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Lazio-Roma, venerdì partirà la vendita dei tagliandi: i dettagli

jacoposimonelli@yahoo.it'

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La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 16:00 di venerdi 18 marzo, saranno messi in vendita i tagliandi per la partita di campionato LAZIO – Roma in programma domenica 3 aprile alle ore 15:00.

TUTTI COLORO CHE SONO IN POSSESSO DELLA FIDELITY CARD MILLENOVECENTO E NON SONO ABBONATI, POTRANNO RICHIEDERE AL MOMENTO DELL’ACQUISTO CHE, IL TITOLO D’INGRESSO VENGA CARICATO ELETTRONICAMENTE SULLA STESSA.

I tagliandi si potranno acquistare presso:

 – I nostri punti vendita Lazio Style 1900 vedi elenco

– Le rivendite Listicket-Ticketone

– Tramite il Call Center al numero a pagamento 892.101 , il sito internet LISTICKET.COM con la sola modalità di acquisto HOME TICKETING e SOLO PER I SETTORI DELLA TRIBUNA MONTE MARIO E D’ONORE CENTRALE (è necessario disporre di una stampante laser). Molto comoda è l’opzione della scelta del posto nel settore selezionato.

QUESTE LE DATE E LE MODALITA’ DI VENDITA:

1) VENDITA DEI SETTORI CURVA NORD, DISTINTI NORD-EST E NORD OVEST, TRIBUNA MONTE MARIO E TRIBUNA D’ONORE CENTRALE: – dalle ore 16:00 di venerdi 18 marzo fino alle ore 15:00 di domenica 3 aprile, si potranno acquistare i tagliandi per i settori CURVA NORD – DISTINTI NORD-EST E NORD-OVEST – TRIBUNA MONTE MARIO E TRIBUNA D’ONORE CENTRALE, presso i negozi Lazio Style 1900 e le ricevitorie della LISTICKET e per la TRIBUNA MONTE MARIO E TRIBUNA D’ONORE CENTRALE anche on-line e call center.

2) VENDITA DEI SETTORI TRIBUNA TEVERE – TEVERE TOP – TEVERE DISABILI riservata SOLO ed ESCLUSIVAMENTE ai tifosi della LAZIO (con l’introduzione dell’iniziativa del programma “PORTA UN AMICO”) – dalle ore di16:00 di venerdi 18 marzo fino alle ore 15:00 di domenica 3 aprile , si potranno acquistare i tagliandi SOLO presso i negozi Lazio Style 1900 esclusivamente presentando la Fidelity Card Millenovecento. PROGRAMMA PORTA UN AMICO: IL POSSESSORE DELLA TESSERA DEL TIFOSO MILLENOVECENTO, POTRA’ ACQUISTARE UN TAGLIANDO DI TRIBUNA TEVERE O TEVERE TOP PER UN SUO AMICO LAZIALE, PRESENTANDO LA SUA FIDELITY CARD E UN DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO O COPIA, DEL SUO AMICO.

3) CAMBI POSTO PER GLI ABBONATI DEI DISTINTI SUD-EST: – dalle ore 16:00 di lunedi 21 marzo fino alle ore 18:30 di sabato 2 aprile, gli abbonati dei DISTINTI SUD-EST, potranno ritirare il tagliando d’ingresso per il settore di TRIBUNA TEVERE SOLO presso il negozio Lazio Style 1900 di Via G. Calderini 66/C, presentando l’abbonamento digitale Fidelity Card Millenovecento (con il segna posto) o il Voucher Elettronico e un documento di riconoscimento. 


