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ESCLUSIVA – Paramatti: “Con la Juve servirà la partita perfetta. Vedrei bene Keita in bianconero”

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“I grandi uomini si misurano da ciò che danno e non da ciò che ricevono”, così dice lo scrittore Giò Rondas. I tifosi della Lazio, nonostante le due vittorie della squadra con Palermo ed Empoli, che hanno riacceso un piccolo lume di speranza per una inaspettata, fino a due settimane fa, qualificazione in Europa Laeague dopo l’arrivo sulla panchina di Simone Inzaghi, non hanno dimenticato tutte le delusioni che la squadra ha regalato loro. Ne sono consapevoli anche i senatori, come Candreva, che al termine della partita contro i toscani ha parlato dicendo “Gli applausi fanno piacere ma non siamo contenti per la nostra stagione, non ci aspettavamo di fare questo campionato. Mancano poche partite ma noi proveremo a centrare l’Europa. Non ci salveremo raggiungendola perché la Lazio deve ambire a risultati più importanti”. Domani la Lazio dovrà vedersela con i mostri della Juventus, nella loro arena, in un vero e proprio Davide contro Golia. La squadra di Allegri sta viaggiando a ritmi impensabili ad inizio campionato, migliorando incredibilmente la classifica dello scorso anno, nonostante la pessima partenza. I biancocelesti sono chiamati all’impresa. I tifosi sognano lo sgambetto ai campioni d’Italia, per togliersi la piccolissima soddisfazione di una rivincita dopo le sconfitte in Supercoppa ed in campionato. In merito alla sfida contro i bianconeri, in esclusiva a LazioPress.it, ha parlato lo storico difensore juventino, Michele Paramatti, che ci ha spiegato, secondo lui, quale potrebbe essere l’unica possibilità di battere la squadra di Allegri.

La Juventus si sta mostrando un vero e proprio schiacciasassi, come si può fermare una squadra così?

“Solo facendo una partita perfetta, sperando che la Juventus abbia qualche passaggio a vuoto. La squadra di Allegri ha dimostrato in questo campionato di essere molto superiore rispetto alle altre squadre che occupano la parte alta della classifica, nonostante la partenza a rilento. L’unico modo per fermali è fare una partita stratosferica e augurarsi che i bianconeri non siano nella giornata migliore”.

Quante possibilità ha la Lazio di uscire indenne dallo scontro dello Juventus Stadium?

“La Lazio ha una buonissima squadra che, anche con Pioli, ha centrato ottimi risultati. Purtroppo è mancata un po’ di continuità per far sì che il campionato fosse soddisfacente. Trovando la giusta tranquillità con il cambio di allenatore è una squadra che può mettere  in difficoltà chiunque, anche la Juventus”.

Secondo te Inzaghi può essere l’allenatore della Lazio che verrà?

“Inzaghi ha già dimostrato nel settore giovanile della Lazio tutte le sue qualità. Quella biancoceleste è una squadra importante e, sicuramente, lui si giocherà questa possibilità fino alla fine. Tutti i grandi allenatori cominciano prima o poi da una squadra. Secondo me potrebbe essere l’allenatore giusto per la piazza, perché valido e conosce molto bene l’ambiente e la società. Credo abbia molte possibilità di essere il tecnico della Lazio anche nella prossima stagione”.

Quando una squadra di esprime ben al di sotto delle proprie potenzialità, esattamente quello che è accaduto alla Lazio in questa stagione, di chi sono le maggiori responsabilità?

“Ovviamente di tutti. Della società, degli allenatori e dei giocatori, ma anche dei tifosi. Non escluderei nessuno. Per far sì che tutto funzioni è necessaria la giusta sinergia di tutte le componenti. Naturalmente in campo ci vanno i giocatori, che vengono mandati in campo dagli allenatori, che sono scelti dalla società e che devono essere sostenuti dai tifosi. Con la giusta armonia i risultati sarebbero arrivati. Sia le colpe che i meriti è giusto dividerle tra tutte e quattro le parti”.

C’è un giocatore della Lazio che vedrebbe bene con la maglia della Juventus?

“Ce ne sono diversi, ma per qualità ed età direi Keita. Ho avuto il piacere di averlo visto giocare dal vivo, è un giocatore davvero interessante e di prospettiva. Mi sento di fare il suo nome perché molto giovane. In una grande squadra come la Juventus, comunque possono arrivarci anche altri giocatori, come Felipe Anderson. Sono due giovani che in un contesto come la Juventus potrebbero starci”.

Chi è il giocatore della Lazio che, nelle partite che hai disputato in passato contro i biancocelesti, hai avuto più difficoltà a marcare?

“Anche qui ce ne sono stati molti. Il nome di Inzaghi viene facile, e sono sicuro di averlo marcato. Sono sempre state particolari quelle contro la Lazio, perché giocare all’Olimpico, per chi non è molto abituato, rende l’atmosfera più particolare”.

C’è una partita che ricorda con particolare piacere contro la i biancocelesti?

“Una si, ma non la giocavo io. Quella del famoso 5 Maggio, in cui l’Inter venne battuta dai biancocelesti e noi vincemmo lo Scudetto. Ricordo che le nostre attenzioni erano tutte su quella partita. A parte gli scherzi, non potrò mai dimenticare  la mia partita d’esordio in Serie A, che avvenne proprio contro la Lazio, in cui noi vincemmo per 1 a 0 nel 1997”.

 


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ESCLUSIVA | Pellegrini in biancoceleste, il papà: “Ha voluto fortemente la Lazio, la tifiamo da sempre. Orgoglioso della sua scelta”

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Una scelta di cuore, zero pensieri al denaro: Luca Pellegrini ha voluto la Lazio, mettendo davanti allo stipendio l’ambizione di un bambino che sognava di giocare all’Olimpico. Il difensore classe ’99 è un nuovo giocatore biancoceleste; il club laziale lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus. Il terzino sinistro ha iniziato la stagione con la maglia dell’Eintracht Francoforte ed è approdato nella Capitale, volenteroso di essere confermato a fine campionato.

Per commentare il passaggio di Luca in biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it il papà Mauro, che non nasconde l’emozione: “Il mio commento non può che essere di un entusiasmo infinito…. noi siamo una famiglia di laziali da sempre. Luca ha fatto un gesto d’amore incredibile nei confronti della Lazio. Ha rinunciato a molto da un punto di vista economico, io da genitore non posso che essere felice della scelta di mio figlio, dei valori e dei principi che ha messo prima dei suoi interessi economici. E non lo dico tanto per dire. La qualità della vita vale più di qualsiasi cifra. E per lui andare nella sua squadra del cuore è il massimo. Ora per lui sarà felicità pura giocare al calcio. Aggiungere altro è superfluo. Ha voluto fortissimamente la Lazio“.

 


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