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Europa League

Lotito e Tare duramente contestati durante la sfida con lo Sparta Praga

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La nostra fede non va tradita, mercenari». Cantano così i laziali in Tribuna Tevere, mentre la squadra di Pioli capitola 3-0 sotto i colpi dello Sparta Praga, nel ritorno degli ottavi di Europa League. La Lazio dice addio alla coppa e spegne ogni speranza di riaccendere un’annata che in campionato è già anonima e deludente. «Le somme si fanno alla fine» è l’adagio che Pioli ha sfoggiato nelle scorse settimane, ma all’Olimpico i sostenitori biancocelesti hanno fatto i conti da tempo, individuando a suon di cori i responsabili di questa situazione. Lotito e Tare sono al centro della discordia laziale, ancora una volta. Lo stadio invita il presidente ad andarsene, a lasciare la Lazio, augurandogli il peggio. Dalla Monte Mario, settore più vicino all’area in cui siede il presidente, al termine dei primi 45 minuti, un gruppo di tifosi visibilmente adirati urla contro Lotito e Tare. I due si “rifugiano”, scortati, nella pancia dell’Olimpico, per poi riapparire al proprio posto in occasione della seconda metà di gioco. In campo la situazione non cambia: lo Sparta è padrone, legittima il vantaggio e i prevedibili passaggi dei biancocelesti sono evidenziati dagli ironici «olè» del pubblico. La Curva Nord, semi-deserta per i noti motivi legati alle barriere, stavolta non c’entra. «Andate a lavorare» è il coro che parte dagli altri settori e viene seguito da gran parte degli oltre 18mila paganti. La Lazio esce mestamente dall’Europa, accompagnata dai sonori fischi dalla sua gente.

Sport.ilmessaggero.it 


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Europa League

Feyenoord, il tatuaggio del vice allenatore dopo il match con la Lazio – FOTO

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Prima della splendida vittoria arrivata nel derby di contro la Roma, i biancocelesti avevano gettato al vento la qualificazione dell’Europa League perdendo a Rotterdam sul campo del Feyenoord. Il vice allenatore della squadra olandese, John De Wolf, si è tatuato sul braccio la frase scritta sullo striscione dei tifosi olandesi nel giorno del match: “Non vado a terra per nessuno, né per te e né per nessun altro”.

 

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