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Le Monde e la maglia della discordia: la grottesca storia della Chamise Noir dimenticando “Je suis Charlie”

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In un mondo sempre più globalizzato e con vedute sempre più ampie, rimane ancora chi ragiona per stereotipi. La tendenza a generalizzare è un’arma pericolosa in mano ai media ma c’è chi continua ad insistere con questa mania. Senza entrare nel merito dell’argomento, nessuno nega lo stampo di estrema destra che ha sempre pervaso la Curva Nord, come tutte i vari episodi legati alla stessa. Questa premessa per provare a spiegare, sempre che riescano a capire ormai, al noto quotidiano francese “Le Monde” che siamo anche “leggermente” stufi di tutti questi processi.

Oggetto dell’articolo è la nuova maglia presentata nei giorni scorsi con cui la Lazio giocherà l’Europa League. Non potendo utilizzare la maglia bandiera classica, la Macron ha studiato questa soluzione per ovviare il problema. Un completo elegante che ha già riscosso successo fra il pubblico biancoceleste. E’ piaciuta per ciò che rappresenta e non per riferimento al fascismo in quanto “camicia nera”. Facile quanto banale fare l’associazione per il quotidiano francese che dimostra solo l’intento di creare un processo mediatico il giorno prima del debutto europeo della Lazio. Come se già la Uefa non pone una lente d’ingrandimento sul club biancoceleste.

Non poteva mancare un riferimento a Paolo Di Canio e agli striscioni esposti in curva inneggianti personaggi fascisti, la Tigre Arkan. Ma anche al saluto di Stefan Radu sotto la Nord dopo una vittoria con il Napoli, episodio mai chiarito visto che estrapolando un frame di un video si può affermare tutto e il contrario di tutto. Nessuno vuole giustificare ciò che è successo in passato ma non si può nemmeno vivere di ricordi.

Tornando però a parlare della maglia in questione, il quotidiano fa riferimento al fatto che è un trend degli ultimi anni proporre una nuova maglia nelle competizioni europee. Solo in questa stagione hanno già esordito Juventus e Paris Saint-Germain con una divisa completamente nera. Guarda caso una squadra francese che tra le sue file ha proprio sostenitori di estrema destra. Ma le ideologie fasciste pervadono anche molte altre curve d’oltralpe: dall’ Olympique Lione al Nizza, dal Lille al Nancy-Lorraine fino allo Strasburgo.

Come se poi il problema fosse l’ideologia politica. La denuncia di fatti criminali andrebbe fatta indipendentemente da chi la compie.

Giusto per chiarire meglio il concetto:

-Tifoso del Nizza e quindi fascista, , generalizzando alla loro maniera, è stato arrestato lo scorso 6 settembre per violenza e resistenza a pubblico ufficiale in occasione della partita fra Sanremese e Imperia. Secondo la ricostruzione si sarebbe avvicinato al settore dei tifosi della Sanremese con un lavabo appena sradicato dai bagni dello stadio e, fermato dalla Polizia, avrebbe opposto resistenza e aggredito gli agenti. In aula il giovane francese si è avvalso della facoltà di non rispondere.  Non potrà mettere piede in uno stadio italiano per i prossimi cinque anni (Daspo) e non potrà varcare i confini della provincia di Imperia per effetto di un divieto di dimora imposto dal Giudice.

-Sabato scorso sono stati arrestati cinque tifosi francesi a Novara in occasione della sfida fra il Como e il Livorno. Erano ultras del Marsiglia, tifoseria notoriamente di sinistra, gemellati con i toscani e accorsi nel capoluogo piemontese per scontrarsi con i tifosi comaschi. Nella perquisizione della loro auto gli agenti hanno trovato una maglia ultras del Livorno, un coltello con lama lunga circa 10 centimetri, uno sfollagente telescopico, un tubo di ferro lungo 51 centimetri e dal diametro di 3 centimetri, 7 petardi, un taglierino, un’asta telescopica estensibile in metallo.

Questi due esempi servono a spiegare che forse non è l’ideologia politica il vero problema. Ma facendo della sana dietrologia, questo articolo sembra scritto ad hoc in vista della trasferta che i tifosi del Saint Etienne dovranno intraprendere fra due settimane proprio nella capitale. Un modo per sollevare fin da subito il dibattito mediatico su quanto sarà pericolosa la trasferta per i neroverdi. Magari già creato anche in occasione dell’ultima gita dei Verts in Italia. Lo scorso anno verso fine ottobre il Saint Etienne è stato ospite dell’Inter in Europa League per un giorno ad alta tensione. Seimila tifosi arrivati dalla Francia hanno invaso la città meneghina e non sono mancate scintille con i tifosi nerazzurri e alcuni gruppi di supporter del Nizza, gemellati con i nerazzurri e guarda caso francesi.

L’italiano però si sa, è il dietrologo per eccellenza, per cui si potrebbe quasi arrivare a dire che questo articolo è stato creato ad hoc per mettere alla gogna la Lazio e il suo pubblico in vista della sfida dell’Olimpico. Però ci si dimentica della maglia al derby dello scorso anno con la scritta “Je suis Charlie” perché forse non conviene. D’altronde è più facile guardare in casa d’altri che nel proprio giardino. In attesa di vedere cosa succederà.

Ecco il link dell’articolo originale de “Le Monde”:

http://www.lemonde.fr/football/article/2015/09/16/football-la-chemise-noire-de-la-lazio_4759414_1616938.html

 


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MONDIALI 2022 | Il Messico batte l’Arabia Saudita per 1-2

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La gara tra Arabia Saudita e Messico è terminata 1-2 grazie alle reti di Martin e Chavez a inizio secondo tempo. In pieno recupero c’è stato anche tempo per la rete di Al Dawasari. Con il risultato di Polonia e Argentina, la classifica è la seguente:

Argentina 6

Polonia 4

Messico 4

Arabia Saudita 3


Alle 20 scenderanno in campo Arabia Saudita e Messico. Ecco i 22 titolari:

ARABIA SAUDITA (3-4-3): Al Owais; Tambakti, Al-Boleahi, Al-Amri; Abdulhamid, Al-Hassan, Kanno, Al-Ghannam; Al-Buraikan, Al-Shehri, Al-Dawasari. All. Renard

MESSICO (4-3-3): Ochoa; J. Sanchez, Montes, Moreno, Gallardo; Pineda, E. Alvarez, Chavez; Lozano, Martin, Vega. All. Martino 


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