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ESCLUSIVA – Piccioni racconta la sua Primavera: “Eravamo molto forti. Nesta e Di Vaio? Campioni, ma c’era anche un altro…”

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“C’era una volta…”. E’ l’inizio di ogni favola che si rispetti. Una favola con protagonista una Primavera quasi invincibile e imbottita di grandi campioni, ovvero quella banda che vedeva al timone Mimmo Caso e che sfiorò il tricolore nel 1993 in finale contro l’Atalanta, ma che si rifece due anni dopo, alzando il trofeo in finale contro il Perugia. Lì davanti, o sull’esterno, un giovane Marco Di Vaio, terzino destro Alessandro Nesta. Terzino? Sì, il più grande difensore centrale della storia della Lazio, e non solo, agli albori della sua carriera macinava chilometri sulla fascia. Al centro del reparto arretrato, infatti, comandava la coppia formata da Giovanni Orfei e Marco Piccioni. Proprio quest’ultimo si è concesso in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it, raccontando così quegli anni d’oro della banda Caso: “In quegli anni di momenti brutti ce ne sono stati davvero pochi, visto che eravamo talmente forti che vincevamo quasi sempre. Siamo partiti giovani quattro anni prima con mister Caso, dove eravamo in sei del ’76, poi piano piano siamo arrivati all’anno in cui abbiamo vinto lo scudetto. Già il primo anno, però, abbiamo avuto delle soddisfazione perché avevamo raggiunto la finale del campionato contro l’Atalanta, perdendo poi”.

Un tecnico, Mimmo Caso, che ha lasciato molto nei cuori dei giocatori, insegnando loro prima i valori umani, poi a sapersi comportare con la palla fra i piedi: “Con lui siamo migliorati molto sotto ogni aspetto. Era un ottimo allenatore e persona. Ci ha fatto arrivare a vincere lo Scudetto, grazie anche all’aiuto di campioni del calibro di Nesta e Di Vaio”. Proprio su quest’ultimi due Piccioni si è espresso così: “Non avevo dubbi che sarebbero arrivati in alto. Si vedeva da subito, io ci giocavo insieme da quando avevo 12 anni. In quella squadra, però, c’erano anche altri giocatori molto forti: uno su tutti Alessandro Iannuzzi. Lui in carriera ha raccolto sicuramente meno di quanto ci aspettavamo tutti”. Un unico rimpianto, però, l’ex difensore della Primavera laziale ce l’ha ancora: “Sono soddisfatto della carriera che ho fatto. Era difficile giocare a quei livelli perché avrei dovuto avere delle caratteristiche fisiche diverse. Mi sarebbe piaciuto esordire con la maglia della Lazio, la mia squadra del cuore. Purtroppo non ci sono riuscito”. Una carriera, quella di Piccioni, che lo ha visto protagonista della cavalcata impetuosa e repentina del Sassuolo, dalla C2 sino alla Serie A. Dal 2004 al 2012 colleziona 202 presenze condite da ben 12 reti. Un Sassuolo che, anche senza di lui, continua a stupire e sognare, chissà, l’Europa: “Penso che la dimensione di questa stagione sia il settimo posto, ma con un patron come Squinzi ci si può aspettare di tutto. Non dico che il Sassuolo potrà vincere lo Scudetto, ma fra qualche anno sicuramente proverà ad arrivare in Europa League o Champions. Ha possibilità economiche e di ambizione importanti”.

