.

Tanti ricordi, tante soddisfazioni, tante curiosità. Fare gol per i portieri, si sa, è una cosa casuale, quasi impossibile. Ma non per Amelia. Il 2 novembre del 2006, nella partita di Coppa Uefa tra Partizan Belgrado e Livorno, il gol del pareggio all’87’ lo firma proprio lui, sugli sviluppi di un calcio piazzato. Nel 2011 poi conquista il suo secondo scudetto, questa volta con la maglia del Milan. Una carriera di altissimo livello, una passione che lo ha visto costretto a rimettersi in gioco.  Quest’anno, infatti, dopo la prima parte di stagione passata in Promozione al Rocca Priora, società dilettantistica di cui è anche il presidente onorario, finisce la stagione al Perugia. Ora è in cerca di una nuova sfida, e la redazione di LazioPress.it lo ha contattato in esclusiva, per parlare del suo futuro, ma anche per fare un bilancio della stagione della Lazio, appena conclusa.

Una stagione fantastica quella della Lazio, terminata con il terzo posto, valido per i preliminari di Champions League. Se l’aspettava un campionato di questo livello da parte dei biancocelesti?

“Il campionato fatto dalla Lazio vale come uno scudetto dati gli obiettivi iniziali. La squadra a inizio anno veniva classificata in terza/quarta fascia, e quello che ineve è riuscita a fare è stato esemplare. A dire la verità non mi ha stupito particolarmente. Conosco bene il mister, lo stimo molto. Certo, dire che sarebbe arrivato in Champions ad inizio stagione, sarebbe stato un azzardo. Ma il gioco e l’organizzazione che Pioli sa dare alle proprie squadre sono di assoluto valore, e unite all’ottima rosa che aveva a disposizione, conquistare un traguardo del genere non era impossibile da raggiungere”.

Il giocatore che l’ha impressionata maggiormente quest’anno?

“Quando una stagione gira in questo modo, il merito è sempre di tutti. Il gioco e il collettivo sono state le armi in più di questa Lazio. Certo poi la qualità dei singoli è determinante in certe partite. Sicuramente il giocatore che ha dato quel qualcosa in più quest’anno è Felipe Anderson. L’anno scorso lo vedevo troppo discontinuo, anche se le capacità si intravedevano. Con Pioli è riuscito ad esplodere, ad acquisire quella continuità che serve per diventare un top. Mi ha sicuramente colpito”.

Da portiere un suo parere sui portieri della Lazio, Marchetti e Berisha. 

“Sono due portieri molto bravi. Si sono alternati quest’anno per vari motivi, ma le prestazioni di entrambi sono sempre state ottime. Il sistema di gioco di Pioli li ha sicuramente aiutati, in quanto il mister cura alla grande la fase difensiva, non tralasciando nessun dettaglio. Tutto il pacchetto arretrato della Lazio è stato fondamentale per l’esito del campionato”.

In vista della prossima stagione, che vedrà la Lazio impegnata su più fronti, dove va rinforzata la rosa?

“La Lazio  ha già una rosa molto forte. Ma quando devi affrontare più partite durante l’anno, devi avere un rosa più ampia. Credo che  questo deve essere l’obiettivo, ampliare la rosa dei titolari fino ad averne 17/18 tutti dello stesso livello. Questo può essere decisivo, in quanto in certi momenti della stagione, la stanchezza e i cali di forma sono normali, ed avere più cambi dello stesso livello può rivelarsi fondamentale nelle partite chiave, dove il turn-over è essenziale. Con due/tre giocatori di alto livello in aggiunta, la Lazio può raggiungere grandi obiettivi anche il prossimo anno”.  

Ci sono vari giovani portieri italiani che si stanno mettendo in mostra. C’è un nome in particolare che l’ha sorpresa quest’anno?

“Di portieri interessanti ce ne sono molti. Perin, Sportiello, Bardi, Leali, sono tutti giovani con delle ottime qualità, e con già esperienza in Serie A. In questo ruolo più che il futuro, l’importante è il presente. Bisogna lavorare sodo e pensare solo a migliorare giorno dopo giorno”.

Parliamo un po di lei. Nel corso della sua carriera, è mai stato vicino al trasferimento alla Lazio?

“Qualche anno anno fa si, c’è stato più di un contatto. Per me sarebbe stato difficile accettare però, non per il valore della squadra, poichè la Lazio è una società importante, ma per il rispetto dei valori del calcio. Vista la squadra per la quale tifo non sarei mai andato alla Lazio, nonostante ripeto sia un ottimo club. Anche ripensandoci adesso credo di aver fatto bene, di aver preso la decisione giusta”.

Per il suo futuro? Ha ricevuto delle proposte? 

“Ci sono stati dei contatti con alcuni club finora, ma niente di concreto. Quello che cerco è una proposta seria, dove c’è da fare qualcosa di buono e importante. Per me andrebbe bene anche fare il secondo di esperienza, aiutando magari nella crescita un portiere più giovane. Per il momento aspetto, di solito fino all’8/10 luglio il mercato è un po fermo. Vedremo le offerte che arriveranno, e poi si vedrà…”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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