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La Lazio è una bestia nera: bisogna invertire la rotta

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Le serie, sia quelle positive che quelle negative, sono fatte per essere interrotte. L’Udinese ha mille motivi per centrare un risultato positivo con la Lazio. Interrompere l’emorragia di risultati negativi, mantenere una minima distanza di sicurezza dal terzultimo posto, rasserenare un ambiente che si sente tradito dalla squadra (il comunicato emesso dalla tifoseria organizzata domenica scorsa è inequivocabile in questo senso) e evitare di ritornare in ritiro che, per quanto dorato, non è quello che un professionista del calcio gradisce.

Vincere, o comunque non perdere contro la Lazio pare sia diventato complicato per l’Udinese. Soffermandoci alle ultime tre stagioni i bianconeri hanno conquistato i tre punti solo con Stramaccioni che all’inizio della stagione sbancò l’Olimpico con un gol di Thereau. Nel ritorno la Lazio consumò la sua vendetta passando in un Friuli trasformato in un cantiere grazie al calcio di rigore di Candreva concesso per un fallo di Wague si Klose.

L’anno prima era andata ancora peggio. Due volte in vantaggio con i gol su rigore di Di Natale e con un destro al volo di Badu, i bianconeri allenati da Guidolin non erano riusciti a gestire la situazione nonstante i biancocelesti si fossero ritrovati in inferiorità numerica per l’espulsione di Onazi. Prima una “papera” di Brkic che rinviò di pugno centralmente contro il corpo di Lazzari per il più clamoroso degli autogol, e poi un sinistro di Hernanes gelarono il vecchio Friuli.

In questa stagione all’andata la Lazio si impose grazie a una doppietta di Matri, più tirata, in bilico e con qualche tensione nel finale, la sfida secca di Coppa Italia giocata lo scorso 17 dicembre. L’Udinese passò in vantaggio con Kone, poi Matri e Cataldi, quest’ultimo in evidente posizione di fuorigioco, ribaltarono il risultato con i friulani in dieci per l’infortunio di Aguirre (Colantuono aveva terminato i cambi). Il tecnico dell’Udinese a fine gara sottolineò il comportamento poco sportivo dei laziali che non restituirono palla dopo che Adnan l’aveva messa fuori. Servono anche questi piccoli ricordi per preparare una sfida delicata come quella di domenica.

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Europa League

PAGELLE – Gila e Romagnoli funzionano, il resto della squadra no. Zaccagni unico lampo dalla panchina

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Provedel 7 – Approccio di strakoshiana memoria con una uscita da brividi e un regalo coi piedi agli austriaci, due errori che non macchiano una prestazione ancora una volta di alto livello.

Hysaj 6 – Concentrato fin dalle battute iniziali quando salva di testa a pochi metri dalla porta sguarnita. Si disimpegna con ordine sia a destra che a sinistra, qualche paura la fa vivere ma nel complesso gara sufficiente.

Gila 7 – Si fa perdonare dopo l’ultima apparizione europea con una prestazione convincente, attento in marcatura e reattivo quando deve scappare. Un segnale di crescita per il giovane spagnolo.

Romagnoli 7 – Tiene dritta una baracca che soffre l’agonismo dello Sturm Graz, l’ex Milan non va mai in sofferenza chiudendo ogni varco guidando il compagno di reparto.

Marusic 6 – Gli austriaci corrono tanto e cercano fortune specialmente sul versante opposto, il montenegrino è attento nelle diagonali difensivi non lasciandosi mai sorprendere dai cross che arrivano. Rimane negli spogliatoi per tirare un pò il fiato.

Dal 46′ Lazzari 5,5 – Tante belle iniziative palla al piede vanificate da scelte fortemente discutibili con passaggi calibrati male o palloni regalati agli avversari. Doveva spaccare la partita, invece si infrange tutte le volte.

Milinkovic 5 – Col tacco e la punta non si vince mica diceva un tecnico toscano qualche tempo fa, il serbo oggi è nella modalità “specchio” che il più delle volte produce poco o niente e difatti in un’ora combina davvero poco.

Dal 61′ Vecino 5,5 – Poteva fare comodo la sua capacità di inserirsi in area avversaria ma arrivano pochi cross e lui arrivava in ritardo.

Cataldi 6 – Partita in costante altalena tra tentativi di verticalizzazione e nervosismo. Soffre i ritmi avversari specialmente in fase di impostazione.

Luis Alberto 6 – Per un’ora la Lazio gioca a fare l’elastico con lo Sturm Graz e lo spagnolo fatica ad entrare in partita, nella parte finale tutti i palloni passano per i suoi piedi ma non arriva mai il guizzo vincente.

Felipe Anderson 5 – La squadra fatica a prendere il comando della partita e il brasiliano partecipa al caos  generale. Ha tante occasioni per creare la superiorità ma si infrange sistematicamente su Dante che lo rende totalmente innocuo.

Dal 46′ Zaccagni 6,5 – L’unico pensiero alla porta dello Sturm Graz arriva dopo il suo ingresso con una azione personale che trova però la respinta del portiere. Ci mette impegno ma trova poca partecipazione dei compagni.

Immobile 5,5 – Tanta buona volontà, un gol annullato e un eccesso di generosità nel primo tempo quando preferisce l’assist da posizione molto favorevole.

Pedro 5 – Parte a sinistra e conclude a destra con risultati modesti, peccato perchè era partito molto bene con un paio di accelerazioni che avevano messo in crisi la retroguardia avversaria.

Dal 72′ Cancellieri 5,5 – Un colpo di testa troppo debole da buona posizione e troppa attesa nello scarico del pallone che rallentava ogni volta l’azione.

All. Sarri 5,5 – Un punto che serve a poco, la Lazio non impone mai il suo gioco accettando i ritmi che voleva lo Sturm Graz. Le scelte iniziali erano volte a chiudere in fretta la pratica che invece dura novanta minuti senza nemmeno aver guadagnato il massimo.

 


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