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Stavolta Keita non basta

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Questa volta a Keita non è riuscito il miracolo di far vincere la Lazio. A Verona era entrato dalla panchina e aveva cambiato volto alla squadra, contro il Frosinone si era ripetuto, contro il Sassuolo ha garantito una bella scossa però non è stata sufficiente a fermare la formazione di Di Francesco che ha conquistato i 3 punti. Keita, nonostante le belle prove recenti, non ha ancora meritato un posto da titolare, perché l’allenatore Pioli l’ha ancora schierato a partita in corso. Però, vista la velocità, l’incisività e la freschezza, forse sarebbe il caso di puntare maggiormente sul brasiliano che resta uno dei migliori interpreti della formazione biancoceleste. Le cose migliori, infatti, sono arrivate dai suoi spunti, dai suoi cross e dalle sue percussioni nel contesto di un gruppo che, almeno in trasferta, subisce troppo, incassi tanti gol e produce poco in fase offensiva. Allora la domanda sorge spontanea: perché rinunciare alle verve di questo ragazzo spagnolo che accende sempre le partite della Lazio, quando viene mandato in campo? Quando si è bravi e decisivi non contano gli anni, né le gerarchie, perciò il Keita di questo periodo merita di giocare dall’inizio. Perché nemmeno lui può compiere sempre i miracoli ma chiede soltanto si poter dimostrare il suo valore nell’arco nei 90 minuti, non in spezzoni di gara, quando tutto diventa in salita e quindi anche più complicato. Ad ogni modo, anche in questa occasione, ha meritato la palma di migliore della Lazio

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Il Messaggero | Lazio, da genio emarginato a valore aggiunto: la lunga metamorfosi di Luis Alberto

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«Hai messo fuori me, dovresti mettere fuori tutti adesso». Sta tutta qui la rifioritura del rapporto tra Luis Alberto e Sarri. La Lazio torna sconfitta da Lecce e si chiude in palestra per un faccia a faccia giocatori-tecnico. Lo spagnolo, out in Salento per un problema al ginocchio, senza mezze misure si sfoga col tecnico. In questo modo, dopo un ottimo mese di dicembre durante la pausa per il Mondiale, per il Comandante arriva l’ultimo tassello e la trasformazione di Luis può dirsi completata. Altro che l’intermittenza dei mesi precedenti con tanto di richiami di casa. Il Cadice invece dovrà ancora aspettare, perché il numero 10 si è ripreso la Lazio e difficilmente Sarri ci rinuncerà da qui in avanti. L’ex Liverpool d’altronde ha confermato la rinascita con i fatti, tanto da essere premiato con i minuti che prima non gli venivano concessi. Sono 1293 quelli del 2023, appena sei in meno di Milinkovic in un testa a testa impensabile a novembre scorso. Il Mago si è invece rimboccato le maniche e, se lascia qualche minuto, almeno si rifà contribuendo il doppio del Sergente alla fase offensiva della squadra. Due gol, uno valso tre punti contro la Sampdoria, e due assist con i quali è arrivato a quota 61 in Serie A dal 2016, numeri che non ha nessun altro. Sono ormai lontani i giorni in cui si percepiva la sua svogliatezza. L’impatto con la nuova gestione gli ha fatto capire di non avere più il posto sicuro, e dopo una stagione di assestamento, ormai l’armonia con Sarri l’ha trovata davvero. I suoi valori fisici sono sempre tra i più alti in squadra. Rispetto a prima corre di più (9,6 km di media) e lo confermano gli almeno 4 palloni che recupera a partita (al derby 5). Lucido quando c’è da difendere, senza però dimenticare la qualità, grazie alla quale con 94 passaggi riusciti nel derby ha fissato il record della 27° giornata. Niente croce, solo delizia il Mago, leader in tutto e per tutto, sempre pimpante in campo, ma pure nello spogliatoio.

LA RIPRESA – A conferma di ciò, non si vedono più nemmeno i giorni di vacanza che si prendeva in autonomia. Adesso il numero 10 è il primo ad arrivare a Formello, e infatti ieri ha ripreso normalmente le operazioni col resto della squadra. Sarri ha ricominciato subito a lavorare sulla tattica nonostante i sette calciatori partiti con le Nazionali. Il programma prevede per oggi una seduta pomeridiana, domani doppia e sabato mattina, prima di altri due giorni di riposo. Al termine di questi ultimi sarà atteso anche Immobile in gruppo. Provedel, Casale e Pedro invece, ieri gestiti, si rivedranno prima. Il Messaggero/Valerio Marcangeli

 


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