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ESCLUSIVA – Cavanda racconta i motivi del suo addio, poi ringrazia la Lazio: “Mi ha reso il giocatore che sono e non lo dimenticherò mai”

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Al Trabzonspor per diventare grande. E’ questo il motivo che in estate ha spinto Luis Pedro Cavanda a lasciare la Lazio. Non è stato facile per il belga andare via da Roma, dalla squadra che lo ha lanciato nel calcio. Sì, perché la Lazio ha formato la sua carriera. Otto anni (intervallati solo da due brevi prestiti a Torino e Bari) fatti di periodi da grande giocatore e altri da giovane incosciente, compreso qualche problema disciplinare. Ecco perché con la maglia biancoceleste è sempre stato un ottimo rincalzo, ma mai un titolare. C’era bisogno di una svolta, arriva così la Turchia. Qui il classe ’91 è diventato una pedina fondamentale dello scacchiere del club di Trebisonda, offrendo sempre prestazioni convincenti. Non è stato dunque un caso se lo scorso ottobre il ct del Belgio, Wilmots, lo ha convocato nella nazionale attualmente prima nel Ranking FIFA.

Per vivere da vicino il suo momento magico, la redazione di Laziopress.it ha contattato in esclusiva proprio lui, Luis Cavanda.

Sei stato alla Lazio per 7 anni, poi questa estate la decisione di cambiare squadra. Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a lasciare Roma ?

“Devo ammettere che non è stata una scelta facile, a Roma sono arrivato che ero poco più che un ragazzino e mi sono trovato bene sin da subito. La scelta di andare via però è dipesa da alcuni fattori. Il motivo principale è stato perchè che volevo giocare di più, trovare più spazio e migliorare il mio rendimento personale. Volevo sentirmi un titolare, poter scendere in campo in ogni partita. Soltanto così avrei potuto aumentare anche le mie possibilità di diventare un Diavolo Rosso (soprannome che identifica un giocatore della Nazionale Belga, ndr). Il mio obiettivo principale oggi è quello di essere uno dei protagonisti di Euro2016. Voglio giocarmi questo europeo e ci metterò tutto me stesso per farlo al massimo. Questo, purtroppo, mi ha portato a fare una scelta di vita. Ho dovuto lasciare una città, Roma, e una squadra, la Lazio che sentivo mie, che mi hanno regalato enormi gioie e divertimenti. Insomma, decidere di partire non è stato semplice e non l’ho fatto a cuor leggero”.

Al Trabzonspor hai iniziato molto bene e hai trovato la continuità che cercavi. Come sta andando questa esperienza e che cosa ti aspetti? 

“Mi sono adattato bene sin dall’inizio al calcio turco, anche se è ben diverso rispetto a quello italiano. Le squadre ti lasciano molto spazio, si gioca a campo aperto e spesso mi viene chiesto di propormi anche in fase offensiva. Sono convinto che la mia formazione e la mia esperienza nel calcio italiano mi siano state di grandissimo aiuto. Praticamente mi sono immerso nel modello del Trabzonspor, portando però con me tutto ciò che ho imparato in Italia e le basi che sono riuscito ad acquisire grazie alla Lazio”.

Alla Lazio hai passato tanti anni, hai cambiato tanti allenatori e hai vissuto momenti importanti. Ma qual è il ricordo al quale sei più legato?  

“Rispondere a questa domanda non è assolutamente semplice. Calcisticamente parlando penso di poter dire che la vittoria della Coppa Italia il 26 maggio abbia rappresentato l’apice dei miei anni alla Lazio. E’ stata una vittoria storica. Ma ricordo con grande piacere anche molti altri momenti e tutte le fasi salienti delle nostre stagioni. Alcune di queste ho avuto la fortuna di viverle da protagonista, altre invece da dietro le quinte, ma in ogni caso tutte sono state bellissime ed emozionanti. Giocando in un club importante come la Lazio ho avuto la possibilità di rapportarmi con calciatori di caratura internazionale. Se penso a tutti quelli che ho incontrato da avversario posso dire che il mio ricordo più bello è legato a Lazio-Milan nella stagione 2010/11. In quella occasione giocai contro Ronaldinho e fu un’emozione indescrivibile”.  

Sei andato via dall’Italia da pochi mesi e già si parla di un tuo possibile ritorno. Il tuo nome è stato infatti accostato a diversi club europei, tra cui la Juventus. Un tuo ritorno in Serie A lo reputi possibile?

“Prevedere il futuro è impossibile, specie nel calcio. Per ora mi vivo al massimo la mia esperienza con il Trabzonspor. Darò il 100% per questa maglia e per questo club che ha creduto in me. Ho ancora tanta strada da fare e tanti obiettivi da raggiungere in Turchia. ‘On verra’ (vedremo, ndr), come si dice in francese!“.

Dalla Lazio sei andato via in sordina e da allora non hai più parlato della tua esperienza a Roma. Vuoi dire qualcosa ai tifosi biancocelesti?

“E’ vero, sono partito in modo affrettato e non ho avuto la possibilità di salutare. Mi sarebbe piaciuto poter ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto nei miei anni in biancoceleste e sono felice di poterlo fare ora. La Lazio mi ha reso il giocatore che sono oggi. Non lo dimenticherò mai”.

La Lazio sta attraversando un momento delicato. Domenica giocherà con il Palermo ed è chiamata a tornare alla vittoria. La stagione dello scorso anno si può ripetere?

“I momenti di difficoltà capitano a ogni squadra, ora è toccato alla Lazio ma sono certo che ne uscirà presto. I biancocelesti sono guidati da un ottimo allenatore che ha grandi competenze. L’organico è forte, il gruppo è compatto e ci sono alcune individualità che possono fare la differenza in qualsiasi club. Domenica con il Palermo non sarà una gara semplice, ma la Lazio ha la possibilità di tornare alla vittoria dopo il derby. Penso che le componenti per fare bene anche quest’anno ci siano tutte. Si può fare addirittura meglio della scorsa stagione!”

Chiudiamo con una curiosità. Alla Lazio hai passato tanti anni e hai lasciato tanti amici. Con chi continui a sentirti dei tuoi ex compagni?

“Come ho detto prima a Roma ho passato anni bellissimi e ho costruito rapporti che vanno oltre la maglia che indossi. Sono rimasto in contatto con molti dei miei ex compagni! Molti di loro come Felipe Anderson, Candreva, Parolo, Braafheid e Morrison ancora sono alla Lazio. Altri invece come Cana, Ciani e Stakosha sono andati via, proprio come me, ma continuiamo a sentirci con frequenza!” 


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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