Connect with us

Per Lei Combattiamo

Auguri Danì, 21 anni da core de Lazio

Published

on

 


Laziale, romano, anche capitano. What else? E’ la storia di Danilo Cataldi, talento di casa Lazio. Umile, sincero, un ragazzo a modo. E lo sa bene Pioli, che ha scommesso sul suo exploit facendone tesoro. E lo sa bene la Curva Nord, fiera di aver (ri)trovato un nuovo simbolo romano da idolatrare. Oggi Danilo compie 21 anni e sogna in grande. Coi piedi per terra, certo. Come gli hanno insegnato papà Francesco e mamma Patrizia, casalinga. Tanti i sacrifici per portarlo ogni giorno al campo d’allenamento, ancor di più i chilometri macinati per arrivare in tempo. Da Tomba di Nerone a Formello non è proprio una passeggiata: ‘’A mà fidate che col calcio guadagnerò, la macchina te la ricompro…’’ E così è stato. Una Renault Clio per la precisione. Lacrime dei genitori, il figlio ormai è diventato grande. E gli amici? Tutti pronti a fargli da scudo, perfino i romanisti. Impossibile tifare contro un ragazzo del genere: ”Danilo? Non si è mai montato la testa…”. Frase ricorrente ma veritiera. Semplicemente la sua storia.

Cataldi ha personalità, eccede nel dribbling quanto è giusto farlo e non si lascia andare in inutili leziosismi. Imposta, cambia gli equilibri, inverte le gerarchie. Sembra già un generale pluridecorato, giganteggia da veterano nonostante abbia solo 4 lustri. A 5 anni entra nella scuola calcio dell’Ottavia, frazione di Roma dove son cresciuti anche Crecco e Pollace. Entri nel bar e ci sono alcune sue foto di quando giocava, i suoi primi momenti da calciatore. Ma è un’ istantanea con un cocomero in mano a destare stupore: il frutto è più grande di lui, il ragazzo sorride. Uno scricciolo d’uomo con grandi ambizioni.

La Lazio si accorge di lui e nel 2006 lo porta a Formello, il centro sportivo che lo consacrerà. Giovanissimi, Allievi, poi la Primavera da Campione d’Italia. Cataldi stringe amicizie (soprattutto con De Francesco), scherza e stupisce sul campo. Vince lo Scudetto con una doppietta in finale: ‘Daje regà!’ Accento romano e via, numeri e palleggi. Nel 2013 la società lo spedisce a Crotone, già teatro dell’exploit di Florenzi. Cataldi incanta lo Scida a suon di prestazioni e strascichi di brillantezza. Arriva anche il primo centro tra i professionisti, l’8 Febbraio del 2014 contro il Pescara. Tiro a giro e palla in rete. Il regazzino è diventato n’omo.

Poi nell’estate 2014 torna alla Lazio, viene confermato in prima squadra espressamente da Pioli e disputa qualche amichevole. Dopo qualche tempo si infortuna seriamente e resta fuori qualche mese. Al suo ritorno, in Coppa Italia contro il Torino, è un’altra persona. Sforna subito un assist a Klose, poi nelle uscite successive si guadagna la titolarità. Fino alla magica notte da capitano e ai cori della Curva. Sullo sfondo le minacce di Radu: ‘’Indossa ‘sta fascia o ti meno…’’ Si scherza, ovvio. Come nello stile del ragazzo, presente e futuro di questa Lazio che sembra un Frecciarossa. Alla guida? Proprio lui, che non ha nessuna intenzione di fermarsi. Lo chiamano predestinato, giovane promessa, ragazzo prodigio. A noi piace così, senza etichette. Laziale, romano e anche capitano. Soprattutto umile. Auguri Danì. E adesso in Supercoppa, sii bono dai, facce sognà.

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Per Lei Combattiamo

ESCLUSIVA| Dai calciatori al Papa passando per la Lazio, i Gemelli: “La consegna più emotiva a Lucas Leiva. Non ci fermiamo mai” – FOTO

Published

on

 


I Gemelli sono sempre sul pezzo: che si tratti di calcio, spettacolo, musica o il mondo della ristorazione e della movida loro ci sono, tra opere richiestissime e la particolarità dei troni. Tra i tanti lavori che hanno fatto molti sono per la Lazio: calciatori attuali, ex e non solo. Un percorso lungo che ha raggiunto il proprio culmine con il trono regalato a Papa Francesco. Per parlare di questo evento, delle opere per il mondo Lazio e molto altro i Gemelli rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it.

 

Parlando dell’ambito Lazio, quale fu la prima opera che avete fatto? 

Il primo fu Beppe Signori. Aveva aperto un ristorante a Bologna e facemm0 i troni a lui e Marcolin. Un trono della Lazio e uno del Bologna. Poi ne abbiamo fatte anche altre con varie maglie. Da Pedro a Immobile.

Le più significative? 

