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ESCLUSIVA – Mondonico: “Alla Lazio pesa l’assenza in attacco di Mauri. Che ricordo di Gascoigne”. Ai giovani dico questo…

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Mancano poche ore alla sfida tra Lazio-Verona di campionato. Gli uomini di mister Stefano Pioli affronteranno il match sapendo che non possono permettersi più passi falsi visto che la zona Europa League dista 12 punti. Il Verona dal canto suo sarà costretto a giocarsi la partita a viso aperto per non perdere terreno su Genoa e Sampdoria rispettivamente, quartultima e quintultima. In esclusiva la redazione di LazioPress.it ha contattato mister Emiliano Mondonico per parlare della partita, ma anche della stagione deludente dei biancocelesti.

Domani si affronteranno due squadre arrabbiate in cerca dei 3 punti. Che partita ti aspetti?

“Per la Lazio potrebbe essere la partita della svolta. I biancocelesti sono costretti ad inseguire le pretendenti alla lotta per l’Europa che stanno scappando. Adesso bisogna far punti e far tornare la gente allo stadio e solo le vittorie possono far sì che questo accada. Poi sarebbe ora che questo muro contro muro tra la Lotito e la tifoseria finisca una volta per tutte. Lo dico per il bene della Lazio e dei suoi tifosi. Poi le colpe sono anche della squadra che non sta giocando bene e alcuni atteggiamenti da parte di certi giocatori non aiutano a ricompattare l’ambiente”.

Secondo te cosa non ha funzionato in questa stagione?

“La Lazio è strana, non è la prima volta che ci abitua a grandissimi campionati e poi la stagione successiva fallisce. Anche sotto la guida di Petkovic successe la stessa cosa, primo anno molto buono con il 4-1-4-1, che ha messo molte squadre in difficoltà. Anche adesso è successo la stessa cosa con Pioli.  Primo anno magnifico con Felipe Anderson, che vinceva le partite da solo, Keita e Candreva erano imprendibili. In questa stagione sto vedendo tutto il contrario, Felipe Anderson non sembra neanche il fratello di quello ammirato in precedenza, il resto della squadra non gira più come prima. Tutto ciò mi fa pensare che c’è qualcosa che non va all’interno del gruppo, vedo che manca anche molto entusiasmo. Pioli è bravo e la Lazio deve continuare con lui è giovane e farà grandi cose”.

Sia la prima Lazio di Pektovic, che quella di Pioli hanno potuto contare su Mauri. Quanto pesa non aver un giocatore delle sue caratteristiche in campo?

“Mauri è un giocatore fantastico, non solo per le sue doti tecniche, ma anche per quelle caratteriali è un leader vero, adesso probabilmente manca proprio questo nella squadra. Sabato non si è mosso male, però ancora non è in condizione fisica ottimale. Mauri per me è l’uomo giuda dei biancocelesti, non credo che un giocatore come Candreva possa prendere i gradi di leader nella rosa. Lui è il giocatore più bravo in campo ma non è un trascinatore”.

Quanto è difficile per Pioli adesso motivare il gruppo?

“Il tifo è l’unico modo per far sì che questo non accada, sono loro che in questi momenti ti ricordano di non cedere niente anche se la classifica è brutta e la zona Europa difficilmente irraggiungibile. Sono loro che ti ricordano alla stadio e al campo di allenamento cosa rappresenti la maglia per tutti. E’ chiaro se il tifo non è presente il rischio che qualche giocatore possa mollare prima c’è. Poi la Lazio è ancora in corsa in Europa League che a mio avviso potrebbe essere una competizione alla portata del valore della rosa visto anche chi vi partecipa”.

Spesso molti giocatori giovani pensano più ai social che al campo. Che messaggio ti senti di dare visto la tua grande esperienza nel mondo del pallone?

“Quando mi capita di andare nelle scuola a parlare come rappresentante del CSI o come allenatore nelle scuole calcio, dico sempre che vivere la propria giovinezza con comportamenti non adatti è sbagliato. I giovani non capiscono la realtà vera qual è. Si nascondono dietro questo mondo virtuale che non è la vita vera. Nella vita nessuno ti regala niente, bisogna alzarsi al mattino ed essere pronti a combattere contro tutti e tutto, devi saper vincere tutta la giornata. Perché se ti accontenti di partecipare non andrai da nessuna parte. Molti giovani giocatori di talento hanno sprecato il proprio potenziale per questo motivo perché quando hanno dovuto affrontare i problemi della vita vera, sono stati sconfitti. Il mio consiglio è che bisgona diventare uomini alla svelta. In questa epoca dove noi viviamo non ci possono essere più i Peter Pan, ma solo uomini veri”.

