Connect with us

Esclusiva

ESCLUSIVA – Birindelli: “Inzaghi ha ridato entusiasmo al gruppo. Vedrei bene Biglia alla Juventus”

enrico.delellis@libero.it'

Published

on

 


Credere, lottare fino in fondo per un obiettivo e per la maglia, questo deve essere il “comandamento” dentro lo spogliatoio della Lazio per quanto riguarda le ultime partite di campionato. I biancocelesti non sono fuori dal discorso Europa League, anche se il Milan, del nuovo tecnico Brocchi e il calendario non sono dalla parte degli uomini di mister Inzaghi. Mercoledì sera ci sarà la proibitiva trasferta a Torino, contro la Juventus reduce da una pazzesca rimonta che la sta portando alla conquista dello storico quinto scudetto consecutivo. In esclusiva la redazione di LazioPress.it ha contattato un grande ex difensore bianconero, Alessandro Birindelli per parlare della partita del turno infrasettimanale, ma anche di altro.

Che partita ti aspetti mercoledi?

“Ho visto una Lazio, con motivazioni diverse nelle ultime uscite, non so se questo sia dovuto al cambio dell’allenatore. Per I biancocelesti è importante finire bene il campionato e ci sono tutti i presupposti per poterlo fare. Credo sarà una bella partita, anche perchè la Juventus avrà motivazioni ulteriori: una vittoria la porterebbe vicina al suo quinto scudetto consecutivo”.

Attualmente i biancocelesti sono ancora in corsa per l’ultimo posto utile per l’Europa League. Credi che possa essere un obiettivo alla portata della squadra?

“La Lazio ha una rosa importante contornata da giocatori di grande qualità. Quello che è mancato in questa stagione secondo me sono stati gli stimoli, vedendo alcune partite dei biancocelesti. Hanno fatto prestazioni in alcune gare da grande squadra, la domenica successiva sembravano essere  improvvisamente altri. Devono rimanere concentrati per arrivare in Europa League, non si possono permettere a questo punto della stagione di mollare tutto”.

Sei rimasto colpito da Simone Inzaghi?

“Le partite bisogna sempre giocarle e vincerle, non era scontato una vittoria da parte della Lazio, prima contro il Palermo e poi L’Empoli, perciò lui è stato molto bravo a preparare queste due sfide. La caratteristica che mi ha colpito di più è la sua tranquillità e serenità. Affronta la partita da veterano, questo è importante perchè vuol dire trasmettere tranquillità ai propri giocatori. Entrare in corso a campionato non è mai semplice. Inzaghi lo seguo dai tempi della primavera le squadre da lui allenate hanno sempre giocato con grinta e determinazione”.

Sono diversi anni che alcune società del nostro campionato affidano la panchina ad allenatori provenienti dalle giovanili. Che idea ti sei fatto su questa cosa?

“Può essere un’arma a doppio taglio, dipende molto dalla situazione vissuta all’interno del settore giovanile e soprattutto dal rapporto con la prima squadra e con i dirigenti. Altra cosa fondamentale, secondo me, è la conoscenza dello spogliatoio e dell’ambiente, avendoci giocato conosce già la storia della società rispetto  ad un allenatore che anche se allena da diversi anni  non conosce la piazza”.

Nel calcio moderno quanto è importante avere una società come la Juventus alla spalle per i tifosi e l’allenatore?

“E’ fondamentale avere una società forte con dentro dirigenti bravi e preparati. Non è il caso della Lazio, però bisogna avere le idee chiare programmare a lungo raggio non si può pretendere tutto e subito. Il nuovo percorso andrebbe valutato dopo tre-quattro anni, non si può cambiare strategia ogni campionato, altrimenti si riparte da zero. Ci vuole una base solida che ti possa portare a vincere, come la mia Juventus oppure il Milan di Sacchi. In alcune società ti fanno sentire il peso della maglia che indossi, in altre credo onestamente un pò meno”.

