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L’ex Paolo Pochesci: “Guerrieri ha delle grandi doti tecniche, i giovani devono andare a giocare”

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Negli ultimi anni le giovanili della Lazio e specialmente la Primavera, son tra le migliori in Italia. Tanti i trofei conquistati, ma soprattutto i vari giovani che  dimostrano di avere un futuro. Ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3, è intervenuto l’ex difensore biancoceleste, Paolo Pochesci, il quale analizza il grande lavoro svolto a livello giovanile, soffermandosi anche sulla prima squadra. Ecco le sue parole:

“Il futuro è portare tutta l’accademia del settore giovanile a Formello. La Primavera è l’esempio del frutto del nostro settore giovanile. Il piacere più grande è che molti di questi ragazzi hanno fatto tutta la trafila con noi, dai Pulcini agli Allievi fino alla Primavera. Sono pronti, competitivi e sono degli ottimi giocatori presi singolarmente. I responsabili tecnici del settore giovanile valuteranno, durante i nostri Lazio Summer Camp in corso, i ragazzi che ne stanno prendendo parte, così da chiamare qualcuno nelle nostre scuole calcio. Per la Prima Squadra, mi aspetto conferme. Abbiamo giocatori importanti, sia sul piano tecnico sia come singoli. Mi aspetto pochi inserimenti, uno o due giocatori che possano migliorare la qualità della squadra. Ci sarà bisogno di un giocatore di livello in mezzo al campo, un difensore nel caso Pioli voglia schierare la difesa a tre, e un attaccante. Dalla Primavera credo che Guerrieri si sia dimostrato un ragazzo affidabile, serio e con grandi doti tecniche. Ce ne sono diversi bravi, che meriterebbero di poter prendere parte al ritiro con la Prima Squadra. La cosa migliore per un giovane sarebbe andare a giocare più che allenarsi con i grandi che, comunque sia, è una sperimentazione che gli può servire. Devono andare a giocare sul campo, farsi le ossa. Il campionato di Serie B, che quest’anno si annuncia un campionato abbastanza duro, sarebbe perfetto”.

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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