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LA PARTITA – Quando la Lazio ha domato la Juventus: da Mancini alla Coppa Italia, fino alla magia di Pandev

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E’ calato il buio su Formello. La vittoria in campionato manca da più di un mese: dal 25 ottobre ad oggi la squadra di Pioli ha raccolto solo un punto. Dopo il pareggio casalingo contro il Palermo di un paio di settimane fa, il presidente Lotito aveva relegato in ritiro a Formello i biancocelesti nella speranza che quest’ultimo potesse spronare e preparare i giocatori alla vittoria ma così non è andata. Nuova sconfitta, nuove paure. Ora Pioli e i suoi dovranno vedersela con la ritrovata Juventus, che sotto il segno dell’astro nascente Dybala è tornata a macinare punti in campionato. La corazzata bianconera non è ancora stata sconfitta dalla Lazio durante la gestione Pioli. In passato però, diverse volte le aquile sono riuscite brillantemente a domare le zebre. Per l’appuntamento di stasera Laziopress.it ha stilato una top 3, per ricordare le partite più belle ed entusiasmanti della Lazio contro la Juventus.

MAGIA PANDEV – Il 5 dicembre 2004 allo stadio Delle Alpi di Torino si incontrano la Juventus di Fabio Capello, che ai tempi già lottava per lo scudetto con il Milan, e la Lazio di Mimmo Caso, molto più in basso rispetto ai bianconeri. Nonostante lo scetticismo dei pronostici, la Lazio passa in vantaggio dopo appena 10 minuti di gioco grazie ad un gol favoloso di Goran Pandev: il macedone stoppa un pallone vagante in area di rigore, lo nasconde a tutta la difesa juventina e insacca sull’angolo lontano. La squadra di Capello è in affanno, è vero, ma è enormemente più preparata tecnicamente rispetto ai capitolini. Infatti, prima con un gol al 40′ di Oliveira poi al 75′, con un gol di Ibrahimovic, ribalta il risultato e riesce a mantenere i 4 punti di distanza dal Milan capolista di  Shevchenko. La partita merita però di essere ricordata per la magia di Goran, un capolavoro.

CORRADI E FIORE MATANO LA SIGNORA – E’ la Lazio di Mancini. L’allenatore marchigiano nella stagione precedente aveva assaporato l’idea di raggiungere la finale di Coppa Italia, in quella successiva ci riesce. La finale di ritorno si gioca al Delle Alpi, ex fortino bianconero, i biancocelesti vengono dalla vittoria casalinga nella gara d’andata per 2 a 0, grazie ad una doppietta di Fiore. Nella partita che avrebbe assegnato il trofeo, la squadra di Mancini è sotto per 2 a 0 dopo appena 47 minuti di gioco. Ma la squadra cambia atteggiamento, anche grazie all’apporto di Simone Inzaghi che subentrò dalla panchine per aumentare il quoziente offensivo. Così prima Corradi con un gran colpo di testa da calcio d’angolo accorcia, e poi con una rasoiata a fin di palo dell’eroe della gara d’andata, Stefano Fiore, pareggia. Indimenticabile l’esultanza di quest’ultimo che corse verso lo spicchio dello stadio nel quale sedevano i tanti tifosi biancocelesti togliendosi la maglia, cosciente di aver regalato a tutti quella coppa. Immagini da conservare in una videocassetta.

FLOCCARI SEGNA, MARCHISIO SBAGLIA: E’ 26 MAGGIO – Semplicemente da crepacuore. Sicuramente una delle partite più festeggiate negli ultimi anni dal popolo biancoceleste. La gara d’andata, allo Juventus Stadium, era terminata con un pareggio raggiunto solo negli ultimi minuti con un gol di Mauri. All’Olimpico, il 29 gennaio 2013, la Lazio di Petkovic dimostra maturità e intelligenza tattica, ingredienti fondamentali per contenere il potenziale della Juve di Antonio Conte. Dopo un primo tempo combattuto, a sbloccare il risultato è Alvaro Gonzalez che con un colpo di testa, non esattamente la specialità della casa, viola la porta difesa da Storari. Dopo lo svantaggio la Juve spinge per il pareggio e lo raggiunge in zona Cesarini grazie ad un gol di Vidal che, nei 6 minuti di recupero concessi dall’arbitro Banti, ruba il tempo a Radu e batte Marchetti al 91′. Mancano 5 minuti per evitare i supplementari. Detto, fatto: dal dischetto di centrocampo la squadra biancoceleste si affaccia all’area di rigore, Mauri tira e il pallone, deviato da Bonucci, va fuori. Calcio d’angolo. Lo batte lo stesso brianzolo, Floccari va più in alto di di tutti ed entra in rete. E’ festa laziale. Ma prima di gioire per l’approdo in finale, i capitolini rischiano di subire il pareggio e dunque l’eliminazione ma Marchisio grazia tutti e butta fuori a porta vuota. La Lazio è in finale, il resto è storia. Dopo arrivò il 26 maggio

 


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Claudio Lotito è stato eletto al Senato

edo9923@hotmail.it'

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Secondo quanto riportato dal magazine YouTrend (progetto di informazione incentrato sui trend sociali, economici e politici) il patron della Lazio Claudio Lotito (centrodestra), è stato eletto al Senato, nel collegio uninominale del Molise.

Bisognerà ora capire se e come cambierà il suo ruolo nella Lazio. Nei giorni precedenti si era parlato di “prove da Presidente” del figlio Enrico, ma prima sarà necessario comprendere come evolverà la situazione.

 

 


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