Dopo il brutto infortunio capitato a Marchisio, Lucas Biglia potrebbe essere il giusto rinforzo per il centrocampo bianconero?

“Potrebbe essere un tassello importante come lo potrebbero essere tanti altri giocatori. La Juventus ha dimostrato in questa stagione di saper vincere, anche cambiando alcuni calciatori importanti tanti come: Pirlo, Vidal e Tevez. Hanno avuto un momento di difficoltà nella parte iniziale del campionato dovuto all’adattamento dei nuovi arrivati al modulo tattico, però ora stanno pianificando il futuro per i prossimi sette-otto anni”.

Non molto tempo fa sei stato protagonista di un gesto che ti ha visto alla ribalta sugli organi d’informazione. Sospendendo una partita del livello giovanile per il comportamente tenuto dai genitori. In Italia si fanno tante chiacchiere sul come risolvere questi problemi, ma mai i fatti. Secondo te da dove dovremmo iniziare?

“Ho sempre detto che questo gesto lo rifarei altre milioni di volte, provengo da un settore giovanile importante come quello dell’Empoli, dove sono stato educato e preparato a rispettare le persone, cosa che ormai da diversi anni non accade più. Le nostre istituzioni devono essere più vicine a queste tematiche, il cambiamento avviene anche grazie a chi ci gestisce, con regole nuove e soprattutto farle rispettare. E’ inutile fare slogan oppure striscioni, se poi sotto l’aspetto pratico non si fa mai niente. Se denomini il campionato Fair-Play si presume che tu vada a premiare il bel gioco, l’educazione e il rispetto. Se poi uno compie come ho fatto io, un gesto significativo e poi mi  penalizzi, vuol dire che è sbagliato qualcosa: o si cambia il nome, oppure il regolamento. Per me proseguire in questa battaglia è per far capire che c’è bisogno di sedersi ad un tavolo e parlare dei settori giovanili, delle scuole calcio che non devono lucrare, aiutare i ragazzi nella loro crescita. Per fare tutto ciò servono dirigenti preparati e capaci nel loro lavoro”.

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

   

Esclusiva

ESCLUSIVA | Pellegrini in biancoceleste, il papà: “Ha voluto fortemente la Lazio, la tifiamo da sempre. Orgoglioso della sua scelta”

Published

on

 


Una scelta di cuore, zero pensieri al denaro: Luca Pellegrini ha voluto la Lazio, mettendo davanti allo stipendio l’ambizione di un bambino che sognava di giocare all’Olimpico. Il difensore classe ’99 è un nuovo giocatore biancoceleste; il club laziale lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus. Il terzino sinistro ha iniziato la stagione con la maglia dell’Eintracht Francoforte ed è approdato nella Capitale, volenteroso di essere confermato a fine campionato.

Per commentare il passaggio di Luca in biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it il papà Mauro, che non nasconde l’emozione: “Il mio commento non può che essere di un entusiasmo infinito…. noi siamo una famiglia di laziali da sempre. Luca ha fatto un gesto d’amore incredibile nei confronti della Lazio. Ha rinunciato a molto da un punto di vista economico, io da genitore non posso che essere felice della scelta di mio figlio, dei valori e dei principi che ha messo prima dei suoi interessi economici. E non lo dico tanto per dire. La qualità della vita vale più di qualsiasi cifra. E per lui andare nella sua squadra del cuore è il massimo. Ora per lui sarà felicità pura giocare al calcio. Aggiungere altro è superfluo. Ha voluto fortissimamente la Lazio“.

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

   

Continue Reading
Advertisement

RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:    

I più letti

Scarica subito l'app di LAZIOPRESS.IT! Disponibile su app_store google_play

  © 2015 LazioPress.it | Tutti i diritti sono riservati | Testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale Civile di Roma numero 13/2015 | CONTATTI

Close
LazioPress.it

GRATIS
VIEW