Se al Sassuolo il campionato ride, di certo lo stesso discorso non è applicabile al medesimo modo per la Lazio, protagonista di un campionato incolore e, ultima in ordine cronologico, è arrivata la cocente eliminazione in Europa League per mano dello Sparta a rendere questa stagione ancora più da cancellare dagli annali della storia: “La Lazio ha subito troppi infortuni in difesa e credo sia stato questo il punto debole dei biancocelesti. Mister Pioli ha fatto comunque un buon lavoro, in quanto non era facile giocare su più fronti con pochi giocatori a disposizione”. Poi uno sguardo al presente e al futuro da tecnico(?): “Sto studiando da allenatore. Vorrei iscrivermi al corso Uefa quest’estate. Lo scorso anno ho fatto il vice allenatore al Pisa, mentre quest’anno ho ricoperto il ruolo di collaboratore al Lanciano”. Alla Virtus Lanciano ha potuto ammirare da vicino un altro prodotto del vivaio laziale: Luca Crecco. “Un ragazzo con ottime potenzialità. Deve migliorare, ma ha tutto per far bene. Gli manca la giusta serenità affinché gli riescano al meglio alcune giocate”, conclude così Piccioni.



 


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ESCLUSIVA| Tiziano Crudeli: “La Lazio può mettere in difficoltà il Milan con il centrocampo, la vedo da Champions”

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Questa sera andrà in scena una gara molto importante ai fini di un piazzamento in Champions, considerando anche il momento delicato delle due squadre: si tratta di Lazio-Milan, in programma alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Un periodo non facile per le due squadre che giungono alla gara anche con alcune assenze. Per commentare questa sfida è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it il noto giornalista e tifoso rossonero Tiziano Crudeli.

Che partita si aspetta da Lazio-Milan?

Oltre all’assenza di Immobile, importante per la Lazio, i biancocelesti hanno un tipo di gioco che può mettere in forte difficoltà i rossoneri. Centrocampisti dotati di grande visione di gioco e velocità di esecuzione molto tecnica. Quindi il Milan degli ultimi tempi ha denunciato delle carenze in fase di contenimento e di contrasto. Con l’Inter il Milan ha perso nettamente perché loro hanno avuto il predominio del gioco e del centrocampo e sotto questo punto di vista mi mette paura la partita con la Lazio perché ha giocatori molto forti a centrocampo.

Con la Lazio il Milan darà la scossa, considerate le ultime giornate? 

Deve, è obbligatorio. Poi se ce la farà o meno penso che sia tutto da vedere. Il Milan deve riscattare l’opaca prestazione contro l’inter, perché è stata completamente dominata.

Notizia delle ultime ore è l’assenza di Theo Hernandez domani: quanto complica la situazione in casa Milan? 

Complica ulteriormente, perché anche se contro l’Inter non ha giocato bene è molto importante per il Milan. Le sue percussioni in avanti insieme a Leao sono un pezzo forte della manovra offensiva rossonera e deve gestire anche proprio gli infortuni che hanno penalizzato sicuramente la squadra. Poi alcuni hanno recuperato, sia chiaro, ma questo vuol dire comunque non avere la condizione ottimale che ti dà continuità di rendimento. 

Il Milan può puntare ancora allo scudetto? 

Dal mio punto di vista lo scudetto, alla luce del rendimento delle rivali del Napoli, lo vedo proprio ai partenopei. Hanno una solidità e una capacità realizzativa notevole oltre che un gioco molto efficace. Da milanista è ovvio che ci spero, ma al momento i rossoneri non hanno le carte per poter competere per lo scudetto anche se seconda in classifica. 

La Lazio è da Champions, secondo lei?

La Lazio la vedo da Champions per i motivi che ho detto prima. Hanno un centrocampo efficace e anche il lato difensivo sta avendo un rendimento più che buono. Il problema era soprattutto la difesa, ora comincia a essere efficace. Se non vado errato ha subito solo 16 gol, poi il centrocampo e l’attacco sono i pezzi forti. 

Ritoccherebbe qualcosa al Milan con il mercato? 

Sinceramente il Milan dovrebbe essere potenziato, ma per ragioni economiche il Milan non può permettersi il lusso di fare investimenti onerosi. Si parla di Zaniolo, ma potrebbe essere un obiettivo a medio termine, non nell’immediato perché il Milan dovrebbe ora valorizzare altri acquisti pagati a peso d’oro, come De Ketelaere, che non hanno avuto un rendimento pari alle attese. 

  


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