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FOCUS – Quando nel derby vince la sfavorita: le 3 sorprese degli ultimi anni

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Nel corrente utilizzo giornalistico e popolare, si definisce derby una partita di calcio giocata tra due squadre della stessa città. Per estensione, il termine derby può poi venire utilizzato per riferirsi ad un incontro molto sentito fra squadre con accese rivalità agonistiche o che appartengono a una comune entità geografica. Così la pagina di Wikipedia descrive il derby. Tutto giusto ma manca una cosa fondamentale: il derby, soprattutto Lazio-Roma, sfugge ad ogni logica, annulla differenze tecniche e di classifica. La storia del derby della Capitale è pieno di esempi pratici che lo dimostrano. Ecco perché la Lazio di Pioli, nonostante assenze e classifica, non parte del tutto battuta contro una Roma lanciata. Ecco i 3 risultati più sorprendenti degli ultimi 20 anni.

11 aprile 1999, Roma-Lazio 3-1

La Lazio affronta la Roma da prima in classifica, costretta a difendersi dagli assalti del Milan. I giallorossi non fanno paura, hanno solo il derby per salvare la stagione. Lazio favorita, dunque. In quella partita però tutto andrà storto. La squadra di Eriksson terminerà in 9, battuta dalla doppietta di Delvecchio e da Totti. Inutile la rete di Vieri, che non rese meno amaro il ko. Una sconfitta pesante, seguita da quella contro la Juventus della settimana dopo. Riderà alla fine il Milan, che dopo una clamorosa rincorsa vincerà il titolo sul filo di lana, beffando Eriksson (che si rifarà l’anno dopo).

19 marzo 2008, Lazio-Roma 3-2

La squadra di Rossi non ha più nulla da chiedere, proprio come quella di Pioli, gli uomini di Spalletti invece sono in corsa con l’Inter per lo scudetto. I biancocelesti si sono tolti dalle zone calde, ma quelle europee sono troppe lontane. Resta solo il derby, tutto il resto non ha senso. Taddei porta avanti i suoi, poi si scatena il tridente. Azione meravigliosa e Pandev pareggia. Ripresa, Kolarov mette in mezzo per Bianchi, Juan lo stende: rigore. Dal dischetto Rocchi non perdona. Il vantaggio però dura poco perché Perrotta pareggia. La Roma assedia la porta di Ballotta, in fondo però il pareggio va bene a entrambe. Non a Behrami, che nel finale sbuca dal nulla e si fa perdonare per lo sbilenco rinvio sul gol di Taddei. “Testa e cuore”, lo slogan dello svizzero a fine partita. E la Roma, proprio grazie a quel gol, perderà lo scudetto.

10 dicembre 2006, Lazio-Roma 3-0

Una gara senza storia, almeno alla vigilia. La Roma del solito Spalletti è lanciata, viene da 6 vittorie di fila. E’ l’unica a tenere il passo dell’Inter, capolista incontrastata. L’inizio della Lazio di Rossi invece è negativo, tra penalizzazioni e risultati scadenti. Quella sera di metà dicembre però tutto si annulla. Rocchi e compagni annullano gli eterni rivali, li assediano. Il miracolo di Doni su Cribari anticipa lo scaldabagno di Ledesma, che porta avanti i suoi. Da lì tutto è in discesa. Pandev si procura il rigore nella ripresa, il cecchino Oddo non sbaglia. Infine c’è gloria anche Mutarelli: Makinwa (sì, proprio lui) serve Mauri in profondità, tocco sotto e traversa. Sulla respinta arriva quindi l’ex Palermo, che in spaccata la chiude. Vittoria record perché resta ancora quella con il maggior scarto a favore della Lazio nella storia dei derby.

 


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Juventus-Lazio, Tare nel pre partita: “Milinkovic? Fiducioso sul rinnovo”

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Prima del match tra Juventus e Lazio, il direttore sportivo biancoceleste Igli Tare ha parlato così ai microfoni di Mediaset. Ecco le sue parole:

Siamo assolutamente favoriti, c’è una Juve che ha bisogno di una grande reazione e questo deve farci stare ancora più uniti. Questa per noi è una grande opportunità, con la Coppa Italia che è un obiettivo stagionale, anche se non sarà semplice. La Champions League? E’ un altro obiettivo, stasera c’è la Coppa Italia ed è un’occasione per raggiungere un traguardo, dopo che l’ultima in campionato non è andata come avremmo voluto. Pellegrini? L’allenatore aveva espresso questa necessità per quella parte del campo, e abbiamo portato un ragazzo giovane e innamorato di questi colori. Ennesimo tormentone su Milinkovic Savic da qui a giugno? A me fa l’effetto contrario perché so come stanno le cose e quindi non c’è nessun tormentone: ogni cosa si risolverà al momento opportuno. Si legge che il giocatore avrebbe dei dubbi sul rinnovo del contratto? La cosa positiva è che io non leggo mai quello che viene scritto perciò non vado avanti né con i sé e né con i ma. So come stanno le cose e sono tranquillo. Se sono fiducioso? Sempre, sempre”.

 


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