C’è un aneddoto di Mondonico allenatore legato alla Lazio?

“Mi ricordo un quarto di finale di Coppa Italia, quando allenavo il Torino. Di fronte avevamo Gascoigne e lo marcava un ragazzo di nome Sottil che feci debuttare proprio in quella partita. L’Inglese per i primi 45’ minuti sbeffeggiò il ragazzino. Mi ricordo che nello spogliatoio mi disse: “Mister io non lo posso marcare, mi prende in giro mi va le smorfie. Non posso reggere ancora 45’ minuti”. Quando entrammo per la ripresa mi avvicinai subito a Gascoigne riprendendolo un po’ e gli spiegai che chi lo stava marcando aveva soltanto 17 anni. Si scusò immediatamente sia con me che con lui. Per il resto della partita si comportò alla grande come solo un grande campione come lui dal cuore d’oro poteva fare”.

 


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ESCLUSIVA| Tiziano Crudeli: “La Lazio può mettere in difficoltà il Milan con il centrocampo, la vedo da Champions”

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Questa sera andrà in scena una gara molto importante ai fini di un piazzamento in Champions, considerando anche il momento delicato delle due squadre: si tratta di Lazio-Milan, in programma alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Un periodo non facile per le due squadre che giungono alla gara anche con alcune assenze. Per commentare questa sfida è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it il noto giornalista e tifoso rossonero Tiziano Crudeli.

Che partita si aspetta da Lazio-Milan?

Oltre all’assenza di Immobile, importante per la Lazio, i biancocelesti hanno un tipo di gioco che può mettere in forte difficoltà i rossoneri. Centrocampisti dotati di grande visione di gioco e velocità di esecuzione molto tecnica. Quindi il Milan degli ultimi tempi ha denunciato delle carenze in fase di contenimento e di contrasto. Con l’Inter il Milan ha perso nettamente perché loro hanno avuto il predominio del gioco e del centrocampo e sotto questo punto di vista mi mette paura la partita con la Lazio perché ha giocatori molto forti a centrocampo.

Con la Lazio il Milan darà la scossa, considerate le ultime giornate? 

Deve, è obbligatorio. Poi se ce la farà o meno penso che sia tutto da vedere. Il Milan deve riscattare l’opaca prestazione contro l’inter, perché è stata completamente dominata.

Notizia delle ultime ore è l’assenza di Theo Hernandez domani: quanto complica la situazione in casa Milan? 

Complica ulteriormente, perché anche se contro l’Inter non ha giocato bene è molto importante per il Milan. Le sue percussioni in avanti insieme a Leao sono un pezzo forte della manovra offensiva rossonera e deve gestire anche proprio gli infortuni che hanno penalizzato sicuramente la squadra. Poi alcuni hanno recuperato, sia chiaro, ma questo vuol dire comunque non avere la condizione ottimale che ti dà continuità di rendimento. 

Il Milan può puntare ancora allo scudetto? 

Dal mio punto di vista lo scudetto, alla luce del rendimento delle rivali del Napoli, lo vedo proprio ai partenopei. Hanno una solidità e una capacità realizzativa notevole oltre che un gioco molto efficace. Da milanista è ovvio che ci spero, ma al momento i rossoneri non hanno le carte per poter competere per lo scudetto anche se seconda in classifica. 

La Lazio è da Champions, secondo lei?

La Lazio la vedo da Champions per i motivi che ho detto prima. Hanno un centrocampo efficace e anche il lato difensivo sta avendo un rendimento più che buono. Il problema era soprattutto la difesa, ora comincia a essere efficace. Se non vado errato ha subito solo 16 gol, poi il centrocampo e l’attacco sono i pezzi forti. 

Ritoccherebbe qualcosa al Milan con il mercato? 

Sinceramente il Milan dovrebbe essere potenziato, ma per ragioni economiche il Milan non può permettersi il lusso di fare investimenti onerosi. Si parla di Zaniolo, ma potrebbe essere un obiettivo a medio termine, non nell’immediato perché il Milan dovrebbe ora valorizzare altri acquisti pagati a peso d’oro, come De Ketelaere, che non hanno avuto un rendimento pari alle attese. 

  


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