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FOCUS – Arrivederci Ledesma: leader silenzioso con la Lazio nel cuore

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14 Maggio 2006. Gara Lazio-Parma. All’Olimpico i biancocelesti liquidano i ducali grazie ad una rete di Rocchi e festeggiano la qualificazione in Coppa Uefa (poi tolta in seguito allo scandalo di Calciopoli). Quella partita, però, fece registrare anche l’addio di Fabio Liverani che, dopo 5 stagioni in biancoceleste, decise di non rinnovare il proprio contratto a causa di alcuni dissidi sorti con la società e di lasciare, con qualche lacrima, la capitale. Il popolo laziale saluta così il suo playmaker, tanto odiato all’inizio per la sua presunta fede giallorossa, ma che poi ha saputo conquistarsi la fiducia e il rispetto sul campo. “E ora dove lo troviamo un regista che lo rimpiazzi a dovere? Sarà difficilissimo, quasi impossibile”, s’interrogavano sfiduciati i tifosi. Nessun problema. Nel Lecce c’è un giovane argentino di nome Cristian Daniel Ledesma, belle speranze, piedi buoni e tanta voglia di affermarsi. Professione? Regista, ovvio. Il tecnico laziale Delio Rossi lo conosce bene, lo aveva già allenato in precedenza proprio quando sedeva sulla panchina giallorossa, e, così, non ebbe dubbi su come sostituire Liverani: è Ledesma l’uomo giusto. L’argentino arrivò, dunque, a Roma nell’estate 2006, ma le grandi aspettative riposte in lui dai tifosi lo disturbano non poco e così l’avventura all’ombra del Colosseo non decolla. Nel frattempo arrivano anche i primi mugugni che prontamente si tramutano in fischi. Il giovane regista, però, ha carattere e personalità da vendere e, dunque, quale migliore occasione per conquistare il popolo laziale, se non al derby? Così arriva il 6 Gennaio. In programma c’è Lazio-Roma. Le due squadre galleggiano in alta classifica, ma il gap con giallorossi è notevole e, quindi, i biancocelesti sono costretti a subire per tutto il primo tempo. Allo scadere di questo, però, è proprio Ledesma a prendersi la scena: azione dalla destra, Oddo serve l’argentino che prende la mira e incastona il pallone sotto l’incrocio. Doni resta di sasso e il regista esplode in una gioia incontrollata: è la svolta. Quel ragazzo tanto umile e discreto, venuto in Italia giovanissimo dalla Patagonia, ha saputo conquistare anche una piazza tanto calda ed esigente come quella di Roma. Cresce partita dopo partita, fino a diventare il cardine del centrocampo, prima, e il capitano, poi. Un leader silenzioso, discreto e mai fuori dalle righe. Il primo ad entrare nel campo d’allenamento, l’ultimo a lasciarlo. Sempre disposto a concedersi col sorriso per una un foto o un autografo con i tifosi, un po’ meno davanti le telecamere. Una persona dal cuore immenso che a Roma ha anche vissuto momenti difficili, da separato in casa. Sì perché nell’estate del 2009, dopo alcune scintille con la società, quest’ultima decise di mettere fuori rosa Ledesma.  Lui accettò la scelta senza far polemica, lottò con tenacia, risorgendo, poi, dalle ceneri in quel Parma-Lazio del 2010. Pace con il club sancita e Ledesma tornò a guidare la sua Lazio, prendendo nuovamente le redini del gioco, lì, davanti alla difesa, come sempre. Il 26 Maggio 2013, poi, il trionfo più grande, quello in finale di Coppa Italia con i cugini della Roma. Una gioia immensa per chi, come l’argentino, ha sposato in toto la causa biancoceleste, facendo della Lazio il suo modus vivendi. Tutte le grandi storie d’amore, però, hanno una fine. Nella conferenza stampa che si terrà a giorni Ledesma sancirà quella con la Lazio, ma il sostituto questa volta è già in casa. Laziale di fede, regista per vocazione. Il suo nome è Danilo Cataldi. L’ha cresciuto e ora gli affiderà la sua eredità. Quella di un grande uomo che per 9 anni ha portato fiero l’aquila sul petto, difendendola col sangue e col sudore. Ciao e grazie di tutto Cristian!



 


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MONDIALI 2022 | Uruguay fuori dal torneo, Vecino: “Tanta amarezza, non è andata come sognavamo ma abbiamo sempre dato il massimo” – FOTO

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L’Uruguay nella giornata di ieri è stato eliminato dal Mondiale. Fatale la differenza reti, che ha condannato la squadra di Matias Vecino all’eliminazione a favore della Corea del Sud. Il centrocampista della Lazio ha postato sui propri canali social alcuni momenti della partita di ieri, vinta contro il Ghana per 2-0 anche se il risultato non ha consentito la qualificazione. Nel post, Vecino ha scritto: “Con tanto dolore e amarezza è ora di dire addio a questo mondiale! Sicuramente non è stato il mondiale che sognavamo e per il quale ci siamo preparati tanto, ma il calcio è così! Le ingiustizie vissute nella partita di ieri lasciano una ferita ancora maggiore! Sempre a testa alta perché nel giusto o nell’errore abbiamo dato tutti il massimo in ogni momento! URUGUAY OGGI E SEMPRE”.

Questo il post di Vecino:

 


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