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#Uominidaderby – Lulic: l’eroe del 26 maggio che ha scritto la storia e umiliato la Roma

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Non è Real Madrid-Barcellona, non lo sarà mai. Non è un derby per l’elite, è il derby del popolo. Non sarà mai una partita razionale, è questione di cuore. Siamo arrivati al giorno della stracittadina di Roma e la redazione di Laziopress.it conclude questa speciale rubrica con uno dei maggiori eroi biancocelesti, colui che ha impresso il suo nome nella storia del derby romano.

E’ arrivato nella Capitale il 16 giugno 2011 da perfetto sconosciuto ma nessun laziale dimenticherà mai il suo nome: Senad Lulic. La sua prima descrizione? Un laterale classe 86′ dotato di buona corsa ma non fortissimo tecnicamente. L’esordio in campionato sembra confermare: a San Siro contro il Milan, nella serata di Klose e Cissè, passa in secondo piano il ragazzo con la maglia numero 19 che sbaglia due stop e appena prende palla finisce in fallo laterale. Bocciato? Assolutamente no. Eddy Reja crede in lui e l’esterno bosniaco cresce esponenzialmente, di partita in partita, diventando titolare. La stagione seguente alla Lazio arriva Vladimir Petkovic: il mister che lo aveva visto crescere sia nel Bellinzona che nello Young Boys. La squadra biancoceleste e Lulic vivono una stagione straordinaria: bel gioco, reggiunge per la prima volta i quarti di finale di Europa League e…il 26 maggio. Una finale di Coppa Italia. Un derby. La Lazio affronta la Roma di Andreazzoli in un Olimpico colorato di bianco e celeste. Una partita sentita e in equilibrio, almeno fino al 71°. Totti perde palla a centrocampo, doppio scambio sulla fascia destra tra Mauri e Candreva, il numero 87 biancoceleste crossa basso verso il centro, Lobont sfiora soltanto la sfera…Lulic scrive la storia. La Lazio supera i rivali di sempre e diventa campione d’Italia. I laziali si riprendono la loro città. Attraverso le vie di Roma, grazie a Lulic, i tifosi biancocelesti sono tornati ad abbracciarsi, a piangere e a sventolare la loro bandiera, dipingendo la notte con i loro colori. La storia della Lazio è così, gioie e lacrime, vissute sempre con la stessa passione. Tutti i laziali, nel mondo, racconteranno ai loro figli di quell’eroe che il 26 maggio gli ha regalato un’emozione unica. Dopo due anni il numero 19 ancora indossa la maglia delle aquile e lo farà almeno fino al 2020. I bambini che, il 27 maggio 2013, andarono a scuola contenti e orgogliosi di essere tifosi della prima squadra della Capitale, ringrazieranno sempre Senad Lulic perchè di derby ce ne saranno tanti altri, ma di rivincita nessuna.

 


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Lazio, finalmente le rotazioni: ecco quanto hanno giocato i nuovi arrivati

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Lotito nella finestra di mercato estiva ha speso come mai prima d’ora, regalando a mister Sarri non solo 8 nuovi acquisti, ma anche la possibilità di far ruotare i giocatori tra le varie competizioni. A differenza degli altri anni, infatti, tutti i nuovi innesti sono stati già scesi in campo per diversi minuti, permettendo i titolari di riprendere fiato.

Il meno utilizzato, per ora, è Luis Maximiano. Il portiere era titolare nella partita di esordio di questa stagione contro il Bologna, ma dopo 6 minuti ha rimediato un cartellino rosso, costringendo Provedel a prendere il suo posto.

Dal 14 agosto Provedel è titolare fisso, sia in campionato che in Europa League. In questo modo, tra i nuovi acquisti è quello che ha giocato per più minuti, in tutto 802. In campionato ne ha giocati 622’ (gli 82 di Lazio Bologna e le restanti partite 90’) e in Europa League 180’ (i 90 di Lazio-Feyenoord e di Midtjylland-Lazio).

In ordine, subito dopo troviamo Romagnoli con 638 minuti, di cui 475 in Serie A e 163 in Europa League. In campionato ha giocato tutti e 90 i minuti contro Bologna, Torino, Inter e Napoli, rimanendo in panchina contro il Verona e scendendo in campo per 81 minuti contro la Samp e 34 con la Cremonese. In Europa, invece, ha giocato 73 minuti contro il Feyenoord e tutta la partita con il Midtjylland.

fraioli

Al terzo posto c’è Vecino, il pupillo di Sarri. Il centrocampista è stato l’ultimo ad arrivare saltando tutta la preparazione ad Auronzo di Cadore, ma, nonostante ciò, è uno dei più utilizzati. Sono 378 i minuti in cui è sceso in campo, di cui 255 in Serie A e 123 in Europa. Non ha mai giocato una partita intera, però piano piano si è riconquistato la fiducia del suo ex mister che lo ha mandato in campo inizialmente 7 minuti contro il Bologna nella prima partita, poi man mano ha aumentato il minutaggio. Dopo il Bologna sono arrivati i 62’ contro il Torino, i 57’ contro l’Inter, i 37’ con il Napoli, 25’ contro il Verona e 67’ con la Cremonese. Solo con la Samp è rimasto in panchina. In EL, invece, ha giocato 70’ contro il Feyenoord, in cui ha segnato 2 gol e servito un assist, e 53’ contro il Midtjylland.

fraioli

Subito dopo troviamo Gila, che con i suoi 201 minuti totali si piazza al quarto posto. Solo 21 minuti per lui in campionato (9 con la Samp e 12 con la Cremonese), ma tutti i 180 in Europa League.

Terzultimo posto per Casale, con 146 minuti in campionato. Non ha ancora mai calcato i campi dell’Europa League, ma ha giocato 90 minuti contro il suo ex Verona e 56’ contro la Cremonese.

Infine, prima del meno utilizzato Luis Maximiano, troviamo Marcos Antonio con 138 minuti. In Serie A è sceso in campo 4 volte: contro il Torino (28’), l’Inter (6’), la Samp (18’) e il Verona (65’). In Europa League, invece, ha giocato solo 21 minuti contro il Midtjylland.

 


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