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FOCUS – Addio Cavanda, dalla prova perfetta contro Ronaldinho all’incubo Krasic

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Estate 2007, la Lazio ha appena conquistato la Champions League. Il ds, allora biancoceleste, Sabatini cerca rinforzi. Ma non solo, anche giovani di prospettiva. Guarda in Belgio, casa Standard Liegi. C’è un terzino, allora calvo, di appena 16 anni. Ambidestro, ottima velocità, discreto fisico e buon senso della posizione. Il ragazzo promette bene. Sabatini se ne innamora e da quel giorno inizia la storia tra la Lazio e Luis Pedro Cavanda. Un rapporto fatto di alti e bassi, di grandi prestazioni e altre meno positive (per usare un eufemismo).

DA RONALDINHO A KRASIC – Cavanda si forma per due anni nella Primavera laziale. Qui stupisce tutti, in ogni partita è sempre uno dei migliori. Così nel dicembre 2009 debutta nella gara di Europa League contro il Levski Sofia. La Lazio perde, ma sulla sinistra Cavanda è uno dei migliori. Dopo quella partita, il belga sembra destinato ad entrare stabilmente in prima squadra. Invece il debutto in Serie A è rimandato. La bravura però c’è, così nell’estate 2010 parte con la prima squadra per il ritiro di Auronzo di Cadore. Qui convince Reja, diventa una valida alternativa a Lichsteiner e Radu, e finalmente debutta nella massima serie, contro la Sampdoria. Il belga convince, merita la grande occasione. All’Olimpico arriva il Milan. Lichtsteiner non è in forma e c’è un Ronaldinho da marcare. Reja non ha dubbi, punta sul giovane Cavanda. Un 20enne contro un ex Pallone d’Oro di 30 anni, i maligni già vedono il disastro. Il terzino invece regge alla grande, annulla il brasiliano. Cavanda è diventato grande, ha preso le misure alla Serie A. Lichsteiner e Radu però sono inamovibili, le gerarchie sono chiare. Torna quindi in panchina, in attesa dell’occasione. Che arriva puntuale a dicembre. Juventus-Lazio, Radu è squalificato. Tra i bianconeri a destra c’è il pericolo Krasic. E’ un incubo. Cavanda lo soffre per tutta la partita e al 90′ si fa anticipare dal serbo. Un errore che regalerà ai bianconeri il 2-1 decisivo. Quella sarà praticamente la fine dell’avventura di Cavanda alla Lazio. A gennaio si trasferisce infatti al Torino, dove gioca con il contagocce. Torna dunque a Roma come un peso e fa nuovamente le valigie: stavolta destinazione Bari. Piazza diversa, stessi deludenti risultati.

SALVEZZA PETKOVIC E NODO RINNOVO – Il destino però riserva al classe ’91 un’altra chance. Vladimir Petkovic è il nuovo allenatore della Lazio. E stima Cavanda, lo inserisce nel suo progetto. La Lazio fino a dicembre vola, poi si sgonfia. Ma Cavanda gioca con discreta regolarità, si impone come una valida alternativa. Tuttavia, c’è un rinnovo da firmare. La firma però non arriva, i rapporti con la società si fanno tesi. Così Luis Pedro viene messo fuori rosa. Un duro colpo, proprio nel momento della rinascita. L’ex Standard sembra destinato ormai alla cessione, ma nel luglio 2013 ecco la sorpresa: rinnova fino al 2018. E la fortuna inizia subito a sorridergli. Causa forfait di Konko infatti, Cavanda scende titolare in Supercoppa contro la Juventus ma naufraga come tutta la squadra. Un chiaro presagio della deludente stagione che aspetta la Lazio. Nonostante questo, per lui rimarrà positiva visto che arriverà il suo primo e unico gol in Serie A, contro il Chievo. Petkovic però viene esonerato e qui termina nuovamente l’ascesa di Cavanda perché torna Reja, che memore del passato punta su giocatori più esperti.

ALTALENANTE CON PIOLI, POI L’ADDIO – Ed eccoci arrivare alla scorsa stagione. Arriva Stefano Pioli in panchina, le gerarchie si azzerano. Sulla sinistra però c’è la certezza Radu, a destra il neo acquisto Basta, oltre a Braafheid e Konko. In una stagione senza coppe europee, il belga non ha molto spazio. Nelle 16 volte che scende in campo, offre prestazioni altalenanti. Dal rigore causato contro il Verona, alla gara casalinga con l’Empoli, dove regala due assist. La sensazione però è sempre quella di un giocatore incompiuto, che fatica a restare concentrato per tutta la partita. Per questo e per motivi di cassa, la Lazio decide di cederlo. Besiktas e Nizza inizialmente sembrano in pole position, ma dalle retrovie si inserisce con decisione il Trabzonspor. Che la spunta. Finisce così, in silenzio, l’avventura tra Cavanda e la Lazio. Dopo 8 anni conditi da appena 80 presenze totali. Arrivato Roma calvo e bambino, Luis se ne è andato con le treccine e da uomo. Chissà se qualcuno lo rimpiangerà…

 

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Pedro: “Futuro? Ho ancora un anno di contratto con la Lazio, poi vedremo cosa accadrà”

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Una grande stagione quella di Pedro al suo primo anno di Lazio. L’attaccante ex Roma ha trovato fin da subito il modo di farsi amare dai tifosi biancocelesti, a suon di gol, assiste e reptazioni di grande livello. Sarri lo ha voluto fortemente, e lo spagnolo ha ripagato la sua fiducia. Con la stagione ormai alle porte, è tempo di pensare al futuro: Pedro ha ancora un anno di contratto con la Lazio e dunque rimarrà anche la prossima stagione. Rimane d vedere se la società capitolina sceglierà poi di proseguire con lui, o se le strade si separeranno. Nel frattempo, in attesa dell’inizio del ritiro di preparazione al prossimo campionato, Pedro si gode le vacanze alle Canarie, dove è stato ospite del Parlamento delle Isole Canarie che lo ha premiato come ambasciatore dello sport.

Queste le sue dichiarazioni in merito al proprio futuro, rilasciare a Tv Canaria:

Sono molto orgoglioso di rappresentare la mia terra, è un privilegio. Quando vengo qui noto l’affetto e la speranza che le persone hanno nei miei confronti. Non sai mai cosa accadrà nella vita. È vero che ho una situazione familiare difficile con i miei figli a Barcellona e io in un altro paese. Al momento ho un anno in più di contratto con la Lazio. Vedremo cosa accadrà in futuro”

 

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