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Europa League

Questa è Sparta: Lazio, game over all’Olimpico. Che senso dare al resto della stagione?

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Ogni notte è seguita dal mattino, ogni tenebra è squarciata dalla luce. Questa volta no. Sarà buio e lo sarà per un bel pò. La squadra biancoceleste, per quanto fosse già compromessa la sua stagione, sperava di poter risorgere dall’oltretomba proprio grazie ad un barlume di luce, grazie all’Europa League: niente da fare. La Lazio, come Orfeo, ha preso per mano l’Europa, la sua Euridice, e così come nel mito greco, la squadra biancoceleste ha fatto sognare la folle impresa per poi voltarsi inesorabilmente a ridosso del lieto fine: un destino crudele.

PRIMO TEMPO – Forte del pareggio maturato in Repubblica Ceca, la squadra guidata da Stefano Pioli aggredisce immediatamente la gara e lo Sparta Praga ma Candreva spreca dopo 15 secondi di gioco. L’incantesimo della Lazio in Europa finisce al 10′: qui pro quo  Bisevač-Parolo e Dockal insacca. Solo dopo 2 minuti Krejc affonda la squadra biancoceleste con un gol molto simile a quello del vantaggio: in questa stagione è il 13° gol subito dalla Lazio nei primi 15 minuti di gioco. Questione mentale? Facile, perchè nei seguenti 25 minuti la squadra biancoceleste attacca senza sosta sprecando più di una volta la rete della speranza. Ma quale speranza! Lo Sparta Praga al 44′ chiude ogni sogno di gloria grazie al ginocchio di Julis: la Lazio tira, lo Sparta segna, 3 tiri e 3 gol per la squadra ceca.

SECONDO TEMPO – Strappalacrime la reazione della squadra capitolina che, ormai decaduta, suscita quasi compassione. Ci prova inizialmente con il solito Mauri che getta nuovamente nel cestino a pochi passi dalla porta ceca. La Lazio giochicchia negli ultimi 25 minuti di gara, una seduta d’allenamento. Re Serse Pioli sperava di poter annientare i poveri Spartani che, sfavoriti sulla carta, si sono rivelati battaglieri e cinici. Sottovalutazione dell’avversario o cieca fiducia nei propri mezzi? Poco cambia perchè all’Olimpico è Davide a battere Golia ed ora risulta difficile trovare un senso a quel che resta della stagione: ormai, in campionato, i punti da rimontare sono 13 e con l’Europa, verosimilmente, ci rivedremo nel 2017. A presto.

 


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Europa League

Feyenoord, il tatuaggio del vice allenatore dopo il match con la Lazio – FOTO

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Prima della splendida vittoria arrivata nel derby di contro la Roma, i biancocelesti avevano gettato al vento la qualificazione dell’Europa League perdendo a Rotterdam sul campo del Feyenoord. Il vice allenatore della squadra olandese, John De Wolf, si è tatuato sul braccio la frase scritta sullo striscione dei tifosi olandesi nel giorno del match: “Non vado a terra per nessuno, né per te e né per nessun altro”.

 

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