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ESCLUSIVA – Siviglia: ”Lazio, è il momento di tirar fuori le unghie. Pioli? Che grande allenatore…”

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Giunge a termine il 2015. Un anno particolare per la Lazio, dalla qualificazione ai preliminari di Champions League al 12° posto in classifica, dalla sfavillante stagione conclusasi a Napoli al progressivo decadimento di ogni certezza. Ad analizzare quest’anno, in esclusiva alla redazione di LazioPress.it, è stato Sebastiano Siviglia, ex difensore biancoceleste che ha vissuto sulla propria pelle ogni sfumatura di lazialità:

L’inizio del 2015… a gennaio l’Italia, dunque la Serie A, torna ad aver paura della Lazio che, grazie al gioco introdotto da Stefano Pioli, regala spettacolo e punti alla propria classifica. Secondo te quali sono le caratteristiche innovative vincenti di quella Lazio?

Pioli aveva portato una ventatà di novità, aveva una squadra compatta, unita e forte nelle ripartenze grazie alle discese di Candreva e Felipe Anderson. Quella era una Lazio che dominava in campo, aveva un gran bel gioco. Per questo Pioli ha dimostrato di essere un grande allenatore che, con intelligenza ed equilibrio, è riuscito a plasmare una squadra solida e allo stesso tempo in grado di fare spettacolo: i risultati si sono visti… La stagione poi si è chiusa con un pizzico di fortuna, serviva una vittoria a Napoli ed è arrivata grazie anche all’errore dal dischetto di Higuain ma comunque tutta la squadra, Pioli compreso, aveva cercato di raggiungere il terzo posto. Tutto si era concluso nel migliore dei modi. Nella stagione attuale la Lazio non ha dimostrato di essere all’altezza delle aspettative a partire dalle sconfitte subite contro il Bayern Leverkusen in Champions e contro la Juventus in Supercoppa che hanno sicuramente inciso sull’andamento della squadra.”

Passando dunque dal termine della stagione passata all’avvio deludente di quella nuova, quali sono i fattori che hanno reso possibile questa rapida involuzione sul piano del gioco e dei risultati? 

Le aspettative, dopo la stagione spumeggiante dello scorso anno, erano altissime… Ci si aspettava dalla società una campagna acquisti sostanziosa per poter far fronte sia al campionato che alla Champions League. Purtroppo sono arrivati dei giovani, sì di prospettiva, ma che non hanno contribuito immediatamente al miglioramento della rosa. Tutti ci auspicavamo quantomeno un campionato coerente a quello dello scorso anno ma non è semplice ripetersi. Inoltre le assenze in avvio di campionato sia di Biglia, sia di De Vrij e Djordjevic hanno scombussolato l’equilibrio tattico della squadra come del resto anche la regressione nelle prestazioni di Felipe Anderson.

Quanto incide mentalmente per un giocatore non giocare la Champions?

Era un obiettivo molto importante e non sarebbe stato facile competere su più fronti quando disputi una competizione così impegnativa. La Champions League è un generatore di motivazioni per i calciatori e allo stesso tempo sottrae a quest’ultimi tante energie mentali, bisogna avere una rosa pronta ad affrontarla. Quando c’ero io, la nostra squadra compensava alla tecnica con grandi motivazioni: erano la nostra benzina. Tecnicamente non eravamo al livello della Lazio di oggi ma eravamo tutti concentrati su un obiettivo e abbiamo lavorato per raggiungerlo. Noi ce l’abbiamo fatta e credo che dietro ogni successo ci siano delle forti motivazioni, altrimenti è difficile.”

Visti i risultati ottenuti nel girone di andata il campionato è compromesso?

No, non credo, c’è tempo per recuperare.  Spero che la vittoria a San Siro contro l’Inter possa dare alla squadra l’ottimismo giusto per disputare al meglio il girone di ritorno. La presunta precarietà di Pioli sulla panchina della Lazio non aveva creato i presupposti ideali per concludere al meglio l’anno ma l’allenatore è riuscito brillantemente a tener botta e a reagire senza mai perdere le redini della squadra, tanti altri allenatori al posto suo non ce l’hanno fatta nelle medesime condizioni. Pioli invece ha portato la squadra a reagire, è un grande allenatore che merita grande considerazione.’

E per iniziare al meglio il 2016 in campionato, lei da quali certezze ripartirebbe?

Sicuramente dallo spirito di gruppo, dallo spirito battagliero che la squadra ha dimostrato di avere, pur essendo in difficoltà, contro l’Inter. E’ necessario rialzarsi e tornare a lavorare per raggiungere gli obiettivi stagionali, il vittimismo non serve a niente.  Se non sono arrivati i risultati è stato anche per demerito dei protagonisti che ogni domenica scendono in campo, ora è tempo di tirare fuori le unghie.

Insieme al 2016 si avvicina anche la riapertura del calciomercato… lei in quali reparti interverrebbe in particolare?

Personalmente penso che la priorità sia rinforzare il pacchetto difensivo. Potrebbe servire anche un vice di Biglia.  Nel reparto offensivo sembra che Matri abbia iniziato ad offrire ottime prestazioni condite anche da diverse reti, potrebbe essere lui a prendere per mano la squadra. Tare sicuramente saprà dove intervenire ma credo che sia fondamentale ritrovare, lasciando da parte il mercato, la compattezza che si è vista a San Siro: quest’ultima verrebbe a colmare ogni sofferenza, sia difensiva che offensiva. Quando la squadra si sacrifica, ogni reparto è agevolato dal lavoro dei propri compagni.

Al termine del campionato dove potremmo vedere la Lazio in classifica?

”Spero tra le prime 5. La Lazio ha un grande allenatore e le qualità giuste nell’organico per poter ambire all’Europa, bisogna solo guardarsi negli occhi e tornare a combattere per un obiettivo.’

 


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UCL, i sorteggi: ecco le avversarie delle italiane in Champions

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A Nyon sta andando in scena il sorteggio degli ottavi di Champions League.  Le tre italiane ancora in gioco sono Milan, Inter e Napoli; ecco le loro avversarie:

Milan-Tottenham,

Eintracht Francoforte-Napoli,

Inter-Porto.

Il quadro completo:

Lipsia-Manchester City,

Club Brugge- Benfica,

Liverpool-Real Madrid,

Borussia Dortmund-Chelsea,

Paris Saint Germain- Bayern Monaco. 


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