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#UominiDaDerby – Re Miro e il suo ultimo derby: novanta minuti per riprendersi la città

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Non è Real Madrid-Barcellona, non lo sarà mai. Non è un derby per l’elite, ma è il derby del popolo. Non sarà mai una partita razionale, è questione di cuore. Si avvicina sempre di più la stracittadina di Roma e da oggi la redazione di Laziopress.it vi accompagnerà, per il resto dei giorni che ci separano dal grande appuntamento di domenica 3 Aprile, nel passato, alla riscoperta dei momenti e degli eroi biancocelesti che hanno impresso il loro nome nella storia del derby romano.

Quando un nuovo giocatore arriva a Roma, tutti i riflettori vengono puntati su di lui.  Nulla è importante quanto il nuovo arrivato, e tutti pensano solo a lui. Chiunque si informa sulla biografia e sulle statistiche, chiunque inizia a cercare video delle migliori giocate o dei goal più belli. Nell’estate del 2011 a Formello è arrivato uno che però non aveva bisogno di presentazioni, non aveva bisogno di ricerche su internet per farsi conoscere: Miroslav Klose. Tutti sapevano del suo passato in Germania, dei suoi goal, della sua carriera in nazionale. Con la sua grinta ha colpito tutti, anche i più scettici. Classe 1978, l’attaccante tedesco ha un palmares da brividi. Con la maglia biancoceleste gioca 165 partite segnando 58 goal, due dei quali in occasione di due derby. È il 16 ottobre del 2014, e Lazio e Roma si preparano a giocare la prima stracittadina della stagione. Dopo meno di cinque minuti la Roma passa in vantaggio con Osvaldo. I giallorossi non demordono e continuano ad attaccare, sfiorando più volte il raddoppio. Alla fine del primo tempo il risultato è 0-1 per la formazione di Louis Enrique. Rientrati in campo, l’espulsione di Kjaer riapre i giochi. Rosso diretto e rigore per la Lazio. 1-1 palla al centro. Il rigore battuto da Hernanes dà carica alla squadra, che nel giro di poco sposta ogni equilibrio. La superiorità numerica ed il pareggio danno lucidità e tranquillità ai ragazzi di Reja, i quali ormai hanno contro solo la sfortuna. Traversa di Klose al 25’, palo interno di Cissé, parata di Stekelenburg su Lulic. Ormai la partita sembra finita: la Roma è riuscita a resistere anche con un uomo in meno, mentre la Lazio ha molto da rimpiangere. Ma ecco che durante l’ultimo minuto di recupero succede ciò che tutti speravano: destro rasoterra di Klose che buca la rete e manda in delirio la tifoseria biancoceleste. È il 93’ ed il nuovo arrivato chiude la partita. Lazio 2-1 Roma. Nella sua prima stracittadina, Miro ha lasciato subito il segno regalando la prima vittoria nel derby a Reja. Sempre decisivo, il tedesco ci mette sempre il suo anche quando non segna. Basta pensare al derby di ritorno. Dopo soli sette minuti si procura un rigore e fa espellere il portiere avversario. Anche in quella occasione la Lazio segnerà due reti, contro una della formazione giallorossa. L’altro goal nel derby è arrivato nella stagione successiva. Cambio di allenatore, Petkovic per Reja, ma non cambio di risultato. Altra vittoria per la Lazio, altro goal di Miro. Elegante, preciso e potente, Klose è l’uomo in grado di cambiare la partita con una sola giocata. Non si lascia intimorire da niente e non ha paura di nessuno. Sguardo freddo e glaciale, riuscirà il tedesco a gelare gli avversari anche domenica?

 


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Calcio

CONFERENZA SARRI: “Siamo stati ordinati, in questo momento fatichiamo a trovare la giocata giusta. Su Pellegrini…”

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Al termine della sfida in casa della Juventus, persa dalla sua Lazio per 1-0, l’allenatore biancoceleste, Maurizio Sarri, è intervenuto anche in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni, riportate dal sito ufficiale biancoceleste, al termine del match di Coppa Italia:

“La partita è stata interpretata in modo serio, siamo stati ordinati. Siamo in un momento in cui fatichiamo a trovare la giocata giusta in brillantezza nei metri decisivi del campo. Questa sera non abbiamo trovato spazi, sarebbe servita una giocata decisiva negli uno contro uno. L’errore sul gol della Juventus è stato di squadra, non di linea, è arrivato su una terza palla.

Non era facile perché la Juventus ci aspettava bassa, purtroppo il gol preso alla fine del primo tempo ha indirizzato la partita. Pellegrini? Vedremo, purtroppo a Torino abbiamo lavorato poco insieme. Luca è un terzino sinistro di buon piede, i tempi di inserimento dipenderanno da quanto tempo impiegherà a capire la nostra linea difensiva.

Marcos Antonio è un calciatore particolare, lo abbiamo preso quando c’erano idee tattiche diverse. Noi giochiamo con due interni offensivi e lui per caratteristiche non può coprire tanto campo, per questo lo possiamo sfruttare solo quando c’è chi può supportarlo. Maximiano finora è stato sfortunato, in passato una borsite gli ha impedito di allenarsi bene. Adesso sta meglio, vedremo se nelle prossime partite continueremo la sua alternanza con Provedel”.

 


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