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Gregucci: “Mi aspettavo di più da Anderson. La Lazio devo puntare tutto su l’Europa League”

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 L’ex difensore biancoceleste Angelo Gregucci è intervenuto in esclusiva i microfoni di Radiosei per parlare del momento che la Lazio sta vivendo. Ecco le sue parole: “C’è da sottolineare che abbiamo fatto delle buone partite contro squadre di Serie A. Abbiamo fatto bene sotto il profilo tecnico/tattico. Siamo andati anche oltre ai nostri limiti, anche grazie a un pizzico di buona sorte. E abbiamo permesso a una città di provincia di andare in tanti campi importanti. Ma soprattutto abbiamo fatto in modo di portare allo stadio il nonno, il papà e il figlio. Ancora non so quali saranno i risultati di questa cavalcata. Abbiamo giocato 13/14 partite in più, siamo alla canna del gas. Devo stare molto attento: ho visto diversi calciatori in passato giocare tre volte alla settimana per cinque mesi senza battere ciglio (Manchester City, ndr.). Noi invece siamo nel calcio di quelli che sono stanchi, mentre il calcio sta cambiando. Devo far capire ai miei ragazzi che più si gioca e meglio è. Adesso l’obiettivo diventa centrare i playoff, allora sì che sarà stata una grande stagione. L’Europa League è la nostra proiezione interessante. Il campionato non ci ha offerto grandi spunti, perché la squadra ha fatto un passo indietro. I giovani non si sono ripetuti, non c’è grandissima qualità nel nostro pallone. Mi aspettavo di più da Felipe e da altri. Siamo stati orfani di de Vrij che ci ha fatto capire quanto è importante. E non abbiamo cavalcato l’onda che era iniziata dopo la trasferta di Napoli. Cosa è mancato? Dovevamo portare un giocatore di grido durante il mercato estivo, non dovevamo perdere contro la peggior Juve degli ultimi anni e il preliminare che potevamo giocarcelo meglio. Da lì si è subito azzerata quell’onda. Ci siamo appiattiti, le prestazioni non sono stati all’altezza. Abbiamo rincorso utopie, anche il sorteggio con lo Sparta Praga è stato benevolo. Valuto il ranking e devo dire che di solito è veritiero. L’appetito vien mangiando, passiamo e poi ne parliamo. Magari quando si rimane in otto si ritrova l’entusiasmo giusto, si arriva in semifinale, torna la gente allo stadio. Ci sta che possiamo andare avanti e sarebbe l’unica consolazione oggettiva. Vedo tante situazioni che si stanno rimodellando: dal Milan alla Fiorentina, per non parlare di Napoli e Roma. La porta per le coppe è l’Europa League. Ripudio l’idea – continua Gregucci – vorrei tanto credere di no. Però oggettivamente questo passo indietro ci ha ricollocato dove siamo. I nostri numeri ballano tra il sesto e l’ottavo posto in classifica. Siamo nella media a livello economico, di spettatori ecc. Io mi sono sempre ribellato alla mediocrità. Ho sempre sperato che il settore giovanile della Lazio facesse di più, e invece facciamo più o meno come gli altri. Non è più il pallone dei grandi fuoriclasse, la regola ormai è solo una: chi ha più soldi vince. Dateci un giocatore che veramente rappresenti la Lazio, che abbia un senso di appartenenza vero. Che combatta per la maglia. E non sono i procuratori il problema, ma bisognerebbe avere un sistema calcio in cui il giovane si fida del club che lo cresce. Noi stiamo facendo dei disastri a livelli di giovani. Non coltiviamo più i giovani, compriamo e basta. Dal settore giovanile della Lazio venivano fuori dei personaggi affamati di talento (Di Biagio e Di Canio, ad esempio), non c’è più quella generazione. Non c’è da bocciare nessuno dei ragazzi di Pioli. Il giovane di oggi fa un passo in avanti e due indietro. Oggi essere ventenne è veramente difficile, sono sotto un bombardamento mediatico continuo. Il mio futuro? Non so sotto quale mansione, ma tornerò. Finirò la mia strada dando al calcio quello che il calcio ha dato a me. Magari allenando il settore giovanile della Lazio. Voglio prendere un ragazzino da Ponte Milvio, crescerlo e vederlo giocare dopo qualche anno all’Olimpico. Questo è il sogno che voglio realizzare per terminare la mia carriera.”

 


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Lazio, Cataldi torna sulla vittoria con il Milan: “Grande serata, insieme possiamo fare grandi cose” | FOTO

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Quella vista ieri sera è stata una delle migliori Lazio della stagione, se non proprio la migliore. Di Milinkovic-Savic, Zaccagni, Luis Alberto e Felipe Anderson le firme sul 4-0 finale contro il Milan. Danilo Cataldi, attraverso un post sul proprio profilo ufficiale Instagram, è tornato sul successo biancoceleste contro i rossoneri, continuando ad esultare, ma tenendo alta la guardia. Le immagine pubblicate, sono accompagnate dal messaggio: “Una grande serata davanti alla nostra gente. Continuiamo con questa voglia, tutti uniti. Insieme possiamo fare grandi cose”.

 

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