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ESCLUSIVA – Biava: “Lazio, dietro ti manca l’affinità che avevamo noi. Rimpianti? Ne ho solo uno. E sul 26 maggio…”

enrico.delellis@libero.it'

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“Quando Biava e Dias erano in forma, potevamo giocarcela con tutti”. Inutile aggiungere altro a queste parole di Edy Reja. La sua Lazio in difesa, grazie a questo insolito tandem italo-brasiliano, aveva un muro invalicabile. Inutile negarlo: due del genere quest’anno a Pioli sarebbero serviti come il pane. Soprattutto Giuseppe. Senso dell’anticipo e posizione, questo classe ’77 non ha mai tradito. Quattro anni e mezzo nella Capitale, 148 presenze 6 reti e la storica Coppa Italia del 26 maggio: non c’è tifoso che non ricordi il difensore con affetto. Così la redazione di LazioPress.it ha sentito in esclusiva proprio Giuseppe Biava.

Che anno è stato il 2015 per la Lazio?

“Penso che l’annata scorsa sia stata bella, è arrivata ai preliminari di Champions, fino a giugno, quindi, è stata un’annata positiva. Nella seconda metà, è andata meno bene, ci si aspettava qualcosa in più, però è ancora in lotta per un posto importante”.

L’avvio a stento di quest’anno a cosa è dovuto? 

Penso che quello che abbia influito di più sia stata l’eliminazione dalla Champions, dopo tanto lavoro lascia sicuramente il segno. Poi, c’è anche qualche giocatore che l’anno scorso aveva reso molto e quest’anno, invece, non riesce a esprimersi agli stessi livelli dell’anno scorso. Penso, ad esempio, a Felipe Anderson che la scorsa stagione aveva stupito e quando lui ha iniziato a girare anche la Lazio ha cominciato a conseguire una serie di vittorie. Quest’anno probabilmente non ha ancora trovato la condizione giusta.”

La Lazio soffre in difesa, quanto pesa l’assenza di de Vrij?

Penso che l’assenza di de Vrij abbia pesato parecchio perché è un giocatore importante, molto forte nonostante l’età. Il suo infortunio ha spiazzato un po’ tutti.  Inoltre, non si è mai creato un quartetto dietro di grande affinità come, invece, c’era quando giocavo alla Lazio. Io, Dias, Radu e Konko giocavamo sempre noi, quindi si era creato un certo affiatamento. Probabilmente, cambiare sempre centrali non ha giovato alla squadra”.

La Lazio farà probabilmente uno o due acquisti  nel reparto difensivo a gennaio. C’è un giocatore che consiglieresti a Tare?

“Per farlo ambientare da subito si dovrebbe prendere un giocatore italiano o che comunque giochi qui in Italia. Inoltre, è difficile che una squadra si privi di un difensore forte in questo momento. Tuttavia, ce n’è uno che mi piace particolarmente, De Maio del Genoa, ma sicuramente Tare ne capisce più di me, avrà altre idee e troverà il giocatore giusto”

Hai giocato con quasi tutti gli attuali componenti della Lazio. Quest’estate c’è stata la polemica relativa all’attribuzione della fascia di capitano a Biglia. E’ stata una decisione giusta?

 “Nella mia carriera la fascia è stata sempre scelta dai giocatori, non ho mai visto una società o un allenatore che imponesse una fascia. In genere, si fa sempre quello che ha più carisma o che è da più anni nella squadra. Però non credo che abbia influito sull’andamento della Lazio, anche perché la fascia la può portare chiunque al braccio, ma i leader, anche se non hanno la fascia, ci sono comunque nello spogliatoio”.

Nell’arco del tuo periodo a Roma hai vissuto il clima di tensione fra tifosi e società. Quanto può influire nella testa e nelle prestazioni di un giocatore?

“Purtroppo, quando le cose non vanno bene, comincia ad esserci un po’ di malumore, già viene a mancare la fiducia fra i giocatori, se poi cade anche l’appoggio dei tifosi inizia ad essere pesante l’ambiente, però fa parte del calcio, ogni piazza è così. Quando le cose non vanno bene si è sottoposti a questo tipo di tensioni, ma poi ci si rialza. Sono sicuro che la Lazio supererà questa situazione”. 

La vittoria in Coppa Italia nel derby è stata la più importante della tua carriera. C’è una frase, una dichiarazione di qualche dirigente o di un compagno che lei ricorda più volentieri di quel giorno?

“Il dopo partita e i vari festeggiamenti sono stato davvero belli. Prima c’era tanta tensione perché era una partita importantissima, peraltro un derby”.

C’è una partita che Biava vorrebbe rigiocare con la maglia della Lazio?

“Dato che non ho mai giocato in Champions League, vorrei rigiocare la partita contro l’Udinese quando eravamo a pari punti. Rigiocherei  quello scontro diretto a Udine per portare a casa magari un pareggio, così avrei avuto l’occasione di giocare in Champions. Rigiocherei senza’altro quella, ecco”.

 


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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