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HALL OF FAME 2000-2015 – Salas all’ultimo respiro su Klose e Crespo: il bomber è El Matador del secondo Scudetto

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Una sfida all’ultimo voto quella fra Salas, Klose e Crespo nel nostro sondaggio indetto sulla nostra pagina Facebook che ci ha consegnato il bomber della “Hall of Fame 2000-2015”. A spuntarla è stato “El Matador” del secondo Scudetto: Marcelo Salas. Degni rivali del cileno, però, si sono rivelati il Panzer tedesco e l’attaccante argentino. Più staccati dietro Paolo Di Canio, che comunque ha riscosso un grande successo, Simone Inzaghi, Claudio Lopez, Bernardo Corradi e Tommaso Rocchi. Salas è l’ultimo tassello di una formazione da sogno, quella che comprende i migliori giocatori che hanno difeso la maglia della prima squadra della capitale negli ultimi 15 anni. Eccola al completo:

LAZIO HALL OF FAME 2000-2015 (4-4-1-1):

Peruzzi; Oddo, Nesta, Stam, Kolarov; Candreva, Veron, Simeone, Nedved; Mancini; Salas.

Messosi in luce con la maglia del River Plate e nelle qualificazioni ai mondiali del ’98 con il suo Cile, Marcelo Salas attirò su di sé i riflettori dei più grandi top club europei, tra cui la Lazio. Cragnotti lo acquistò nel Gennaio del ’98 per una cifra vicina ai 35 miliardi di lire, ma il suo trasferimento nella capitale avvenne solo nell’estate successiva. “El Matador” impiegò poco per entrare nei meccanismi della squadra di Sven Goran Eriksson e, così, alla prima stagione in biancoceleste collezionò subito 43 presenze, condite da ben 23 reti, fra campionato e coppe, alzando addirittura due trofei: una Coppa delle Coppe, vinta a Birmingham contro il Maiorca, e una Supercoppa italiana contro la Juventus. La stagione successiva, quella 1999/00, inizia subito col botto per il “Matador” laziale. Allo Stadio Louis II si gioca la finale di Supercoppa europea contro “Gli Invincibili” del Manchester United, campioni d’Europa in carica. La Lazio si presenta senza paura davanti ai Red Devils e riesce ad alzare la coppa grazie al gol partita proprio di Salas che, servito ottimamente di testa da Mancini, trafigge Raimond Van der Gouw, mandando in visibilio i tifosi laziali. Un vero rapinatore d’area, con un innato fiuto per il gol, grande carattere e personalità. Tutto questo era Salas, il centravanti della Lazio più forte di sempre. Il numero 9 biancoceleste visse a Roma i suoi anni più belli della carriera e vinse praticamente tutto: ai trofei sopracitati, vanno aggiunte 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana e uno Scudetto. Dopo 117 partite giocate e 48 reti in biancoceleste fra campionato e coppe, Salas lascia Roma nell’estate del 2001 per accasarsi alla Juventus che per assicurarsi le prestazioni del bomber cileno è costretta a strappare un assegno da circa 45 miliardi. A Torino, però, fu un flop clamoroso e, così, due anni dopo decise di tornare al River Plate.



 


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L’Italia batte l’Ungheria e si qualifica alle Finals di Nations League

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A Budapest gli Azzurri vincono contro la squadra allenata da Rossi e si aggiudica la qualificazione alle Finals di Nations League. L’Italia sblocca la partita nel primo tempo con Raspadori che sfrutta un errore della difesa ungherese. Nella ripresa Dimarco realizza la rete del 2-0 contro l’Ungheria.

  


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