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LA SFIDA – Konko vs Rossettini: riscatto, duttilità e sacrificio per Pioli e Donadoni

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Bologna-Lazio, una sfida fondamentale per entrambe le squadre domani al Dall’Ara. I biancocelesti dopo la grande vittoria di Firenze, cercano quella continuità che le manca da inizio stagione, per poter ambire all’Europa. La squadra di Donadoni invece, vuole riscattarsi dopo le due ultime sconfitte consecutive davanti al proprio pubblico, per allungare la distanza dal Frosinone, lontano sette punti (otto per via dello scontro diretto a favore dei rossoblu). I due allenatori potranno contare su due calciatori che stanno vivendo un ottimo periodo di forma: Konko da una parte, Rossettini dall’altra.

LA RINASCITA – Alla Lazio dal 2011, la storia di Konko nella capitale è stata condizionata dai numerosi guai fisici che hanno colpito in questi anni il francese. Il suo valore non è mai stato in discussione, ma la sua fragilità muscolare ha penalizzato enormemente le sue prestazioni. In estate è stato messo in vendita dalla società, ma alla fine è rimasto a Roma, continuando ad allenarsi bene da vero professionista qual’è. In questo avvio di stagione è stato impiegato solamente in Europa League, con buoni risultati. Poi l’infortunio di Basta, “costringe” Pioli a schierare Konko titolare in campionato. A San Siro contro l’Inter il francese è autore di una grande partita come tutta la Lazio. Contro il Carpi è il migliore in una gara da dimenticare per i biancocelesti, ma a Firenze i capitolini riprendono a volare e il merito è anche dell’ex riserva di lusso, diventata oramai un elemento fondamentale di questa Lazio. Con il ritorno di Basta Pioli avrà l’imbarazzo della scelta. Avercene di questi problemi…

GOL E DUTTILITA’ – Arrivato in estate dal Cagliari dopo la retrocessione del club sardo, Luca Rossettini ha dimostrato nei suoi tre anni a Cagliari di essere tra i migliori difensori per rendimento. L’inizio di campionato negativo del Bologna ha influito sulle sue prestazioni, ma l’ex Cagliari è sempre stato tra i più positivi. Con Donadoni la svolta. La squadra comincia a fare punti giocando un buon calcio, con un’ottima fase difensiva. L’ex tecnico del Parma opta per una diversa coppia centrale, formata da Gastaldello e Oikonomou, con Rossettini terzino destro, per dare più copertura ma anche per la capacità nel giocare la palla, e permettere così alla squadra di partire palla a terra dalla difesa. Una sua grande qualità è il colpo di testa, messa in risalto contro il Napoli, con il gol del momentaneo 2-0, e contro il Genoa con il gol da tre punti. La sua duttilità è un’arma in più per Donadoni, che a Rossettini non rinuncia mai.

 


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Gregucci: “La Juventus ha fatto qualcosina in più della Lazio. Maximiano? Non mi sento di…”

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Intervenuto sulle frequenze di Lazio Style Radio, l’ex biancoceleste Angelo Gregucci si è espresso in merito alla sfida di Coppa Italia persa dalla Lazio contro la Juventus per 1-0.

Queste le sue parole:

“Per essere competitivi non dobbiamo staccare la spina. L’impatto sulla gara non è stato pessimo, tecnicamente discreto. La Juventus ha fatto qualcosina di più, la Lazio ha avuto difficoltà negli ultimi venti metri: non ha mai riempito l’area, saltato l’avversario o fatto combinazioni interessanti. Una volta la Juve era una squadra che attaccava, oggi ti aspetta, ieri hanno fatto il minimo sindacale per arrivare alla semifinale. Non me la sento di valutare l’errore di Maximiano, ieri mi dava la sensazione di essere un buon portiere, soprattutto dopo la parata su Kostic. L’errore è un peccato perché ora cambierà tutte le valutazioni, poi è normale che il suo errore è stato determinante. Per me, comunque, ha qualità. Sul cross di Kostic non sbaglia la difesa, venivano da un piazzato, c’erano stati due tempi di gioco e quindi non si poteva fare meglio. La Lazio, tra l’altro, è brava a pulire quelle palle dall’area di rigore. Patric lo poteva aiutare. Milinkovic? Era normale farlo rifiatare, gioca sempre 90′, ne aveva necessità. La Juventus tatticamente non ha creato grandi problemi, come la Lazio a loro. La squadra di Sarri poteva creare qualcosa di più dal punto di vista individuale, anche perché secondo me ha più qualità dei bianconeri. Centrocampo? Cataldi è cresciuto tanto, è affidabile, parlaimo di un giocatore di cuore e qualità. In mezzo al campo abbiamo molte soluzioni. Il Mondiale, chiaramente, ha influenzato su Milinkovic e Vecino, ma questo era il grande interrogativo che ci ponevamo dai mesi precedenti alla competizione”.

  


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