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FOCUS – Assenze pesanti in mediana contro il Torino: Pioli studia le alternative

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Dopo tre vittorie consecutive la Lazio perde a Sassuolo, dopo una partita decisa sì dagli episodi ma nella quale i biancocelesti hanno evidenziato tutte le difficoltà del momento. Le assenze per infortunio di Biglia e Parolo hanno pesato nella costruzione del gioco, troppo lento e prevedibile per poter impensierire la retroguardia attenta di Di Francesco. Cataldi e Onazi non hanno convinto. Nella ripresa Pioli ha provato a dare una scossa sostituendo il nigeriano, ieri deludente, inserendo Keita e retrocedendo Milinkovic-Savic a metà campo in coppia con Cataldi. E con lo spagnolo è arrivato il gol di Felipe Anderson.

EMERGENZA CON IL TORO – E ora con il Torino è emergenza. Se la difesa, orfana “solo” di de Vrij, e l’attacco , con il rientro di Klose (occhio però al problema di Keita), sorridono a denti stretti non fa lo stesso il centrocampo: Parolo è out, Biglia è in forte dubbio, e l’ingenuità di Cataldi costringerà Pioli a reinventare la mediana. Onazi ha dimostrato di non essere in ottima forma, e di non avere le qualità per poter essere il regista della squadra. Magari in estate comprare un vice Biglia, non sarebbe stata una cattiva idea…

LE CARTE DI PIOLI – Contro la squadra di Ventura potrebbe essere finalmente l’ora dell’esordio dal primo minuto di Morrison. L’inglese chiede spazio ma finora è stato ignorato. Alternative? Riproporre Onazi con Milinkovic-Savic, spostare Lulic a centrocampo con Onazi regista e Milinkovic-Savic in un centrocampo a tre, oppure un’idea paventata in allenamento già nella rifinitura pre Sassuolo: Mauri in mediana “alla Biglia”. Stamattina nell’amichevole contro la Primavera di Inzaghi, alla quale hanno preso parte solo chi non aveva giocato tutti i 90′ minuti con il Sassuolo, i primi responsi sulle possibili scelte di Pioli: nel 4-2-3-1, la coppia in mezzo al campo era formata da Onazi e Mauri con Morrison trequartista. Solo una prova? Forse. Ma soprattutto in questo momento, con tutti gli infortuni a centrocampo è giusto provare nuove strategie. L’agognata svolta può partire dal brianzolo e l’inglese. Chiedono solo una chance.

 


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Gregucci: “La Juventus ha fatto qualcosina in più della Lazio. Maximiano? Non mi sento di…”

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Intervenuto sulle frequenze di Lazio Style Radio, l’ex biancoceleste Angelo Gregucci si è espresso in merito alla sfida di Coppa Italia persa dalla Lazio contro la Juventus per 1-0.

Queste le sue parole:

“Per essere competitivi non dobbiamo staccare la spina. L’impatto sulla gara non è stato pessimo, tecnicamente discreto. La Juventus ha fatto qualcosina di più, la Lazio ha avuto difficoltà negli ultimi venti metri: non ha mai riempito l’area, saltato l’avversario o fatto combinazioni interessanti. Una volta la Juve era una squadra che attaccava, oggi ti aspetta, ieri hanno fatto il minimo sindacale per arrivare alla semifinale. Non me la sento di valutare l’errore di Maximiano, ieri mi dava la sensazione di essere un buon portiere, soprattutto dopo la parata su Kostic. L’errore è un peccato perché ora cambierà tutte le valutazioni, poi è normale che il suo errore è stato determinante. Per me, comunque, ha qualità. Sul cross di Kostic non sbaglia la difesa, venivano da un piazzato, c’erano stati due tempi di gioco e quindi non si poteva fare meglio. La Lazio, tra l’altro, è brava a pulire quelle palle dall’area di rigore. Patric lo poteva aiutare. Milinkovic? Era normale farlo rifiatare, gioca sempre 90′, ne aveva necessità. La Juventus tatticamente non ha creato grandi problemi, come la Lazio a loro. La squadra di Sarri poteva creare qualcosa di più dal punto di vista individuale, anche perché secondo me ha più qualità dei bianconeri. Centrocampo? Cataldi è cresciuto tanto, è affidabile, parlaimo di un giocatore di cuore e qualità. In mezzo al campo abbiamo molte soluzioni. Il Mondiale, chiaramente, ha influenzato su Milinkovic e Vecino, ma questo era il grande interrogativo che ci ponevamo dai mesi precedenti alla competizione”.

  


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