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Per Lei Combattiamo

Janich: “Lazio, credici: il peggio è alle spalle. Pioli è l’uomo giusto. Ma Tare…”

jacoposimonelli@yahoo.it'

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In vista di Bologna-Lazio, ai microfoni de ‘I Laziali Sono Qua’ è intervenuto il doppio ex Franco Janich.

Su Bologna-Lazio
“Da doppio ex mi aspetto una partita brillante. A Firenze ho visto una Lazio estremamente migliorata rispetto a qualche partita fa, ma anche il Bologna mi sembra estremamente rinforzato e molto più sicuro rispetto all’inizio del campionato. Non mi chiedete pronostici però, perché, dopo i miei trascorsi, la notte non so se andare a dormire col pigiama biancoceleste o con quello rossoblu” (ride, ndr).

Su Stefano Pioli
“Pioli ha dato grande serenità all’ambiente. E’ una persona che, oltre a un gran senso del calcio, ha anche un grande senso di umanità. Io ricordo un Sampdoria-Milan in cui l’allenatore dei blucerchiati, Bernardini, perse la partita perché Delfino non prese in consegna Rivera. Quando Lino Cascioli, il grande giornalista, chiese perché non avesse marcato adeguatamente Rivera, Bernardini rispose: ‘Ah Lino, Rivera lo vedo due volte l’anno, vuoi farmelo godere!’.

Su Tare
“Ha scovato giocatori di grande talento e di questo bisogna dargliene atto. Non condivido però che stia sempre a vedere le partite in tribuna col presidente. Un vero Direttore Sportivo deve girare il mondo, per curare i rapporti con tutti i suoi corrispettivi. Così a Bari scoprimmo Gerson e Joao Paulo. Andai personalmente a vederlo quando erano completamente sconosciuti e sfruttai la mia amicizia con i colleghi brasiliani”.

Sulla retroguardia laziale
“La mancanza di De Vrij è la causa fondamentale dei problemi della difesa laziale. Nel campionato italiano i difensori di qualità scarseggiano, questo perché non si allenano più i difensori come una volta. Si allenano i difensori come se fossero attaccanti”.

Sul futuro della Lazio
“Bisogna crederci sempre, con lo spirito che è proprio dei tifosi laziali. Io penso che il periodo più buio in questa stagione sia già passato, avere ottimismo in questo momento è fondamentale”.

Sui momenti vissuti in biancoceleste
“Ricordo con grande affetto i presidenti Siliato ed Ercoli. Una volta Siliato ci disse: ‘Qui sopra c’è il mio appartamento, ci sono gli armadi, prendete quello che volete’. Io riuscii a prendere solo una cravatta! Erano comunque altri tempi. Nella mia esperienza da dirigente ricordo la semifinale di Coppa Italia”. 


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Gregucci: “La Juventus ha fatto qualcosina in più della Lazio. Maximiano? Non mi sento di…”

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Intervenuto sulle frequenze di Lazio Style Radio, l’ex biancoceleste Angelo Gregucci si è espresso in merito alla sfida di Coppa Italia persa dalla Lazio contro la Juventus per 1-0.

Queste le sue parole:

“Per essere competitivi non dobbiamo staccare la spina. L’impatto sulla gara non è stato pessimo, tecnicamente discreto. La Juventus ha fatto qualcosina di più, la Lazio ha avuto difficoltà negli ultimi venti metri: non ha mai riempito l’area, saltato l’avversario o fatto combinazioni interessanti. Una volta la Juve era una squadra che attaccava, oggi ti aspetta, ieri hanno fatto il minimo sindacale per arrivare alla semifinale. Non me la sento di valutare l’errore di Maximiano, ieri mi dava la sensazione di essere un buon portiere, soprattutto dopo la parata su Kostic. L’errore è un peccato perché ora cambierà tutte le valutazioni, poi è normale che il suo errore è stato determinante. Per me, comunque, ha qualità. Sul cross di Kostic non sbaglia la difesa, venivano da un piazzato, c’erano stati due tempi di gioco e quindi non si poteva fare meglio. La Lazio, tra l’altro, è brava a pulire quelle palle dall’area di rigore. Patric lo poteva aiutare. Milinkovic? Era normale farlo rifiatare, gioca sempre 90′, ne aveva necessità. La Juventus tatticamente non ha creato grandi problemi, come la Lazio a loro. La squadra di Sarri poteva creare qualcosa di più dal punto di vista individuale, anche perché secondo me ha più qualità dei bianconeri. Centrocampo? Cataldi è cresciuto tanto, è affidabile, parlaimo di un giocatore di cuore e qualità. In mezzo al campo abbiamo molte soluzioni. Il Mondiale, chiaramente, ha influenzato su Milinkovic e Vecino, ma questo era il grande interrogativo che ci ponevamo dai mesi precedenti alla competizione”.

  


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