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Intrigo Felipe, Raiola l’uomo ombra

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Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? La Lazio e Raiola tornano a frequentarsi nuovamente. Voci sempre più insistenti danno il Re Mida del mercato come nuovo procuratore di Felipe Anderson. Verità o menzogna? Per capire cosa sta succedendo dobbiamo tornare indietro nel tempo ed esattamente al giorno 12 gennaio 2015. In quell’occasione dichiarò: «Su chi scommetterei oggi? Forse su Felipe Anderson. L’anno scorso ha faticato, ora sta esplodendo. Ha qualità tecniche eccezionali, da qualcosa in più alla squadra. Ma dubito che la Lazio possa trattenerlo. Sarà molto difficile». Una frase sibillina non certo pronunciata a caso dal guru dei procuratori che pochi giorni dopo, il 29 gennaio, invitava la Juventus a vendere Pogba e a comprare proprio il gioiellino di casa Lazio. Non è un mistero che Raiola abbia puntato il brasiliano e stia facendo di tutto per farlo entrare nella sua scuderia. Questo interesse spaventa e non poco i tifosi biancocelesti che conoscono benissimo il modus operandi di Raiola: uno che non parla a caso, ma che tesse trame fittissime giocando su più tavoli e non sempre in maniera pulita.
Impossibile per i laziali dimenticare lo sgarbo Nedved. Raiola tradì la fiducia di Cragnotti portando all’insaputa di tutti e d’accordo con Moggi Pavel a Torino con un volo privato, rendendo valido un vecchio accordo che le parti avevano deciso di invalidare. Quindici anni di silenzi, poi improvvisamente il disgelo e il momento non è affatto casuale. Immediato un comunicato della sorella di Anderson, che smentisce qualsiasi ipotesi: «Juliana Gomes è il nome dell’unico e solo agente di Felipe Anderson 7 e l’unica agenzia di riferimento è la Base Soccer nelle persona di Frank Trimboli e Leon. Ogni persona può dire ciò che vuole, ma ciò che non viene detto da me o dall’atleta non deve essere preso in considerazione. Il Signor Carmine Raiola non ha alcuna autorizzazione per rappresentare Felipe Anderson». Ma c’è di più perché è la stessa sorella del brasiliano a rivelare che Castagna da circa un mese non è più il procuratore di Felipe e che in questo periodo sono stati respinti gli assalti di altri agenti che volevano mettere le mani sul numero 7 della Lazio. Certo, tenere a distanza di sicurezza uno come Raiola non sarà facile, considerando che qualsiasi cosa tocchi diventa oro e il brasiliano, se si confermerà sui livelli della passata stagione, potrebbe diventare il nuovo craque del mercato. E il fatto che sia stato Raiola in prima persona a sbloccare l’affare Kishna è un altro tassello di un puzzle che diverrà completo nei prossimi mesi. Per ora però la Lazio può dormire sonni tranquilli, perché Anderson non si muoverà da Roma. Parola del presidente Lotito. Non possono farlo però i suoi tifosi visto il preoccupante immobilismo nel mercato in entrata. Dopo Morrison, Patric e Hoedt nessuno è più sbarcato a Formello. Disattesa anche la richiesta di Pioli che chiedeva rinforzi entro il 20 luglio. Di tutta risposta i sostenitori biancocelesti, come promesso in tempi non sospetti, non stanno sottoscrivendo gli abbonamenti per la prossima stagione. Al momento sono poche migliaia quelli già rinnovati. Un preoccupante salto nel passato.

Il Messaggero – Emiliano Bernardini

 

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CdS | Scudetto 1915, l’avv. Mignogna scrive a Gravina: “Lazio Campione, prove decisive”

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Come riportato dal Corriere dello Sport, l’avvocato Gianluca Mignogna, promotore delle iniziative per l’assegnazione dello scudetto 1915 ex aequo alla Lazio e al Genoa, ha indirizzato la seguente lettera a Gabriele Gravina, presidente della FIGC.

