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HALL OF FAME 2000-2015 – A sinistra non c’è storia: stravince Nedved

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Prende sempre più forma la formazione Hall of Fame della Lazio negli ultimi 15 anni. Archiviato il pacchetto difensivo, con la coppia Stam-Nesta davanti a Peruzzi fra i pali, e Oddo e Kolarov sulle corsie esterne, quasi quello di centrocampo, con Veron e Simeone sulla mediana e Candreva a destra, sulla pagina Facebook di LazioPress.it vi avevamo chiesto di votare chi fosse il padrone della fascia sinistra di centrocampo fra Pavel Nedved, Senad Lulic, Pasquale Foggia e Cesar. Un autentico plebiscito per la furia ceca campione d’Italia con l’Aquila sul petto nel 2000. Oggi sarà il turno dei fantasisti. Votate sulla nostra pagina il vostro campione preferito!

Voluto insistentemente a Roma da Zdenek Zeman, Cragnotti acquistò Pavel Nedved nell’estate del ’96 dallo Sparta Praga, pagandolo circa 9 miliardi di lire. La furia ceca debuttò in Serie A contro il Bologna e, alla sua prima stagione in biancoceleste, collezionò ben 32 presenze e 7 reti. Diventato, ormai, uno dei perni della squadra, Nedved conquista il popolo laziale a suon di prestazioni di livello, mostrando una grande grinta e una sorprendente voglia di vincere, sempre. Tutto ciò, abbinato ad una grande corsa, spiccate capacità tecniche e un tiro micidiale dalla media distanza, portarono l’esterno sinistro a vincere praticamente tutto all’ombra del Colosseo. Uno Scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea, due Supercoppe italiane e 2 Coppe Italia. Un Palmarés di tutto rispetto per uno dei giocatori più forti di sempre che hanno indossato la maglia della prima squadra della capitale. Memorabili le sue reti contro il Maiorca al Villa Park nella finale di Coppa delle Coppe del ’98 e Roma, sia nel derby vinto per 3-1 del ’98, sia in quello vinto per 2-1 che diede il là alla vittoria dello Scudetto, passando per quello pareggiato all’ultimo da Castroman per 2-2 nel 2001. Al termine di quella stessa stagione, poi, dopo 207 presenze e 51 reti fra coppe e campionato, Nedved lasciò la Lazio, direzione Torino, per vestire la maglia bianconera della Juventus, in un’operazione che portò nelle casse biancocelesti, sempre più in rosso, la bellezza di 70 miliardi di lire. Il suo addio innescò una grande contestazione nella capitale, con il popolo laziale che in qualche modo si vide derubato di un giocatore che diede molto alla Lazio e ancora avrebbe potuto dare molto alla causa biancoceleste. Il presidente Cragnotti dovette ricorrere subito ai ripari, cercando di placare gli animi dei tifosi portando a Roma Gaizka Mendieta, ovvero il più grande flop della storia laziale e, forse, della Serie A.



 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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