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Bazzani: “La Lazio adesso può puntare all’Europa League”

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Fabio Bazzani, tecnico della Mezzolara ed ex attaccante biancoceleste, è stato intervista in esclusiva da Radiosei dove ha parlato del buon momento che la squadra di Pioli sta vivendo e del prossimo match di campionato contro il Bologna. Ecco le sue parole:

“Dall’esterno balza agli occhi che, al di là dei risultati, il rapporto tra tifosi  e società sia quasi inesistente. Ormai la squadra si è però abituata, pensa soltanto a giocare. Il progetto è più importante, rispetto a quando c’ero io.  Ho vissuto un passaggio di società e l’ambiente non era molto sereno. Ora ci sono ottime qualità, la squadra si è ripresa dopo un momento di difficoltà, disputando due  ottime partite a Milano e Firenze. Hanno i valori per giocarsi un posto in Europa League. Il gruppo si è ritrovato, ora serve trovare la continuità di risultati. Ad inizio stagione si è fatto molto affidamento sull’accesso in Champions League e ci si è preparati a livello fisico e mentale. La delusione non è così facile da riassorbire e può lasciare strascichi, comportando alti e bassi. Pioli e i giocatori sono stati però bravi a ricompattarsi. I valori tecnici non sono mai stati in discussione, se manca serenità e fiducia possono venir meno”.

LEADER CARISMATICI E PIOLI – “Klose e Biglia non hanno bisogno di presentazioni, ma potrebbe mancare quella spina dorsale su cui fare riferimento nei momenti di difficoltà, anche nello spogliatoio.  È un aspetto difficile da costruire, creare un senso d’appartenenza richiede tempo e militanza. Quando non riesci a mettere in campo le qualità che hai è importante. In quegli anni c’erano tante personalità forti che hanno aiutato in un momento di confusione dovuto al cambio d’allenatore tra Caso e Papadopulo”. Da bolognese Bazzani ha avuto modo di vivere Pioli: “L’ho seguito, qui ha fatto un grandissimo anno superando i cinquanta punti. L’anno dopo si è rotto qualche equilibrio e ci fu l’arrivo di Ballardini che non riuscì a cambiare le sorti del Bologna. Pioli qui ha fatto benissimo ed è ricordato con grande affetto. Con la Lazio ha passato momenti difficili, è stato però bravo nel continuare a lavorare e a credere nelle sue idee. Non è facile in una piazza così con tante pressioni. Serve carisma e personalità per ricompattare la squadra ed uscirne. Lui ci è riuscito, ho rivisto una squadra nel pieno delle sue possibilità”.

SOLUZIONI TATTICHE E BOLOGNA – La partita di Firenze ha fatto riflettere sulla possibilità di proporre un tridente composto da Candreva, Keita e Felipe Anderson: “Soprattutto in trasferta, giocare senza punta centrale, è un’opzione importante. In questo modo non si danno punti di riferimento, contando sulla qualità e la gamba di giocatori simili per ripartire in contropiede. Sarebbe un tridente completo. All’Olimpico il discorso invece è diverso e potrebbe servire una punta più fisica con le squadre avversarie più coperte. Keita resta però un giocatore in grado di attaccare molto bene la profondità, può essere un’arma in più. Per un difensore tra l’altro è preferibile mancare un vero numero nove”. A Bologna ci si aspetta una gara complicata: “La Lazio non è quella vista col Carpi. Mi aspetto una partita difficile, gli emiliani vengono da una sconfitta immeritata, ma sono un’altra squadra rispetto ad alcuni mesi fa. Si compatta bene e può far male negli spazi, come accaduto col Napoli. Il bel gioco offensivo proposto dalla Lazio potrebbe dar vita ad una bellissima partita. I biancocelesti restano favoriti, ma in trasferta il pronostico è difficile”.

 

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Scudetto 1915| La Lazio fu Campione dell’Italia Centrale

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Come riportato da laziostory.it,  l’11 aprile 1915 in un clima prebellico, presero il via le gare del Girone Finale Centrale del Campionato Italiano di Prima Categoria. Anche gli atleti vennero bloccati nelle caserme e sembrava impossibile definire la stagione sportiva in corso, ma nonostante la “Grande Guerra” si decise comunque di iniziare le fasi finali del torneo di calcio. Molti giocatori stranieri rientrarono in patria in quanto richiamati a tutti gli effetti nel conflitto. Andarono comunque in scena gli incontri di football. La penultima giornata vide in programma proprio il derby Lazio-Roman, decisivo per la vittoria del Campionato dell’Italia Centrale, che “I biancocelesti hanno vinto nettamente per superiorità indiscutibile”. La domenica precedente l’entrata dell’Italia in guerra, il 16 maggio 1915, era in programma al campo della “Rondinella” l’ultima gara del Girone Finale Centrale, Lazio-Lucca, ma a causa del forfait della squadra toscana (peraltro ultima in classifica a zero punti) i biancazzurri vinsero il match per 2-0 a tavolino. Così come il Pisa, che si aggiudicò l’ultima sfida in casa contro il Roman a seguito del forfait dei romanisti. Con questi due punti la Lazio venne dichiarata vincitrice del Girone Finale Centrale e fu inconfutabilmente la squadra Campione dell’Italia Centrale. A seguito dell’acquisizione del titolo centro-meridionale, era prevista la “Finalissima Nazionale” volta ad assegnare il titolo di squadra Campione d’Italia 1914/15.

 

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