Egregio Presidente, in occasione del Centenario della Grande Guerra, com’è noto, abbiamo richiesto alla Federcalcio l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 al Genoa e alla Lazio, rispettivamente primatista settentrionale e primatista centro-meridionale al momento della sospensione bellica dei campionati indetta il 23 maggio 1915.
Da allora è passato molto tempo, ma il procedimento pentente in Figc non ha ancora avuto una positiva definizione, senza che il sottoscritto, i 40.000 firmatari della Petizione all’uopo promossa, i tanti tifosi biancazzurri e tutti gli sportivi italiano abbiano potuto comprenderne le reali motivazioni. 

Come Lei Sa, la precedente Commissione di Saggi della Figc aveva già stabilito che l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915, invero, sarebbe stata l’unica soluzione onde ovviare al clamoroso vulnus giuridico/sportivo emerso in questi anni di approfondite ricerche. Successivamente abbiamo trasmesso alla Commissione Storica da Lei nominata il 30 maggio 2019 tutti i documenti probatori che, come speleologi, siamo riusciti a riesumare dagli abissi del dimenticatoio, dagli archivi pubblici e dalla storiografia calcistica nazionale.

Abbiamo svolto tali ricerche documentali con assoluto rigorismo storico, giuridico e sportivo, comprovando l’effettivo stato di fatto delle competizioni in essere ed almeno quattro risultanze decisamente fondamentali:
1) Non esiste alcuna delibera della FIGC che abbia formalmente e ufficialmente attribuito al Genoa il titolo di Campione d’Italia 1914/15;
2) Il club ligure ottenne a tavolino esclusivamente il titolo di Campione Settentrionale 1914/15, verosimilmente nell’ambito della scissione federale del 1921, ma medio tempore tale assegnazione fu acriticamente equivocata sino ad essere tramandata ai posteri come attributiva “de facto” del titolo di Campione d’Italia 1914-15;
3) Al Campionato Meridionale 1914/15 si iscrissero esclusivamente due squadre partenopee, ma le relative sfide furono più volte rimandate, una volta disputate vennero annullate per irregolarità di tesseramento e le successive ripetizioni non si ultimarono prima della suddetta sospensione bellica, con la conseguenza che il Girone Campano alla fine risultò pedissequamente declassato a mera valenza regionale;
4) Le fonti rinvenute ci hanno viceversa rivelato che la Lazio fu proclamata Campione Centro-Meridionale 1914-15, sicchè, in base all’articolo 15 del Regolamento Ufficiale dell’epoca avrebbe avuto il diritto di disputare la “Finalissima Nazionale” per contendere alla primatista settentrionale la conquista dello Scudetto 1915.

La Storia ci tramanda che l’insorgenza, il protrarsi e gli effetti della Prima Guerra Mondiale non permisero mai più la disputa di tale sfida tricolore, così come è assai verosimile che anche il secondo dopoguerra impose a tutta l’Italia, compresa quella calcistica, di volgere lo sguardo solo verso il futuro onde riemergere dalle ceneri del conflitto, distogliendolo da ogni altra questione pregressa e legata ad un passato fin troppo complesso e doloroso.

A distanza di 107 anni da quel fatidico 24 maggio 1915, tuttavia, riteniamo opportuno e stiamo a richiederLe che la Federcalcio ponga fine a tale ingiustizia ultracentenaria, sancendo d’ufficio l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 a Lazio e Genoa, dando piena attenuazione a quei fini costitutivi che la prepongono alla somministrazione della giustizia sportiva ed attuando “latu senso” i disposti di cui alla Norma 70 della Carta Olimpica in tema di attribuzione sportive a pari merito.

Egregio Presidente, noi siamo Laziali, discendenti diretti di quel Popolo del Latium che fondò la Civiltà Latina, originò l’antica Roma ed esportò i valori dell’Aequitas e della Iustitia in tutto il mondo. È per questo che, nell’auspicare un intervento federale finalmente conciliativo e definitorio, ci appelliamo alla Sua sensibilità istituzionale invocando l’applicazione del noto brocardo del Diritto Romano, al Campionato 1914/15 ed a tutti i campionati anteguerra ancora contesi: “Ubi Ius Ibi Remedium”.

 

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