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ESCLUSIVA – Semioli: “Lazio, mi ricordi la mia Samp nell’anno della retrocessione. Domenica sarà una bella partita”

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Stagione 2009-2010, la Sampdoria di mister Delneri, trascinata dalla coppia Cassano-Pazzini, termina il campionato al quarto posto. Un risultato straordinario, dopo 19 anni a Genova sponda Samp si ritorna a sentire la musichetta della Champions. L’anno dopo, però, il baratro: dall’eliminazione nei preliminari contro il Werder Brema, alla retrocessione in Serie B. Dal Paradiso all’Inferno in appena 12 mesi. Una situazione simile a quella vissuta dalla Lazio quest’anno. La Lazio di quest’anno mi ricorda la mia Samp di quella stagione. I biancocelesti venivano da un’annata incredibile, giocando una grandissimo calcio. Come fu per noi, l’eliminazione dalla Champions è stata determinante. Sotto l’aspetto mentale la squadra non è riuscita a riprendersi e a ripetere il campionato dello scorso anno”, esordisce così l’ex blucerchiato Franco Semioli, contattato in esclusiva dalla redazione di LazioPress.it. Dal 2009 al 2012 alla Sampdoria: la Champions al primo anno, poi la B e subito la risalita in A. Tre anni intensi, sempre da protagonista. Domenica a Marassi ci sarà Sampdoria-Lazio, una sfida tra due squadre reduci da un’annata ben al di sotto delle aspettative:Sarà una bella partita, entrambe vorranno finire al meglio il campionato. Sia Inzaghi che Montella chiederanno ai loro giocatori un ultimo sforzo, per poi iniziare a preparare la prossima stagione”.

Dopo due vittorie è arrivata la prima sconfitta per Inzaghi: A Torino ho rivisto la vecchia Lazio, dopo i progressi nelle due gare precedenti. E’ vero anche che aveva di fronte una squadra in questo momento inarrestabile, contro la quale tutti hanno fatto enorme fatica. La Lazio non deve darsi troppe colpe per la sconfitta con la Juventus, ora serve chiudere questa parentesi e ripartire immediatamente. Inzaghi? E’ un allenatore preparato, ma è ancora presto per un giudizio definitivo. I risultati faranno la differenza“. Domenica sarà Inzaghi contro Montella, uno dei possibili candidati come prossimo allenatore della Lazio: “Montella è sicuramente un ottimo allenatore. Passato da romanista? Non credo possa essere un problema, Delneri ha allenato il Chievo ed ora l’Hellas Verona. Per i tecnici come i calciatori è lavoro, non è che si va contro una società o una tifoseria. Si tratta di professionalità”.

Anche la Sampdoria ha vissuto un’annata difficile come la Lazio: “Purtroppo è stata una stagione travagliata, la squadra non ha mai trovato la continuità necessaria per disputare un buon campionato. La rosa è di qualità, con i giocatori a disposizione si doveva fare di più”. Tornando in casa Lazio, tra i calciatori che più hanno deluso c’è Felipe Anderson. Dopo la prestazione di Torino, a Marassi potrebbe riaccomodarsi in panchina: “E’ un giocatore – conclude – completamente diverso da quello ammirato la scorso anno, era devastante. Non so il perchè ma è un vero peccato, ha delle doti tecniche e fisiche importanti. Ora gli manca un po di fiducia, ma il suo talento non è in discussione”.

 


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ESCLUSIVA| Tiziano Crudeli: “La Lazio può mettere in difficoltà il Milan con il centrocampo, la vedo da Champions”

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Questa sera andrà in scena una gara molto importante ai fini di un piazzamento in Champions, considerando anche il momento delicato delle due squadre: si tratta di Lazio-Milan, in programma alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Un periodo non facile per le due squadre che giungono alla gara anche con alcune assenze. Per commentare questa sfida è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it il noto giornalista e tifoso rossonero Tiziano Crudeli.

Che partita si aspetta da Lazio-Milan?

Oltre all’assenza di Immobile, importante per la Lazio, i biancocelesti hanno un tipo di gioco che può mettere in forte difficoltà i rossoneri. Centrocampisti dotati di grande visione di gioco e velocità di esecuzione molto tecnica. Quindi il Milan degli ultimi tempi ha denunciato delle carenze in fase di contenimento e di contrasto. Con l’Inter il Milan ha perso nettamente perché loro hanno avuto il predominio del gioco e del centrocampo e sotto questo punto di vista mi mette paura la partita con la Lazio perché ha giocatori molto forti a centrocampo.

Con la Lazio il Milan darà la scossa, considerate le ultime giornate? 

Deve, è obbligatorio. Poi se ce la farà o meno penso che sia tutto da vedere. Il Milan deve riscattare l’opaca prestazione contro l’inter, perché è stata completamente dominata.

Notizia delle ultime ore è l’assenza di Theo Hernandez domani: quanto complica la situazione in casa Milan? 

Complica ulteriormente, perché anche se contro l’Inter non ha giocato bene è molto importante per il Milan. Le sue percussioni in avanti insieme a Leao sono un pezzo forte della manovra offensiva rossonera e deve gestire anche proprio gli infortuni che hanno penalizzato sicuramente la squadra. Poi alcuni hanno recuperato, sia chiaro, ma questo vuol dire comunque non avere la condizione ottimale che ti dà continuità di rendimento. 

Il Milan può puntare ancora allo scudetto? 

Dal mio punto di vista lo scudetto, alla luce del rendimento delle rivali del Napoli, lo vedo proprio ai partenopei. Hanno una solidità e una capacità realizzativa notevole oltre che un gioco molto efficace. Da milanista è ovvio che ci spero, ma al momento i rossoneri non hanno le carte per poter competere per lo scudetto anche se seconda in classifica. 

La Lazio è da Champions, secondo lei?

La Lazio la vedo da Champions per i motivi che ho detto prima. Hanno un centrocampo efficace e anche il lato difensivo sta avendo un rendimento più che buono. Il problema era soprattutto la difesa, ora comincia a essere efficace. Se non vado errato ha subito solo 16 gol, poi il centrocampo e l’attacco sono i pezzi forti. 

Ritoccherebbe qualcosa al Milan con il mercato? 

Sinceramente il Milan dovrebbe essere potenziato, ma per ragioni economiche il Milan non può permettersi il lusso di fare investimenti onerosi. Si parla di Zaniolo, ma potrebbe essere un obiettivo a medio termine, non nell’immediato perché il Milan dovrebbe ora valorizzare altri acquisti pagati a peso d’oro, come De Ketelaere, che non hanno avuto un rendimento pari alle attese. 

  


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