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Il Messaggero | Sarri, la Lazio non cambia mai

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L’eterno ritorno dell’identico, un sali e scendi continuo, dentro e fuori dal campo. Non cambia mai, la Lazio, né l’ambiente intorno. E si finisce sempre a predicare equilibrio su un dondolo. Dal premio oscar col Milan al film horror. Forse al prossimo show torneranno tutti sul carro di Maurizio, ma intanto Sarri torna sotto processo, anche se la Lazio ha sette punti in più dell’anno scorso ed è comunque quarta a un punto dalla Roma al terzo posto, tutt’altro che scontato (per rosa e fatturato), in attesa dello scontro diretto con l’Atalanta di sabato. Sarà un bivio. Ma dopo l’ennesimo pareggio a Verona e il calo vistoso delle ultime sette gare (9 punti, 9 gol subiti e appena 11 fatti), meritano comunque un’analisi lucida e approfondita le accuse mosse al tecnico. Partiamo dai soli due cambi sfruttati al Bentegodi, ovvero Vecino e Felipe Anderson: «Non volevo andare oltre perché la squadra nel finale era cresciuta molto». Quella voglia nel recupero di trovare il successo spinge ancora Sarri a fare i complimenti allo spogliatoio, persino il giorno dopo a Formello. Ma è solo un modo per tenere unito questo gruppo perché adesso tornano pure i mugugni interni, soprattutto di chi gioca meno: per esempio, soprattutto Lazzari è arrabbiato, come lo sono i tifosi per il suo mancato ingresso, dimenticando forse la sua prestazione opaca a Torino. È un dato di fatto però che Sarri si affida sempre allo stesso zoccolo duro, ha impiegato 21 giocatori quest’anno, 5 dei quali con un minutaggio ristretto (Maximiano, Radu, Marcos Antonio, Cancellieri e Romero): nessuna big in Serie A ne ha invece utilizzati meno, nei primi 5 campionati Europei solo Guardiola ha lo stesso metodo. Ma dalla panchina biancoceleste chi dovrebbe dare il cambio di passo? La società non ha preso un attaccante – neanche Bonazzoli – a gennaio per non «turbare l’equilibrio». Questa Lazio sa stravincere, ma mai vincere giocando sporco, specie con un Immobile così sotto tono. Solo il vero Ciro può trasformare in oro ogni chance in quei maledetti match che si mettono di traverso e non sta più succedendo. Felipe e Zaccagni sono spremuti, ora lo pagano e non sono nati cecchini di ruolo. Non a caso, nel 2023 la Lazio non conclude più, ha una media di tre tiri a gara (grazie ai 6 in Coppa col Bologna) nello specchio.

DIFETTO SENZA RIMEDIO – Vanno rivisti gli schemi da calcio piazzato e gli angoli di Luis Alberto. Sul patibolo torna però sempre l’integralismo di Sarri ovvero quell’incapacità di cambiare in corsa il 4-3-3 con un altro modulo. Anche questo un vecchio ritornello, che oltretutto si scontra con le caratteristiche dell’organico, in cui Sarri avrebbe voluto molta più corsa e strappi a centrocampo. Il problema piuttosto rimane un antico difetto nel cervello, i blackout che si verificano da un decennio e stavolta valgono il sesto gol incassato nel primo quarto d’ora del secondo tempo, i 17 punti persi da una situazione di vantaggio, 9 solo nel nuovo anno. La difesa a zona (vedi l’errore di Casale) va in tilt se tutti non sono concentrati al massimo. Forse l’unica vera colpa che si può imputare a Maurizio è di non essere riuscito neanche lui a trovare un rimedio. I tifosi lo perdonavano a Inzaghi, non a un allenatore con 4 milioni d’ingaggio, ovvero il top mai pagato da Lotito. Persino il patron adesso gli rimprovera questo e di aver messo insieme 18 punti in nove gare contro le big e appena 21 in dodici contro le squadre della seconda parte della classifica in basso. Le motivazioni e il carattere rimangono sempre il neo di una Lazio già fuori dall’Europa League e dalla Coppa Italia, ma ancora in corsa per la Conference e la conquista della Champions. Forse senza la Juve e con un Milan sul precipizio, non serve più un “miracolo”, ma il cammino rimane tortuoso. Il gap in panchina non è stato colmato nonostante i tanti milioni spesi in estate, un boomerang per il tecnico. Guai però a far diventare Sarri il “capro espiatorio”, a pressarlo sul futuro con un rinnovo triennale di Tare già in bozza nei meandri di Formello. È stato avviato un progetto di cambiamento, ci sono sempre incidenti di percorso, ma è folle interromperlo e tornare al passato. Altrimenti non si farà davvero mai il salto in alto. Il Messaggero/Alberto Abbate

 


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