Facemmo in seguito quello di Candreva al derby di Lulic. Qualcosa di molto importante. Poi il gol sempre al derby di Pedro. Mi chiama dicendomi che mi conosceva tramite Leiva e che voleva darmi la maglia. Per noi maneggiare una maglia simile, di un gol che tutta Italia e non solo ha visto, è stato molto importante. Non dimentichiamoci poi di Lulic.

 

Avete fatto un trono anche per Radu in occasione del record di presenze. Il regalo fu mostrato anche dai canali social della Lazio…

In quell’occasione collaborammo con Parolo che mi fu complice insieme a tutta la squadra. Feci un trono alto con la maglietta davanti e una sua foto dietro. L’idea era quella di fargliela trovare come fosse un trono in mezzo al campo per il suo record di presenze. Eravamo coperti da tutta la squadra, loro si aprono e usciamo noi. Stesso discorso anche per il quadro per Radu, consegnato in presenza del presidente Lotito, un nostro omaggio alla società. Una giornata molto importante.

Come è partito il tutto? 

Noi nasciamo da Milano e ci siamo estesi anche all’estero. Nel 2014 Gokhan Inler ci fa fare opere per tutta la Nazionale Svizzera di cui era capitano. Ora spesso calciatori all’estero ci chiedono di diffondere la nostra arte nel loro palese. L’ultima consegna importante è Coulibaly. Lo abbiamo fatto per la Coppa D’Africa. L’arte non ha confini.

 

Il vostro lavoro si allarga su altri campi? 

Abbiamo toccato anche altri campi per cominciare a soddisfare le richieste anche di troni per vini e Champagne non solo. Bottiglie che arrivano ai tavoli sui nostri troni. Tuttavia, il mondo del social predomina e questo ci ha aiutato a diffonderci. Anche per quanto riguarda i locali è divenuta una sorta di pubblicità. Tra i lavori particolari che abbiamo fatto ce n’è anche uno con gli arrosticini. Ora ne stiamo facendo uno per un campione della pizza. A Parigi successe una cosa molto importante: ci hanno ringraziato per avergli dato un’idea per un regalo all’emiro mentre promuovevamo i nostri troni lì. Facemmo infatti un trono da cane per il principe a cui non sapevano cosa regalare. Questo è un po’ lo spirito con cui spesso ci si approccia a questo mondo. 

 

Come nasce questa idea di creare dei troni? 

Nasce come una coincidenza. Per regalare al presidente Moratti un trono con la maglia dell’Inter e con scritto “Massimo 100”. Quando lo portammo al centro dell’Inter ci vide l’allora allenatore Roberto Mancini che ci disse ‘No, questo lo regalo io’. Da quel momento le richieste sono aumentate e noi abbiamo deciso di portare avanti questa attività, grazie anche alle richieste di molti. E’ bello il fatto che comunque puoi anche rivivere la tua carriera in questo modo. Basta che ci siano consegnate delle maglie e possiamo creare dei progetti. si possono sistemare queste maglie nelle stanze in modo artistico, ma in modo che si abbinino bene alla stanza. 

 

Un percorso lungo con cui si è arrivati anche al Papa…

Si, una vittoria per noi. Si è concretizzata una bella cosa. Si ipotizzava di colpire Cristiano Ronaldo, Messi, Donald Trump… Ma il Papa è il Papa. C’era la difficoltà legata al fatto che Papa Francesco odia i reali, per cui non si sa se avrebbe accettato un trono. Però il calcio è anche unione, e avendo usato la maglia dell’argentina con il suo nome lui è stato felice in quanto un dono di due artigiani. Anche Vasco Rossi non è stato facile: quando siamo andati lì a Modena Park lui si intrattenne con noi  molto tempo nonostante i manager insistevano per portarlo via ma la magia dei troni lo intrattenne lì. 

La consegna più emotiva? 

La consegna più emotiva è stata quella di Lucas Leiva. La moglie Ariana ci ha contattato dicendo che, davanti al Colosseo, avrebbero festeggiato il loro anniversario. Noi ci siamo nascosti in un’altra stanza per un’ora finché la moglie non lo ha condotto lì dove eravamo noi con queste due opere in cui vi era sia la maglia della Lazio che quella del Liverpool. Leiva si è commosso vedendo questi regali. 

E ora?

Abbiamo in mente delle idee importanti. I gemelli sono sempre walk in progress. Abbiamo delle novità legate a degli effetti e delle magie create per calciatori e probabilmente qualche stadio. Si parla di un gioco di luci.

Per seguire i Gemelli:

 

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Continue Reading
Advertisement

RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:


I più letti

Scarica subito l'app di LAZIOPRESS.IT! Disponibile su app_store google_play

  © 2015 LazioPress.it | Tutti i diritti sono riservati | Testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale Civile di Roma numero 13/2015 | CONTATTI

Close
LazioPress.it

GRATIS
VIEW