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FORMELLO – La Lazio punta sulle fasce: Felipe e Candreva contro il Napoli. Hoedt preferito a Gentiletti

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Vigilia della sfida contro la capolista Napoli. Pioli fa i conti con le tante assenze che stanno condizionando le sue scelte di formazione ma è altrettanto vero che la squadra stenta a trovare un gioco. Un’alternativa di buone prestazioni, Inter e Fiorentina, a gare anonime  come Carpi e Udinese. Per raggiungere il quinto posto serve una continuità di rendimento che la Lazio al momento non sembra possedere nonostante la striscia di risultati utili. Se l’anno scorso la forza era il gioco, quest’anno si vede in campo una squadra che non riesce a creare una propria identità senza parlare del carattere che latita. Senza questi due requisiti la sfida di domani contro i partenopei sembra essere un’impresa impossibile. Le assenze non aiutano nemmeno. Pioli recupera Marchetti dall’infortunio e tornerà a difendere i pali biancocelesti facendo accomodare un positivo Berisha in panchina. In difesa scelte obbligate con Basta e Konko sulle corsie laterali, Mauricio farà coppia al centro con Hoedt preferito a Gentiletti. L’argentino non convince a livello fisico nonostante la sua esperienza poteva tornare utile contro Higuain. L’emergenza prosegue anche in mezzo al campo viste le squalifiche di Cataldi e Milinkovic. Davanti la difesa si posizionerà Onazi che proverà ad alzare il muro per evitare i rifornimenti al centravanti napoletano. Ai suoi lati giocheranno Parolo e Lulic con compiti di inserimento offensivi visto che il gioco biancoceleste passerà soprattutto sulle fasce. Infatti il tecnico ha deciso di rilanciare Felipe Anderson dal primo minuto che insieme a Candreva dovranno essere le spinte nei fianchi della difesa di Sarri. Il brasiliano torna così dal primo minuto dopo Lazio-Carpi di un mese fa. Per Keita però non si tratta di una bocciatura ma soltanto un modo per avere una riserva anche in attacco vista la disponibilità del solo Klose. Proverà il recupero per la panchina Filip Djordjevic che si è allenato con i compagni ma avverte ancora dolore alla caviglia. Si è allenato con i compagni anche Kishna ma difficilmente riuscirà a tornare disponibile per domani.

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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